giovedì 20 agosto 2026

Zorba il greco – Nikos Kazantzakis

“Ho provato spesso il desiderio di scrivere la vita e le imprese di Alexis Zorba, un vecchio operaio che ho molto amato. I maggiori benefattori della mia vita sono stati i viaggi e i sogni; pochissimi esseri umani, tra i vivi e i morti, mi hanno aiutato nella mia lotta. Ma se volessi distinguere le persone che hanno impresso l’impronta più profonda nella mia vita ne enumererei tre o quattro: Omero, Bergson, Nietzsche e Zorba.” 

 “Fame, freddo, giacche consunte, scarpe scalcagnate; le guance rubizze dei tedeschi erano ingiallite. Vento d’autunno, e gli uomini cadevano per le strade come foglie. Ai bambini davano un pezzetto di elastico da masticare per ingannarli e non farli piangere. La polizia di notte pattugliava i ponti per impedire alle madri di gettarsi nel fiume con i loro neonati, affogare e farla finita.” 

 “Lo conobbi al Pireo. Ero andato al porto per imbarcarmi per Creta. Era quasi l’alba. Pioveva. Soffiava un forte scirocco, e gli spruzzi del mare arrivavano fino alla piccola taverna.” 

 “E’ amaro separarsi lentamente dalle persone che si amano; meglio dare un taglio netto e rimanere ancora per conto proprio, nella condizione più connaturata agli uomini, la solitudine.” 

 “Come dicono i tuoi amati giapponesi: Fudoshin! Impassibilità, atarassia, il volto di una maschera sorridente e impenetrabile. Quello che succede dietro la maschera sono affari nostri.” 

 “L’anima dell’uomo è fatta di fango, è grezza, impermeabile, ha sentimenti rozzi e grossolani, e non riesce a indovinare niente di chiaro, di certo; se avesse potuto indovinare, come sarebbe stata diversa quella separazione!” 

 “Capii che questo Zorba era l’uomo che da tanto tempo cercavo senza trovare; un cuore vivo, una bocca vorace, un’anima grande e spontanea che non ha ancora tagliato il cordone ombelicale con sua madre, la Terra.” 

 “Felice l’uomo, pensavo, che prima di morire ha avuto la fortuna di navigare l’Egeo.” 

 “Mi vergognai delle mie mani senza calli, del mio volto pallido e della mia vita non esposta al sole.” 

 “Hai mai visto un popolo intero impazzire alla vista della sua libertà? No? Eh, allora, povero il mio padrone, sei nato cieco e cieco morirai.”

 “Bevi un bicchiere di vino, e il mondo impazzisce. Cos’è mai la vita, padrone?” 

 “Ogni sera Zorba mi fa viaggiare per la Grecia, la Bulgaria, Costantinopoli, e io chiudo gli occhi e vedo tutto. Lui ha percorso i Balcani caotici e tormentati, e i suoi piccoli occhi sventi e acuti come quelli di un falco hanno perlustrato tutto.” 

 “Lasciali stare tranquilli, padrone, non aprir loro gli occhi; se glieli apri, che cosa vedranno? La loro povertà e miseria! Lasciaglieli chiusi, quindi, che possano sognare!” 

 “Restammo entrambi fino a tardi intorno al braciere in silenzio. Ebbi un’altra conferma di come la felicità sia una cosa semplice e frugale – un bicchiere di vino, una castagna, un misero braciere, il rumore del mare; nient’altro. Per rendersi conto che tutto questo è felicità serve soltanto un cuore semplice e frugale.” 

 “Non sono uscito anch’io da una fogna? Da una fogna? dissi stupito. Cosa vuoi dire, Mimithos? Be’, dalla pancia di una mamma. Rimasi senza parole. Soltanto uno Shakespeare, pensai, nei suoi momenti più creativi avrebbe saputo trovare un’espressione così realisticamente cruda per descrivere l’oscure, maleodorante mistero della nascita.” 

 “La vita è piena di noie – proseguì Zorba, solo la morte non lo è. Sai cosa significa essere vivi? Slacciarsi la cintura e andare a caccia di guai.” 

 “Ed ecco che quel giorno capii fino in fondo: è un peccato mortale violare le leggi secolari; abbiamo il dovere di seguire con fiducia il ritmo eterno del creato.” 

 “Il mondo era per Zorba, come per gli uomini primitivi, una visione compatta; le stelle so fioravano, il mare si frangeva contro le sue tempie; lui viveva, senza l’intervento deformante della ragione, la terra, le acque, gli animali, Dio.” 

 “Perché anche la tua signoria è come me, ma non lo sa; anche tu hai un diavolo dentro di te, ma non sai ancora come si chiama. E poiché non sai come si chiama, ti senti soffocare; battezzalo, padrone, e ti sentirai meglio.” 

 “Vicino a lui, il tempo aveva assunto un nuovo sapore; non era più una successione matematica di eventi, né un problema irrisolto dentro di me; era una sabbia calda e fina, che mi faceva il solletico scorrendomi dolcemente tra le dita.”

 “Più salivamo, e più l’anima si elevava, si purificava. Avvertii una volta di più l’influenza che hanno sull’anima l’aria balsamica, la levità del respiro, l’ampiezza dell’orizzonte.” 

 “Fin quando mi sarà dato vivere, pensavo, e godere della dolcezza di questa terra, del vento, del silenzio e del profumo dell’arancio fiorito?” 

 “Mare, donne, vino, e molto lavoro! Buttarti a capofitto nel lavoro, nel vino, nell’amore e non aver paura di Dio né del Diavolo… Questo vuol dire essere giovani e forti!” 

 “Uno squisito vino cretese, rosso come il sangue della lepre; lo bevevi, ed era come comunicarti con il sangue della terra, ti sentivi un portento. Le vene ti traboccavano di forza, il cuore di bontà; se eri un agnello, diventavi un leone, e se eri un leone, un drago. Dimenticavi le meschinità quotidiane, i confini angusti si spezzavano, ti confondevi con gli uomini, con gli animali, con Dio, diventavi una cosa sola con loro.” 

 “Quando tutto ci va storto, quale gioia nel mettere alla prova la nostra anima per misurarne il valore e la resistenza! Diresti che un nemico invisibile e onnipotente – alcuni lo chiamano Dio, altri Diavolo – si avventa su di noi per abbatterci, ma noi restiamo eretti.” 

 “Per questo Ci vuole follia; follia, hai capito? Rischiare tutto! Ma tu hai cervello, e questo sarà la tua rovina. Il cervello è un droghiere, tiene i registri, annota le uscite, le entrate, i profitti, le perdite. E’ un bravo amministratore, non rischia mai tutto, tiene sempre qualcosa di riserva. Non taglia la fune, no! La stringe in mano il furfante; se gli sfugge, è perduto, perduto, poveretto! Ma se non tagli la fune, mi dici che gusto ha la vita? Di camomilla, di camomillina; non di rum, che scaravolta il mondo!” 

 “Quando ero un bambino, ero pieno di entusiasmi, di desideri primordiali, me ne stavo sempre da solo e sospiravo perché il mondo mi andava stretto. Poi, pian piano, col tempo, ero diventato sempre più saggio; ponevo dei limiti, separavo il possibile dall’impossibile, l’umano dal divino, mi tenevo stretto l’aquilone perché non mi sfuggisse.”

lunedì 10 agosto 2026

Un amore senza fine – Scott Spencer

“Quando avevo diciassette anni e obbedivo soltanto ai perentori comandi del cuore, ho abbandonato il sentiero della vita normale e nell’arco di un attimo ho distrutto tutto ciò che amavo – che amavo con tutto me stesso, e quando l’amore si è spezzato, quando il corpo immateriale dell’amore si è ritratto atterrito e il mio lo hanno rinchiuso, è stato difficile per gli altri credere che una vita tanto giovane potesse soffrire così, senza appello.” 

 “L’amore aveva preso una piega sbagliata precipitandomi nel caos.” 

 “Le persone e la loro vita. Le persone e l’immagine che hanno di sé. Era incredibile e il pensarci mi dava un senso di nausea. Come trovare posto tra la gente e come imparare a desiderare di trovarne uno? Non avevo niente da dire a nessuno, tutto quello che mi interessava non riguardava che me.” 

 “Fin dal primo momento avevo capito di amarla e che non avrei mai rinunciato a quell’amore né ci avrei mai provato o avrei mai voluto rinunciarci.” 

 “Jade, le nostre lettere erano lì, piegate e chiuse in una lunga busta marrone. La tua calligrafia era accanto alla mia e io le tenevo entrambe, tenevo le parole che avevamo scritto.” 

 “Eravate l’inaspettata incarnazione di fantasticherie romantiche che avevamo quasi dimenticato.” 

 “Ciechi di fronte al futuro. Restiamo a stento aggrappati alle nostre strane versioni del passato. Vediamo soltanto una piccola parte di ciò che ci aspetta. Non sappiamo quasi nulla e il solo modo per sopportarlo è non darci peso. Io ci do peso e infatti non lo sopporto.” 

 “Non penso mai alla vita che mi perderò una volta morto o a quello che mi sono perso prima di nascere. Sono i momenti che ho trascorso come un morto in questa vita, la sola che ho, a farmi strappare i capelli.” 

 “Vivevamo nel nostro mondo. Convinti che i nostri sentimenti ci separassero da tutto il resto. Potevamo soltanto stare insieme perché nient’altro ci sembrava reale.” 

 “La nostra paura era il terrore che si prova nel momento in cui le possibilità che la vita ti offre cominciano ad accordarsi con l’intera gamma dei tuoi desideri.” 

 “Immagino farai una faccia strana, ma ho imparato varie tecniche di meditazione. Keith le ha a sua volta imparate da un tipo con cui lavora e condividiamo tutti lo stesso mantra, le stesse parole che devi dire tra te all’inizio della meditazione, E’ incredibile ma quei quindici o venti minuti che passi seduta a respirare ti rimettono al mondo.” 

 “Ci sono delle finestre nel muro che separa la vita dalla morte e quando si sbircia all’interno di uno di quegli affacci si cambia.” 

 “Sono fuggito – o forse sono stato espulso – dall’eternità e sono tornato nel tempo. Ma ne esco fuori ancora una volta per cantare quest’aria, questa confessione, questo testamento senza fine. Le mie braccia sono spalancate non per accogliere te ma il mondo, il mistero in cui siamo imprigionati. Non c’è orchestra, non c’è pubblico; è un teatro vuoto nel mezzo della notte e tutti gli orologi del mondo ticchettano. E per l’ultima volta ti vedo, Jade, non mi importa e neanche mi chiedo se sia pazzia: vedo il tuo volto, vedo te, te; ti vedo, in ogni ordine di posti.”

mercoledì 5 agosto 2026

Lolita – Vladimir Nabokov

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.” 

 “I noi lo spirito e la carne si erano fusi con una perfezione che deve risultare incomprensibile ai rozzi, prosaici giovanotti di oggi, coi loro cervelli fatti in serie.” 

 “I giorni della mia giovinezza, mentre mi volto a guardarli, sembrano volar via da me in un turbinio di pallidi, ripetitivi brandelli, come quelle tormente mattutine di quadratini di carta usata che il viaggiatore vede turbinare nella scia del vagone belvedere.” 

 “Adesso voglio esporre il seguente concetto. Accade a volte che talune fanciulle, comprese tra i confini dei nove e quattordici anni, rivelino a certi ammaliati viaggiatori – i quali hanno due volte, o molte volte, la loro età – la propria vera natura, che non è umana, ma di ninfa (e cioè demoniaca); e intendo designare queste elette creature con il nome di ninfette.” 

 “Bisogna essere artisti e pazzi, creature di infinita melanconia, con una bolla di veleno ardente nei lombi e una fiamma ipervoluttuosa perennemente accesa nella sensitiva spina dorsale (oh, quanto bisogna dissimulare e farsi piccoli!) per discernere a prima vista, grazie a segnali ineffabili – il profilo impercettibilmente felino di uno zigomo, la snellezza di una gamba appena velata di lanugine, e altri indizi che la disperazione e la vergogna e le lacrime di tenerezza mi vietano di enumerare – il micidiale diavoletto tra le brave bambine; e lei, non ravvisata dalle sue compagne, posa tra loro a sua volta ignara del proprio fantastico potere.” 

 “…poco tempo dopo, per salvaguardare me stesso, decisi di sposarmi. Mi venne in mente che gli orari regolari, i pranzi casalinghi, tutte le convenzioni del matrimonio, la profilattica routine della camera da letto e, chissà, l’eventuale fioritura di certi valori morali, di certi surrogati spirituali, avrebbero potuto aiutarmi, se non a purificarmi dalle mie voglie degradanti e rischiose, almeno a tenerle pacificamente a bada.” 

 “…e poi, senza il minimo preavviso, un’azzurra onda marina si gonfiò sotto il mio cuore, e su una stuoia immersa in una polla di sole, seminuda, sdraiata, e poi in ginocchio, e poi voltata sulle ginocchia, ecco la mia innamorata della Costa Azzurra che mi squadrava al di sopra degli occhiali scuri.” 

 “Nessun uomo può compiere il delitto perfetto, ma il caso si.” 

 “Oh, lasciate che faccia un pò il sentimentale, per una volta! Sono così stanco di fare il cinico!” 

 “Io fumo, invece, e, come diceva il caro dottor Pierce, non ne vado fiera, ma ne vado matta!” 

 “Permettendo a Lolita di studiare recitazione avevo tollerato, da innamorato inebetito qual ero, che coltivasse l’inganno.” 

 “Un cambiamento d’ambiente è la tradizionale premessa fallace in cui ripongono le loro speranze gli amori e i polmoni condannati.” 

 “Le inclinazioni artistiche non sono caratteri sessuali secondari, come sostengono certi sciamani e scimuniti; è il contrario: il sesso è soltanto l’ancella dell’arte.” 

 “Non potevo uccidere lei, naturalmente, come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.” 

 “Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l’eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo con grida così forti; un’eco sull’orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche.” 

 “Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t’aimais, je t’aimais! E c’erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l’inferno, piccola mia. bambina Lolita, coraggiosa Dolly Schiller.”

giovedì 30 luglio 2026

I fascisti invecchiano – Vitaliano Brancati

“Non so come i nostri pittori non abbiano sentito il bisogno di tramandare ai posteri la faccia del fanatico!” 

 “L’abitudine all’insuccesso aveva generato in queste ultime un’amarezza che col tempo era diventata piacevole e indispensabile come il sapore di un vizio.” 

 “Ma ecco, dopo tredici anni, la buona occasione si ripresenta, e l’odio del notaio si aderge nella notte come un uccello intirizzito che scuota dalle ali il gelo e il sonno.” 

 “Sui vent’anni, io ero fascista sino alla radice dei capelli. Non trovo alcuna attenuante per questo: mi attirava, del fascismo, quanto esso aveva di peggio, e non posso invocare per me le scuse a cui ha diritto un borghese conservatore soggiogato dalle parole Nazione, Stirpe, Ordine, Vita tranquilla, Famiglia.” 

 “L’uomo medio, l’uomo comune: ecco la bestia nera dei fanatici! Essi sanno che quella faccia, in apparenza così debole e insignificante, ha in verità la grandezza di un mare tranquillo nel quale sprofonderanno come sassolini, e si perderanno per sempre, senza lasciare alcuna traccia, i loro sforzi, i loro urli e le loro teorie.” 

 “Ecco l’arcadia politica, i cui affiliati sono tutti travestiti da tigri, pantere, leoni, e che bilancia perfettamente l’arcadia letteraria i cui affiliati sono tutti travestiti da colombi, agnelli, pastorelli.” 

 “Il giudice che, nel condannare l’autore di un delitto efferato, pensa di mandare alla morte una bestia, si spoglia di altrettanta umanità quanta ne manca all’immagine, che egli si è fatta, del suo condannato.” 

 “Considerando bestie taluni colpevoli (o immorali, o amorali), perderemmo anche noi il diritto di chiamarci uomini perché un simile giudizio ci avrebbe fatto scivolare giù dal primo gradino della moralità.” 

 “In tutte le epoche è riuscito difficile leggere nel viso dei caduti in guerra quale delle loro anime fosse andata in paradiso.”

 “Ogni persona s’inebria dell’altra. Il numero di coloro che fanno lo stesso gesto che faccio io, che dicono il si o il no che dico io, tanto più è alto e tanto più mi dà alla testa. È il tentativo di raggiungere l’universale attraverso la via sbagliata, il tentativo degli stupidi e dei derelitti.” 

 “Cosa farà dunque lo stupido per provare l’ebbrezza del genio? Darà massa. Così, urlando lo stesso urlo insieme a centomila altri, crederà che l’umanità intera parli della sua bocca spalancata.”

sabato 25 luglio 2026

Come d’aria – Ada d’Adamo

“Sei Daria. Sei D’aria. L’apostrofo ti trasforma in sostanza lieve e impalpabile. Nel tuo nome un destino che non ti fa creatura terrena, perché mai hai conosciuto la forza di gravità che ti chiama alla terra.” 

 “Quante recriminazioni premono contro la sottile pellicola del silenzio, pronte a sputarsi fuori come un fiotto di vomito, le notti insonni a fare da detonatore.” 

 “Ho passato la vita prima a danzare, e poi a guardare gli altri danzare. Desideravo la bellezza. Per anni ho ricercato la grazia del gesto, la precisione del dettaglio, il gioco delle proporzioni che si armonizzano nell’insieme. Un lavoro paziente a cui il ballerino sottopone il proprio corpo in ogni istante, una ricerca quotidiana che non si placa mai.”

 “Quelle madri non le ho mai invidiate, e neppure quei figli rimasti a casa, spesso trascurati, inevitabilmente secondi, incolpevoli vittime della disabilità dei loro fratelli.” 

 “Io stavo nel letto matrimoniale, con un bel materasso nuovo e tanto spazio tutto per me. Eppure, non ho mai osato oltrepassare la metà che mi spettava, quasi per paura di toccare con mano la sua assenza.” 

 “Un tempo di pace non lo abbiamo conosciuto mai. Ogni abbiamo reagito dicendoci: Affronteremo anche questa, Ce la faremo. E puntualmente abbiamo abbandonato sui divani le sagome delle nostre solitudini per rinserrarci nell’armatura di un abbraccio che ci avrebbe reso invincibili.”

lunedì 20 luglio 2026

Storia dell’Iran – Ervand Abrahamian

“Questo libro è un’introduzione, scritta soprattutto per il lettore comune che rimane perplesso di fronte al clamore e al furore dell’Iran moderno.” 

 “L’Iran è entrato nel Novecento con i buoi e l’aratro di legno. Ne è uscito con le acciaierie, una percentuale di incidenti automobilistici tra le più alte del mondo e, tra lo sgomento di molti, un programma nucleare.” 

 “Scelsero una bandiera nazionale con tre strisce orizzontali uguali, verde, bianca e rossa – colori storicamente associati allo sciismo, che è rimasta bandiera nazionale fino a oggi. Come concessione ai Qajar, il nuovo tricolore includeva il Leone e il Sole.”

 “Nelle prime ore del 21 febbraio 1921, il generale Rza Khan, comandante della guarnigione di Qazvin, prese il controllo di Teheran con tremila uomini e diciotto mitragliatrici. Questo colpo di Stato, salutato più tardi come la gloriosa liberazione del terzo esfand (21 febbraio), avviò una nuova era.” 

 “Reza Khan era diventato Reza Shah. Rimase tale fino all’invasione anglo-sovietica del 1941. Questi quindici anni, insieme ai cinque precedenti, possono essere descritti come l’era di Reza Shah. La caratteristica dell’era di Reza Shah sarebbe stata la costruzione dello Stato.” 

 “Le forze armate continuarono a crescere – specialmente dopo l’istituzione della leva militare obbligatoria nel 1925. La legge che imponeva la coscrizione può essere definita il fondamento del regime. Con la leva per la prima volta in Iran fu introdotto il certificato di nascita e fu imposto l’uso del cognome.” 

 “La sostituzione di nome più eclatante si verificò nel 1934 quando Reza Shah – spinto dalla sua legazione di Berlino – decretò che da quel momento in avanti la Persia sarebbe stata nota al mondo come Iran.” 

 “Per facilitare il flusso sia del petrolio verso la Gran Bretagna sia dei rifornimenti verso l’Unione Sovietica, gli alleati ritennero opportuno rimuovere Reza Shah ma conservare il suo Stato.” 

 “L’interregno durò fino all’agosto del 1953 quando lo scià, grazie a un colpo architettato da inglesi e americani, ristabilì l’autorità dell’istituto monarchico e, quindi, ricreò il regime di suo padre.” 

 “Il colpo di Stato del 1953 è stato spesso descritto come una rischiosa iniziativa della Cia per salvare l’Iran dal comunismo internazionale. In realtà, fu un’iniziativa congiunta anglo-americana per salvaguardare il cartello petrolifero internazionale.”

 “Secondo alcuni, Shariati, che morì nel 1977, era il vero ideologo della rivoluzione islamica. Secondo altri, Khomeini fu non solo il leader della rivoluzione ma anche il faqih (giureconsulto) che formulò il concetto di velayat-e faqih (governo del giureconsulto): la pietra angolare della futura repubblica islamica.” 

 “Khomeini tornò dall’esilio il 1° febbraio – due settimane dopo che lo scià aveva lasciato il paese. Ad accogliere Khomeini furono più di tre milioni di persone, costringendolo a prendere un elicottero dall’aeroporto al cimitero Behest-e-Zahra dove rese omaggio alle decine di migliaia di martiri della rivoluzione.” 

 “Khomeini aveva ottenuto poteri costituzionali mai sognati dagli scià. La rivoluzione del 1906 aveva prodotto una monarchia costituzionale; quella del 1979 produsse un potere degno del duce.” 

 “Appena Bazargan capì che Khomeini non avrebbe ordinato ai pasdaran di rilasciare gli ostaggi, rassegnò le dimissioni. Per il mondo esterno, la questione degli ostaggi fu una vera e propria crisi internazionale. Per l’Iran, fu soprattutto una battaglia interna sulla Costituzione.” 

 “La guerra con l’Iraq, come la crisi degli ostaggi, fornì al regime l’occasione per lanciare un potentissimo grido di guerra. Anche quelli che avevano forti riserve sul regime scelsero di unirsi attorno al governo in un momento di emergenza nazionale. Divenne una guerra patriottica e anche una guerra rivoluzionaria di ispirazione religiosa.” 

 “Per unire ancor di più i suoi discepoli contro l’Occidente, Khomeini emanò la sua famosa fatwa, che non aveva precedenti, contro Salman Rushdie.” 

 “Il passaggio di poteri ebbe luogo in modo tranquillo. Sul letto di morte, Khomeini nominò un Consiglio per la riforma costituzionale di venticinque membri che designò Khamenei prossima guida suprema e stilò emendamenti alla Costituzione originale.” 

 “L’Iran è entrato nel XXI secolo come una potenza di grande importanza – certamente nel Golfo Persico, se non nell’intero Medio Oriente. Con circa 70 milioni di abitanti, è il paese più grande dell’area.. Gioca un ruolo chiave nell’Opec, è il terzo maggior produttore di petrolio del mondo, ed è la terza o forse addirittura la seconda riserva accertata più vasta del globo di metano e di greggio. Resterà un paese cruciale finché durerà l’epoca degli idrocarburi.” 

 “Il prossimo decennio risponderà probabilmente alla domanda su come sarà risolta questa questione esplosiva: con la rinuncia di una parte o dell’altra; con un compromesso negoziato nel quale le due potenze imparano a convivere nello stesso pericoloso vicinato; oppure portando avanti una politica del rischio calcolato che potrebbe facilmente intensificarsi fino a una catastrofe della portata di una terza guerra mondiale.”

mercoledì 15 luglio 2026

Il bell’Antonio – Vitaliano Brancati

“Dei siciliani scapoli che si stabilirono a Roma intorno al 1930, otto per lo meno, se la memoria non m’inganna, affittarono ciascuno una casa ammobiliata, in quartieri poco numerosi e frequentati, e quasi tutti andarono a finire presso insigni monumenti, dei quali però non seppero mai la storia nè osservarono la bellezza, e talvolta addirittura non li videro.” 

 “Cupole, portali, fontane… opere che, prima di essere attuate e compiute, tennero aggrottate per anni la fronte di Michelangelo o del Borromini, non riuscirono a farsi minimamente notare dall’occhio mobile e nero dell’ospite meridionale! Antiche campane, dalla voce grave e delicata, che si erano meritate i versi di Shelley e dio Goethe, si guadagnarono un – Chi camurria, sta campana!” 

 “Ma sulla terra piena di misteri, il vivente più misterioso è forse l’uomo brutto.” 

 “Antonio invece era rimasto pigro e sincero come il cameriere di un caffè siciliano in un pomeriggio d’agosto, quando, spossata ogni capacità di finzione, e la solerzia diplomatica, e ogni altro genere di solerzia, dall’implacabile scirocco, dissuade il cliente dallo scegliere alcuna cosa nella carta dei gelati, e se poi questo cliente, nonostante l’avvertimento contrario, ordina un cedro o un albicocco, per noia o per stanchezza il cameriere non glielo porta.” 

 “Gl’impiegati, in ogni parte del mondo, quando sono investiti di un’autorità assoluta diventano tali tiranni che al loro paragone gl’imperatori romani fanno la figura dei bambini… No, il socialismo sarebbe il medioevo!” 

 “Il terrazzino sporgeva da un lato sul corso, la via Etnea, lunga tre chilometri, fragorosa di vecchi tram, di frustate sul dorso di magri cavalli, di conversazioni, risate, strilli di giornalai, ribollente di scappellate, manate, gesticolamenti, urtoni, inchini…” 

 “Finalmente Antonio rimase solo e poté guardare a suo agio i cari tetti di Catania, quei tetti neri, disseminati di giare, di fichi secchi e di biancheria, sui quali il vento di marzo, al tramonto, sferra calci da cavallo; le cupole che, nelle sere di festa, scintillano come mitre d’oro; le gradinate deserte dei teatri all’aperto; gli alberi di pepe del giardino pubblico; il cielo della provincia, basso e intimo come un soffitto, sul quale le nuvole si dispongono in vecchi disegni familiari; l’Etna accovacciato fra il mare e l’interno della Sicilia, con sulle zampe, la coda e il dorso, diecine di paesetti neri che vi stanno arrampicati con stento.” 

 “La sera, Antonio e Leonardo Lentini passeggiarono in su e giù per la corta, ma infinitamente bella, via Crociferi. Le tre chiese e i due conventi, fra i quali la strada scorre in declivio, erano deserti e silenziosi; le alte cancellate di ferro battuto, che stringono in seno le brevi e ripide gradinate dei sagrati, eran chiuse con catenacci.” 

 “I libri svegliano!” 

 “…presso una stazioncina davanti alla quale, una volta ogni due giorni, passava il piccolo treno che fa il giro dell’Etna, unico rumore che potesse turbare le meditazioni di un uomo gentile la cui indole affettuosa si esplicava ormai esclusivamente nell’amare il proprio odio contro i tempi.” 

 “Un istantaneo vacillamento del passo la staccò dalla madre e la portò vicinissima al giovane che poté sentirne l’odore di velo, di pelle bruscamente riscaldata dal sangue, di forcine di tartaruga e d’indumenti conservati a lungo insieme a vecchi fiori, odore che nessuna donna di Roma aveva mai posseduto e che gli saettò dentro la carne come uno scotimento profondo.” 

 “La casa del più rinomato notaio di Catania, Giorgio Puglisi, era situata in piazza Stesicoro, di fronte al vecchio tribunale, sul tetto del quale l’Etna, reso prossimo e quasi imminente dalla mancanza di oggetti che s’interpongano alla vista, spalanca le sue enormi ali, bianche come quelle di un cigno in inverno, color viola nelle altre stagioni.” 

 “Era, era… Tutti eravamo… Bisogna vedere chi è, una persona, e non chi era!” 

 “Il torto mio è stato di mettermi coi giovani… Chi si corica coi bambini, si alza pisciato!” 

 “A Catania siamo fatti così… le cose ce le leggiamo negli occhi… basta un gesto, basta un sospiro, e tutti credono di aver capito…” 

 “Badate, notaio, che il bue si stima per le corna e l’uomo per la parola.” 

“No, non mi levare quest’unico conforto! Per addormentarmi, la sera, ho bisogno di pensare che la morte è seduta al mio capezzale. E’ l’unico pensiero che mi dia un pò di calma. Fuori di lui, trovo agitazione, spavento, insonnia e sudori freddi. No, Antonio, è proprio così. Per mia fortuna fra pochi mesi le rivoluzioni non mi potranno fare più nulla, e le reazioni nemmeno. Fascismo, comunismo… mi lasciano ormai tranquillo. Vinca l’uno o l’altro, nessuno di questi prepotenti potrà farmi più nulla levandomi il pane o l’aria; nessuno riuscirà più a strapparmi dalle viscere quell’urlo che tante volte, a casa mia, provando solo solo davanti allo specchio, ho cercato d’imitare, quasi per confortarmi col pensiero ch’esso sia nelle capacità umane, cercato, sì, ma sempre inutilmente, e da ciò ho misurato quanto debba essere bestiale la sofferenza che lo insegna così di botto a un essere umano!” 

“La calunnia, la temono anche i santi.” 

 “Mai, signuri, non mi ci metto più coi buoni, ché l’uomo buono quando perde il lume degli occhi diventa peggio del diavolo!” 

 “Entravamo a quel punto in piazza Dante, rasentando la chiesa di San Nicola, dalle colonne mozze, attorno ai cui muraglioni le rondini, saettando di sotto alle tegole del bel convento vicino, lanciavano strida brevi e attutite, quelle che, destinate a luoghi solitari e antichi, li rendono ancora più solitari e antichi.” 

 “Cristo di Dio, perché non dev’essere vero che tu esisti? Perché non dev’essere vero che gli assetati di giustizia saranno saziati, e che gl’infelici in terra siederanno alla tua destra nella luce e nella gioia? Perché non devi aver ragione tu quando minacci l’inferno a coloro che non credono in te, e devono invece aver ragione loro, i maledetti?” 

 “Fra poco – diceva – questi venti anni di tirannide, di rozzezza, di presunzione ci parrà di averli sognati in una notte di febbre. Conserveremo soltanto il tic di voltarci indietro prima di parlare a voce alta, e faremo ridere i nostri nipoti.”

 “Adorabile europeo, a cui bastava un’immagine di donna, davanti agli occhi della mente, per non vedere più né fango né miseria.”

venerdì 10 luglio 2026

Profondo come il mare, leggero come il cielo – Gianluca Gotto

“Ci sono stati dei momenti in cui avrei dato qualsiasi cosa per cambiare il mio passato. Anche il mio futuro: avrei scambiato molti miei domani per tornare a quel singolo ieri.” 

 “Il buddhismo mi ha mostrato che la felicità è innanzitutto dentro di noi. Dipende da noi. E’ una scelta, prima di essere una conseguenza di qualcosa che succede.” 

 “Invece di correre così tanto con i pensieri, fermati. Invece di desiderare, calmati. Invece di fare, respira. Invece di cercare le risposte ovunque, lascia che le risposte emergano dentro di te.” 

 “La serenità è invece attiva: siamo sereni quando ci comportiamo e vediamo la vita in un certo modo. Non è uno stato da raggiungere, ma da scegliere e adottare.” 

 “Dove va a finire la tua felicità, quando il mondo intorno a te cambia senza preavviso? Forse si rivela per come è sempre stata: fragile. Qualcosa di cui godere come ci si gode un tramonto: sapendo che presto finirà.” 

 “E se la tua mente non è sotto il tuo controllo, ti farà vivere in una realtà confusionaria. Quello è il momento in cui la sofferenza inizia.” 

 “L’equanimità, la calma, la consapevolezza, la moderazione, una vita giusta e la rinuncia al bastone fanno di te un uomo puro, qualunque abito indossi.” 

 “La sua mente è come la sua tazza: piena. E’ piena di pregiudizi, convinzioni e opinioni. Non c’è più spazio per la verità: lei crede di sapere già tutto. Come può pensare di imparare qualcosa?” 

 “Il buddhismo non va capito, va vissuto.” 

 “Se non ci aspettiamo niente da nessuno, pur continuando a frequentare le persone, viviamo serenamente perché nessuno potrà mai ferirci o stupirci. Non glielo permettiamo. Accogliamo tutto come fa la mente vuota: lasciamo andare il male e apprezziamo con gioia il bene. Solo quando ci aspettiamo che qualcosa succeda o non succeda, soffriamo. Quando invece smettiamo di aspettarci qualcosa, non c’è più sofferenza.” 

 “Se vogliamo vivere più serenamente, dobbiamo non solo accettare la sofferenza, ma anche imparare a soffrire.” 

 “Questa è l’arte zen di accettare la vita. Non è un atteggiamento arrendevole, è solamente una forma di saggezza. Invece di lamentarsi per ciò che è al di fuori del nostro controllo, un buddha sa trovare qualcosa da apprezzare in tutto quello che succede.” 

 “Diciamo di avere l’ansia e non poter vivere serenamente perché non abbiamo mai osservato attentamente quell’ansia. Non la conosciamo, per questo ci sembra enorme.” 

 “Per superare i mostri che hai dentro, devi prima conoscerli. Devi capire come sono fatti. E, per riuscire in questo processo, devi avere il coraggio di osservarli. Meditare è un atto di coraggio.” 

 “Ogni mattina, quando ti svegli, inizia la tua nuova vita. Non ha senso essere ansiosi o avere paura. La vita non conosce le distinzioni della mente. Non sa cosa siano nascita e morte, prima e dopo. La vita è vita. Scorre e basta. Siamo solo noi a essere fermi, intrappolati nel nostro pensiero.” 

 “Apprezza tutto ciò che compone la vita qui e ora, perché questo preciso momento è unico e non tornerà mai più.” 

 “Più desideriamo qualcosa o qualcuno, e meno lo amiamo, perché questo sentimento riguarda noi, non l’altro. Non è amore, se c’è attaccamento: è il bisogno ossessivo di essere amati.” 

 “Parlando di questa donna, hai detto: la mia compagna. Ma lei non è tua. Questo è l’unico vero argomento: il problema non è l’amore, ma il desiderio. L’amore è libertà, il desiderio è possesso. L’amore è felicità, il desiderio è sofferenza. E vale per le persone quanto per le cose, i pensieri, la vita. Ama tutto, proprio perché nulla ti appartiene. Se capisci questo, capisci il vero senso della vita.” 

 “Lo zen è la filosofia dell’essenzialismo, ovvero dell’eliminazione del superfluo per potersi concentrare solo ed esclusivamente su quel poco che significa tutto.” 

 “E facile essere calmi, gentili e pieni di parole illuminate quando le cose vanno bene. Ma è quando vanno male che si vede chi sei davvero, al di là dell’immagine più o meno spirituale e virtuosa che dai al mondo, al di là del pensiero nobile che hai di te stessa.” 

 “La sofferenza esiste. E non esiste solo per noi. La sofferenza è dappertutto e non risparmia nessuno. Rendersene conto fa crollare l’ego su se stesso: tutti soffrono, tutti quanti.”

 “La compassione è il sentimento più alto che esista nel buddhismo, perché è l’antidoto ai sentimenti negativi.” 

 “Il Buddha disse: L’odio non è mai placato dall’odio, ma è placato dalla gentilezza. Questa è una verità eterna.” 

 “La retta parola è scegliere di non insultare, deridere e criticare. Non fare umorismo se questo fa del male a qualcuno, perché per fare ridere non occorre far soffrire nessuno. Inoltre non può esserci retta parola se interrompiamo costantemente gli altri. La retta parola nasce dall’ascolto, non dall’interruzione.” 


“Quando ascoltiamo una persona, specialmente se vogliamo aiutarla, dovremmo assolutamente dimenticare noi stessi.” 

 “Non aggiungere rumore al rumore di questo mondo. Nel silenzio c’è tutta la saggezza dell’Universo.” 

 “Quando non si può fare ciò che si ama, bisogna provare ad amare ciò che si fa.” 
 
“La vita non è quello che potrebbe succedere, ma quello che sta succedendo. Qui e ora.” 


“Il primo rituale che ho adottato dopo la mia esperienza al tempio di Pai è stato di mangiare lentamente.” 

 “Quando mangio, mi concentro interamente sul cibo. Niente libri, computer, musica o smartphone. Presto attenzione ai sapori, alla cottura, ai retrogusti che normalmente mi sfuggirebbero.” 

 “In fondo, l’Ottuplice Nobile Sentiero serve innanzitutto a sviluppare un insieme di valori da portarsi dietro sempre: la calma, la gentilezza, la consapevolezza, la presenza.” 

“E’ il desiderio, che va lasciato andare. Il desiderio che la vita sia come vorremmo ci impedisce di vedere la vita per ciò che invece è: perfetta. Il buddhismo è l’arte di accettarla nella sua immensità.” 

domenica 5 luglio 2026

Cose di Cosa Nostra – Giovanni Falcone

“Cosa Nostra ha a sua disposizione un arsenale completo di strumenti di morte. Per il fallito attentato del 21 giugno 1989 alla villa che avevo affittato all’Addaura, vicino a Palermo, erano stati piazzati tra gli scogli cinquanta candelotti di esplosivo. La lupara ormai sta passando di moda.” 

 “In genere si ritiene che la mafia privilegi certe tecniche di omicidio rispetto ad altre. E’ un errore. La mafia sceglie sempre la via più breve e meno rischiosa. E’ questa la sua unica regola. Non ha alcuna preferenza di tipo feticistico per una tecnica o per un’altra. Il metodo migliore resta la lupara bianca, la scomparsa pura e semplice della vittima designata senza tracce del cadavere e neppure di sangue.” 

 “Dall’interno di una organizzazione come Cosa Nostra si giudicano le cose in maniera diversa che dall’esterno.” 

 “Cosa Nostra si fonda sulla regola dell’obbedienza. Chi sa obbedire, eseguendo gli ordini con il minimo di costi, ha la carriera assicurata.” 

 “Partecipare a un’azione violenta risponde generalmente a una logica rigorosa, quella che fa di Cosa Nostra l’organizzazione temibile che è. Sottolineo spesso questo concetto perché soltanto affrontando la mafia per quello che è – un’associazione criminale seria e perfettamente organizzata – saremo in grado di combatterla.” 

 “Impariamo a riflettere in modo sereno e laico sui metodi di Cosa Nostra: prima di sferrare l’attacco, l’organizzazione compie sempre uno studio serio e approfondito. Per questo è molto difficile prendere un mafioso con le mani nel sacco.” 

 “Quando Buscetta, per giustificare il suo pentimento, mi ha detto che i suoi compagni avevano “violato le regole più elementari di Cosa Nostra e che con il loro comportamento avrebbero portato l’organizzazione alla rovina”, ho avuto la sensazione di vivere un grande momento, un momento storico. Una cosa che nel profondo del cuore speravo da lungo tempo.” 

 “Devo dire che fin da bambino avevo respirato giorno dopo giorno aria di mafia, violenza, estorsioni, assassini. C’erano stati poi i grandi processi che si erano conclusi regolarmente con un nulla di fatto. La mia cultura progressista mi faceva inorridire di fronte alla brutalità, agli attentati, alle aggressioni; guardavo a Cosa Nostra come all’idra dalle sette teste: qualcosa di magmatico, di onnipresente e invincibile, responsabile di tutti i mali del mondo.” 

 “Ho sempre saputo che per dare battaglia bisogna lavorare a più non posso e non mi erano necessarie particolari illuminazioni per capire che la mafia era una organizzazione criminale.” 

 “Conoscevo Cosa Nostra nelle sue grandi linee. Ero in grado di capire Buscetta e quindi pronto a interrogarlo. Prima di lui, non avevo – non avevamo – che un’idea superficiale del fenomeno mafioso. Con lui abbiamo cominciato a guardarvi dentro. Ci ha fornito numerose conferme sulla struttura, sulle tecniche di reclutamento, sulle funzioni di Cosa Nostra. Ma soprattutto ci ha dato una visione globale, ampia, a largo raggio del fenomeno. Ci ha dato una chiave di lettura essenziale, un linguaggio, un codice. E’ stato per noi come un professore di lingue che ti permette di andare dai turchi senza parlare con i gesti.” 

 “Buscetta mi ha fornito le coordinate che mi hanno permesso di mettere a punto un metodo di lavoro.” 

 “Tutti all’epoca parlavano di enormi quantità di droga che partivano dalla Sicilia per gli Stati Uniti. Allora mi sono detto: Se hanno venduto droga in America del Nord, nelle banche siciliane saranno rimaste tracce delle operazioni realizzate. Così hanno avuto inizio le prime indagini bancarie. Fruttuose per il processo Spatola come per gli altri.” 

 “Occuparsi di indagini di mafia significa procedere su un terreno minato: mai fare un passo prima di essere sicuri di non andare a posare il piede su una mina antiuomo.” 

 “Al tribunale di Palermo sono stato oggetto di una serie di microsismi, fattisi via via più intensi con il passare del tempo. Davo fastidio.” 

 “L’interpretazione dei segni, dei gesti, dei messaggi e dei silenzi costituisce una delle attività principali dell’uomo d’onore. E di conseguenza del magistrato.” 

 “Nei miei rapporti con i mafiosi mi sono sempre mosso con estrema cautela, evitando false complicità e atteggiamenti autoritari o arroganti, esprimendo il mio rispetto ed esigendo il loro. E’ inutile andare a trovare un boss in carcere se non si hanno domande precise da porgli su indagini che riguardano la mafia, se non si è bene informati o se si pensa di poterlo trattare come un qualsiasi criminale comune.” 

 “Quando saltano le regole ancestrali, quando lo Stato decide di combattere sul serio la magia, quando forze dell’ordine e magistrati fanno realmente e fino in fondo il proprio dovere, i comportamenti degli imputati cambiano.” 

 “Nessuno forse si è mai dato la briga di capire come mai il “traditore” Buscetta al maxiprocesso di Palermo abbia potuto deporre nel silenzio assoluto delle gabbie piene di un centinaio di mafiosi. Il fatto è che Buscetta godeva di grande prestigio personale in seno all’organizzazione, ma soprattutto che, benché pentito e quindi infame, egli era stato vittima di un torto inammissibile da parte dei suoi compagni di un tempo. Avevano ucciso due dei suoi figli che non erano neppure uomini d’onore.” 

 “Così, in Sicilia, è buona regola non girare armati, a meno di essere pronti a servirsi dell’arma. Se uno porta con sé la pistola, sa che deve usarla, perché sa che colui che gli sta di fronte, lui, lo farà. Il concetto di arma dissuasiva non esiste da queste parti. La pistola si porta perché serva a sparare e non a intimidire.” 

 “Questa è la Sicilia, l’isola del potere e della patologia del potere.” 

 “E’ accettabile dunque che per la collaborazione prestata Contorno abbia dovuto perdere trentacinque parenti e Buscetta dieci?” 

 “Per tre mesi abbiamo parlato in tutta tranquillità (col pentito Mannoia). Poi, diffusasi la notizia della sua collaborazione, Cosa Nostra gli uccide in un colpo solo la madre, la sorella e la zia. Il pentito reagisce da uomo e porta a termine le sue confessioni.” 

 “La domanda da porsi dovrebbe essere un’altra: perché questi uomini d’onore hanno mostrato di fidarsi di me? Credo perché sanno quale rispetto io abbia per i loro tormenti, perché sono sicuri che non li inganno, che non interpreto la mia parte di magistrato in modo burocratico, e che non provo timore reverenziale nei confronti di nessuno. E soprattutto perché sanno che, quando parlano con me, hanno di fronte un interlocutore che ha respirato la stessa aria di cui loro si nutrono.” 

 “Questa avventura ha anche reso più autentico il senso dello Stato. Confrontandomi con lo Stato-mafia mi sono reso conto di quanto esso sia più funzionale ed efficiente del nostro Stato e quanto, proprio per questa ragione, sia indispensabile impegnarsi al massimo per conoscerlo a fondo allo scopo di combatterlo.” 

 “Io credo nello Stato, e ritengo che sia proprio la mancanza di senso dello Stato, di Stato come valore interiorizzato, a generare quelle distorsioni presenti nell’animo siciliano: il dualismo tra società e Stato; il ripiegamento sulla famiglia, sul gruppo, sul clan; la ricerca di un alibi che permetta a ciascuno di vivere e lavorare in perfetta armonia, senza alcun riferimento a regole di vita collettiva. Che cosa se non il miscuglio di armonia e di violenza primitiva è all’origine della mafia? Quella mafia che essenzialmente, a pensarci bene, non è altro che espressione di un bisogno di ordine e quindi di Stato.” 

 “Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale. Quanto alla doppia morale, o doppiezza nell’anima siciliana, è un retaggio della storia, dei tempi in cui la Sicilia doveva difendersi dal mondo esterno, inventandosi un modo di essere che permettesse di resistere all’occupante e di sopravvivere. Gli invasori qui sono arrivati da ogni dove, e ogni volta ci si è dovuti adattare, o almeno far finta di adattarsi, in attesa che andassero via. Alla fine se ne sono andati, lasciandoci però un temperamento che definirei misoneista, fatto di apparente sottomissione e di fedeltà alle tradizioni, unite ad un orgoglio delirante.” 

 “E quanto più lo Stato si disinteresserà della Sicilia e le istituzioni faranno marcia indietro, tanto più aumenterà il potere dell’organizzazione.” 

 “Ma se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci assomiglia.” 

 “La cultura della morte non appartiene solamente alla mafia: tutta la Sicilia ne è impregnata. Da noi il giorno dei morti è festa grande: offriamo dolci che si chiamano teste di morti, fatti di zucchero duro come pietra. Solitudine, pessimismo, morte sono i temi della nostra letteratura, da Pirandello a Sciascia.” 

 “In Sicilia è del tutto fuori luogo mostrare in pubblico quello che proviamo dentro di noi.” 

 “Ragionamento tipicamente mafioso e tipicamente siciliano: mai mettersi nella condizione di dover mostrare apertamente la propria forza e il proprio potere. Altra abitudine: i regali.” 

 “E nella Palermo liberty le ultime splendide ville erano state demolite per far posto a brutti casermoni. Ho trovato quindi una città deturpata, involgarita, che in parte aveva perso la propria identità.”

 “In ogni caso non è ammissibile sostenere che versare una percentuale sia un atto innocente: implica, nella migliore delle ipotesi, il riconoscimento dell’autorità mafiosa.” 

 “Ma la mafia non è una società di servizi che opera a favore della collettività, bensì un’associazione di mutuo soccorso che agisce a spese della società civile e a vantaggio solo dei suoi membri.” 

 “Si può sorridere all’idea di un criminale, dal volto duro come la pietra, già macchiatosi di numerosi delitti, che prende in mano un’immagine sacra, giura solennemente su di essa di difendere i deboli e di non desiderare la donna altrui. Si può sorriderne, come di un cerimoniale arcaico, o considerarla una vera e propria presa in giro. Si tratta invece di un fatto estremamente serio, che impegna quell’individuo per tutta la vita. Entrare a far parte della mafia equivale a convertirsi a una religione. Non si cessa mai di essere preti. Né mafiosi.” 

 “E’ necessario studiare strategie differenziate a seconda del tipo di mafia che si deve affrontare. Più un’organizzazione è centralizzata e clandestina più è temibile, perché dispone dei mezzi per controllare efficacemente il mercato e mantenere l’ordine sul suo territorio, con un intervallo brevissimo tra processo decisionale ed entrata in azione. Le cose vanno valutate diversamente in un’organizzazione frazionata in più centri di potere. Il ragionamento vale anche a livello internazionale.” 

 “In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a sopravvivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile, in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l’amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E la mafia, che esprime sempre l’esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino.” 

 “La Sicilia è una terra dove, purtroppo, la struttura statale è deficitaria.” 

 “Se chimici francesi di riconosciuta competenza hanno accettato di raffinare morfina-base a Palermo è certamente perché erano pagati profumatamente e sapevano di non correre grossi rischi, ma soprattutto perché i siciliani erano gli unici ad avere il pieno controllo del mercato della produzione e del commercio della droga.” 

 “Contrariamente a quanto si pensa, la Svizzera è uno dei paesi che prestano più collaborazione, perché ha compreso che è finita l’epoca in cui era possibile tenere il denaro sporco e lasciare i mafiosi fuori dalla porta. Il denaro della mafia comporta necessariamente, prima o poi, la presenza degli uomini e dei metodi mafiosi.” 

 “Chiunque si occupi di lavori pubblici, in Sicilia e nel Mezzogiorno in genere, sa benissimo di dover acquistare il materiale dal tale fornitore e non dal talaltro.” 

 “All’estero si chiedono sbalorditi come mai lo Stato italiano non è ancora riuscito a debellare la mafia. Se lo chiedono e ce lo chiedono.” 

 “Certo dovremo ancora per lungo tempo confrontarci con la criminalità organizzata di stampo mafioso. Per lungo tempo, non per l’eternità: perché la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Ma con quali strumenti affrontiamo oggi la mafia? In un modo tipicamente italiano, attraverso una proliferazione incontrollata di leggi ispirate alla logica dell’emergenza.” 

 “Solo il rigore professionale di magistrati e investigatori darà alla mafia la misura che la Sicilia non è più il cortile di casa sua e quindi servirà a smontare l’insolenza e l’arroganza del mafioso che non si inchina all’autorità dello Stato.” 

 “L’avere dimostrato la vulnerabilità della mafia costituisce una forza anche per gli investigatori nella misura in cui dà la consapevolezza che i mafiosi sono uomini come gli altri, criminali come gli altri, e che possono essere combattuti con una efficace repressione.” 

 “Quello che per noi è una professione, per gli uomini di Cosa Nostra è una questione di vita o di morte: se i mafiosi commettono degli errori, li pagano; se li commettiamo noi, ce li fanno pagare.” 

 “Conosco i rischi che corro facendo il mestiere che faccio e non credo di dover fare un regalo alla mafia offrendomi come facile bersaglio.”

 “Professionalità nella lotta alla mafia significa anche avere la consapevolezza che le indagini non possono essere monopolio di un’unica persona, ma frutto di un lavoro di gruppo.” 

 “Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione.” 

 “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”

martedì 30 giugno 2026

Se solo il mio cuore fosse pietra – Titti Marrone

“C’era l’eco di una voce a danzare nella mente di Alice, a guidare i suoi gesti.” 

 “Lei conosceva bene quella località della regione inglese dei Laghi. Era a quattrocento chilometri da Londra, ospitava il centro di primo ricovero riservato ai piccoli ebrei reduci dai campi di sterminio rimasti senza genitori.” 

 “Le suggeriva di vedere ogni cosa attraverso il loro sguardo. Perché lei non poteva nemmeno immaginare quello che avevano visto i loro occhi.”

 “E c’era poi il grande problema: i bambini trovati nei lager erano vissuti in baracche separate, divisi da genitori di cui i più piccoli avevano dimenticato i nomi, così come avevano dimenticato il proprio, il paese e la lingua di origine. Quasi tutti erano coperti di piaghe, soffrivano di malattie gravi, erano mangiati da pidocchi e pulci.” 

 “E comunque si parte da una condizione comune a tutti i più piccoli: non sanno nemmeno lontanamente che cosa siano una famiglia o una vita normale.”

 “Per effetto di quella tragica guerra, lei e le sue assistenti si trovavano ad avere a che fare con il materiale umano più delicato e più danneggiato mai passato al vaglio di qualsiasi analista. E avrebbero dovuto accompagnare quei bambini nel ritorno alla vita.” 

 “E poiché la brodaglia liquida era l’unico cibo distribuito nel campo, ecco perché quei sei bambini non sapevano masticare e per molto tempo avrebbero rifiutato rabbiosamente carne, pesce, verdure e cibi solidi tranne il pane.” 

 “Si tratta di armarsi di un’infinita pazienza, mettendo in conto di essere attaccati, delusi, rifiutati.” 

 “I cani erano i soli animali conosciuti dai bambini a Terenzin e per loro erano le bestie ringhiose sguinzagliate dalle guardie a rincorrere i prigionieri. Per molto tempo anche un solo latrato in lontananza avrebbe scatenato il panico.”

 “Lei sapeva bene che rammentare è come rammendare, cucire gli strappi, inclusi quelli interiori. Ripararli sapendo che i segni sarebbero restati comunque indelebili e visibili. Il recupero delle memorie di traumi estremi come quelli vissuti dai piccoli ospiti di Lingfield non era mai stato tentato prima. Non esistevano precedenti né teorie di supporto né strade già tracciate. Ed era facile immaginare che sarebbe stato devastante.” 

 “Non c’erano commenti né domande da fare. C’era solo da continuare ad ascoltare in silenzio.” 

 “Vita, morte, nascite, uccisioni e ancora violenze, sopraffazioni, privazioni. Quanto poteva sopportare la mente di un bambino?”

 “A volte vorrei avere il cuore di pietra per non essere sopraffatta dal loro dolore.”

giovedì 25 giugno 2026

Il ventre di Parigi – Emile Zola

“Lungo il viale deserto, nel profondo silenzio della notte, i carri degli ortolani, diretti verso Parigi percuotevano con l’eco dei loro monotoni scossoni, a destra e sinistra, le facciate delle case immerse nel sonno dietro i filari confusi degli olmi.”

 “Parigi, simile a un pezzetto di cielo stellato caduto su un angolo di terra buia, gli parve severa e quasi arrabbiata del suo ritorno.” 

 “La fame gli s’era ridestata, insopportabile, feroce. Tutte le membra riposavano, ma lo stomaco gridava, si ritorceva, come stretto tra tenaglie roventi.” 

 “Ed ora ritrovava Parigi nel buio, grassa, superba, traboccante di commestibili; vi rientrava su un letto d’ortaggi e s’aggirava in mezzo a sconosciute vivande che pullulavano intorno a lui e lo turbavano.” 

 “I mercati apparivano nella loro nera leggerezza coi mille raggi di luce che rigavano le persiane. Le grandi strade coperte cominciavano a popolarsi, mentre i padiglioni lontani rimanevano ancora deserti in mezzo al brulichio che cresceva sui marciapiedi.” 

 “Troverete sempre qualcuno disposto a pagarvi da bere, e mai un cane che vi voglia pagar da mangiare.”

 “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, una caldaia che dovesse servire alla digestione di un popolo, un ventre gigantesco, bullonato, ribadito, fatto di legno, di vetro e di ferro, di una eleganza, di una potenza da motore meccanico azionato dal calore del combustibile, e dalla furia fremente e vertiginosa delle ruote.” 

 “Sentì allora in tutta la sua forza il lungo rombare dei mercati. Parigi masticava i bocconi dei suoi due milioni di abitanti. Era come un grande organo centrale che batteva furiosamente, lanciando il suo umore vitale in tutte le vene. Era un movimento incessante di mascelle colossali, un baccano d’inferno, un brusio senza fine dove si fondevano tutti i rumori dell’approvvigionamento, dagli schiocchi di frusta dei rivenditori all’ingrosso avviati ai mercati dei quartieri, allo strascicar di ciabatte delle povere donnette che vanno di porta in porta offrendo l’insalata dei loro cestini.” 

 “Allora si fermò istupidito, si lasciò spingere, insultare e non fu più che un oggetto travolto, sbattuto sul fondo di quella marea crescente.” 

 “Gli ci vollero mesi perchè piegasse la testa e si rassegnasse a quella sofferenza di uomo brutto, mediocre e povero.” 

 “Aveva capito che il solo modo per dormire in un tepore felice è di farsi da soli un letto di delizie.” 

 “La giovane donna sognava uno di quei negozi moderni, chiari, ricchi come saloni, coi vetri scintillanti che danno su una strada larga. E questo non per il desiderio un pò gretto di far la signora dietro al banco, ma perchè aveva la precisa coscienza dell’importanza del lusso nel commercio al giorno d’oggi.” 

 “Poi, a loro non piaceva il lavoro convulso; volevano lavorare, si, ma con comodo, senza dimagrire, insomma da brave persone che amano vivere bene.” 

 “Il denaro serve per vivere, si sa che si cerca il proprio benessere, ma guadagnare per guadagnare aver più fastidi che piaceri… allora preferisco restarmene con le mani in mano.” 

 “Ha un marito troppo merlo per non farlo becco!” “

Ah, le persone per bene! Mi fanno pena, tanto si comportano in modo esemplare.” 

 “Finì a poco a poco a gustare la beatitudine di quella vita regolata. La sala da pranzo giallo chiara, con quella sua pulizia e il tepore borghese, gli addolciva l’animo non appena ne varcava la soglia.” 

 “Ma a poco a poco un’inquietudine sorda cominciò a roderlo, si sentiva insoddisfatto, si accusava di colpe, ma non sapeva quali, si ribellava contro quel vuoto che pareva allargarsi sempre di più nel suo cervello e nel suo cuore. Ogni tanto delle esalazioni pestifere, delle zaffate di pesce guasto gli rivoltavano lo stomaco. Fu una distruzione lenta, una noia vaga che divenne sovraeccitazione nervosa.” 

 “La mole superba dei mercati, che traboccava di cibarie sostanziose, avevano precipitata la crisi. Per lui erano la gran bestia pasciuta e ruminante, erano l’immagine di Parigi, che rimpinzata di cibo, intorpidita dalla grassezza, sosteneva stupidamente l’Impero.” 

 “Quello era il ventre bottegaio, il ventre dell’onestà ruffiana, che si abbuffava, beato, e luccicava al sole, trovando che ogni cosa andava per il suo verso migliore.” 

 “E’ la politica della gente onesta. Io sono riconoscente al governo quando vedo i miei affari andare bene, quando mangio in pace la mia minestra, quando posso dormire senza il pericolo d’esser svegliata dalle fucilate.” 

 “Certo io approfitto del buon vento che tira e sostengo il governo che fa andar bene gli affari. Se poi questo governo faccia o no delle porcherie io non voglio saperlo.”

 “Ma noi, noi che viviamo in santa pace, che ci mettiamo quindici anni per mettere insieme qualcosa, noi che non ci occupiamo di politica e non abbiamo in mente che di tirar su nostra figlia e di tirare avanti bene la baracca! Via, andiamo! Ma scherzi!? Siamo gente onesta noi!” 

 “Lisa non era bigotta; non bazzicava le chiese; era solita dire che cercava di mantenersi onesta in tutto, e che quello bastava. Ma non voleva che si sparlasse della religione, in sua presenza; spesso faceva stare zitto Gavard, che aveva la passione per le storie di preti e di monache, per le barzellette di sacrestia. Questi discorsi le parevano sconvenienti. Bisognava lasciare che ognuno credesse a suo modo, e rispettare la coscienza di tutti.”

 “Poi le due donne sì inchinarono. La bella Mme Quenu, e la bella Mme Lebigre si scambiarono un amichevole saluto. E Claude, che certamente il giorno prima si era dimenticato di mangiare bene, sdegnato al vederle così prosperose, soddisfatte e per bene, coi loro grossi seni, si strinse nella cintura brontolando furibondo: – Che canaglia, la gente onesta!”

sabato 20 giugno 2026

Un tedesco contro Hitler – Sebastian Haffner

“La storia che qui si vuole raccontare ha per argomento una specie di duello. Si tratta di un duello impari tra due avversari molto diversi: tra uno Stato oltremodo potente, forte e brutale, e un piccolo privato cittadino, anonimo e sconosciuto.”

 “Fra terribili minacce, questo Stato pretende che il suddetto privato cittadino abbandoni i suoi amici, lasci le sue ragazze, rinunci alle proprie idee, accetti idee imposte, saluti in modo diverso da come è abituato, mangi e beva cose diverse da quelle che gli piacciono, impieghi, il tempo libero in occupazioni che detesta, metta la propria persona a disposizione di avventure che rifiuta, rinneghi il proprio passato e il proprio Io, e, cosa fondamentale, mostri costantemente nei riguardi di tutto questo il massimo entusiasmo e la massima riconoscenza.”

 “Non si pensa mai abbastanza a quanto siano infantili i concetti che nutrono e scuotono le masse.” 

 “Ma la vera generazione del nazismo è quella dei nati tra il 1900 e il 1910, che hanno vissuto la guerra come un grande gioco, senza essere minimante disturbati dalla sua effettiva realtà.” 

 “Il coraggio civile – cioè il coraggio delle proprie decisioni e della propria responsabilità – in Germania è senz’altro una virtù rara, come già Bismarck osservò in un detto famoso. Se poi il tedesco indossa un’uniforme, esso lo abbandona completamente.”

 “In privato, mio padre era un appassionato conoscitore e amante della letteratura. Aveva una biblioteca di diverse migliaia di volumi che ampliò ed estese fino alla sua morte, e che non aveva soltanto, ma che aveva anche letto.” 

 “Ci sono poche cose bizzarre come la calma indifferente e superiore con cui noi, io e quelli come me, rimanemmo a osservare gli inizi della rivoluzione nazista in Germania, quasi da un palco di teatro… un fenomeno che, in ogni caso, mirava esattamente a farci sparire dalla faccia della terra.” 

 “Mi recai in corte d’appello. L’edificio era lì, grigio, freddo e tranquillo come sempre, nobilmente staccato dalla strada, dietro a superfici erbose e alberi. Nei suoi larghi corridoi e nei vestiboli guizzavano rapidi come sempre gli avvocati, simili a pipistrelli nelle loro svolazzanti toghe di seta nera, cartelle sotto il braccio, espressioni concentrate e irreprensibili. Gli avvocati ebrei difendevano le loro cause, come se questo fosse un giorno qualsiasi.” 

 “Nella genesi del Terzo Reich c’è un enigma insoluto che mi sembra ancora più interessante della questione di chi abbia incendiato il Reichstag. La domanda è questa: ma che fine hanno fatto i tedeschi? Ancora il 5 marzo 1933 la maggior parte di loro ha votato contro Hitler. Che ne è stato di questa maggioranza? E’ defunta? E’ scomparsa dalla faccia della terra? Oppure, anche se con tanto ritardo, è diventata nazista? Come è potuto accadere che da parte sua sia mancata qualsiasi reazione di rilievo?” 

 “Nell’estate del 1933 la situazione dei tedeschi non nazisti era certamente una delle più difficili in cui possa trovarsi un essere umano: vale a dire uno stato di sopraffazione totale e senza speranza, accompagnato dai postumi dello shock dell’essere stati colti di sorpresa. I nazisti ci avevano in pungo, incondizionatamente.” 

 “Il nazionalismo, vale a dire il culto narcisistico della propria nazione, è una pericolosa malattia dello spirito sicuramente diffusa ovunque, in grado di deformare e di rendere orribili i tratti di una nazione, proprio come la superbia e l’egoismo deformano e rendono orribili le fattezze di un essere umano.” 

 “Non l’Austria o la Cecoslovacchia: la Germania fu il primo territorio che occuparono.” 

 “Prendemmo in prestito una scacchiera al banco di mescita e cominciammo a giocare. Cercai di recuperare qua e là nella memoria le teorie d’apertura. Era tanto tempo che non giocavo più, diversi anni, e la vista delle figure e lo sviluppo del gioco d’improvviso mi richiamarono alla mente un periodo ormai lontano in cui l’avevo praticato appassionatamente.” 

 “Questa assolutizzazione dell’orgoglio è un difetto tedesco; i tedeschi la considerano una virtù. In ogni caso, è una delle caratteristiche più profondamente tedesche. Non possiamo fare altrimenti. Siamo i sabotatori peggiori del mondo. Quello che facciamo dobbiamo farlo in modo eccellente, nessuna voce della coscienza o di rispetto verso se stessi è in grado di competere con questo atteggiamento.” 

 “Si dice che i tedeschi siano asserviti. E’ vero solo a metà. Sono al tempo stesso qualcosa d’altro – e di peggio -, per cui non esiste ancora un termine. Sono cameratizzati. Una condizione terribilmente pericolosa. Si è sotto una specie di incantesimo. Si vive in un mondo di sogno e di ebrezza.”

Il tè nel deserto – Paul Bowles

“Si svegliò, aprì gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com’era nel non essere da cui si era appena affiorato.” 

 “Non si considerava un turista bensì un viaggiatore. E in parte la differenza sta nel tempo, spiegava. Laddove, in capo a qualche settimana o mese, il turista si affretta a far ritorno a casa, il viaggiatore, che dal canto suo non appartiene né a un luogo né all’altro, si sposta più lentamente, per periodi di anni, da un punto all’altro della terra.” 

 “La maggior parte delle ragazze provenienti dalle montagne va ad Algeri, a Tunisi, o viene qui, per guadagnare denaro, ma queste ragazze vogliono soprattutto una cosa. Vogliono bere il tè nel deserto.” 

 “Molti giorni dopo passò un’altra carovana e un uomo scorse qualcosa in cima alla più alta delle dune. E quando andarono lassù per vedere, trovarono Outka, Mimouna e Aicha: erano ancora là, nella stessa posa in cui si erano addormentate. E tutti e tre i bicchieri – l’arabo mostrò il proprio bicchiere di tè – erano pieni di sabbia. Ecco come presero il tè nel Sahara.”

 “La rattristava rendersi conto che, pur avendo tanto spesso le stesse reazioni, gli stessi sentimenti, non arrivavano mai alle medesime conclusioni, perché i loro rispettivi scopi, nella vita, erano quasi diametralmente opposti.” 

 “Credo che abbiamo paura tutti e due della stessa cosa. E per la stessa ragione. Non siamo mai riusciti, né tu né io, a immergerci nella vita fino in fondo. Ci teniamo aggrappati all’esterno con tutte le nostre forze, convinti che al prossimo scossone finiremo per cascar giù. Non è così?” 

 “Non c’era altro da fare che rifiutarsi di ammalarsi, una volta che si era così lontani dal consorzio civile.” 

 “Di buon passo si rimise in cammino, la mente concentrata su quella sensazione di gioia concreta che aveva ricatturato. L’aveva sempre saputo, lei, che esisteva, proprio al di là delle cose, ma tanto tempo prima aveva accettato di non averla come condizione naturale di vita. Poiché ora l’aveva ritrovata, la gioia di esistere, diceva a se stessa che se la sarebbe tenuta stretta, qualsiasi sforzo potesse costare.” 

 “Il deserto: il suo stesso silenzio era come una tacita ammissione della presenza parzialmente cosciente che in esso albergava.” 

 “La sera la passava a giocare a scacchi con Abdelkader, un avversario lento ma tutt’altro che trascurabile.” 

 “Già nel vedere quegli uomini Kit seppe che si sarebbe accompagnata a loro, e la certezza le diede un inaspettato senso di potere: invece di ascoltare i presagi, ora li avrebbe fatti lei, sarebbe stata lei stessa un presagio.” 

 “Da tanto tempo non canalizzava più i suoi pensieri col parlare a voce alta, e si era abituata ad agire senza la consapevolezza di compiere l’atto. Faceva soltanto le cose che scopriva di stare già facendo.” 

 “Di lì a qualche istante la vita sarebbe diventata una pena. Le parole stavano tornandole, e dentro gli involucri di parole vi sarebbero stati i pensieri. Il sole ardente li avrebbe rinsecchiti; andavano tenuti dentro, al buio.” 

 “Fuori il sole sembrava più abbacinante che mai. Mura di fango e lucide facce nere le passavano accanto di continuo. Non c’era fine all’intensa monotonia del mondo.” 

 “Ma era sempre convinta che quella fosse la fine, che non ci sarebbe voluto molto prima che la trovassero. L’avrebbero messa davanti a un grande specchio, dicendole: Guardati! Sarebbe stata costretta a guardare, e allora sarebbe finito tutto. L’oscuro sogno sarebbe andato in frantumi; la luce del terrore non si sarebbe più spenta; le avrebbero puntato addosso un faro spietato; la sofferenza sarebbe stata insopportabile e costante.”

lunedì 15 giugno 2026

I have a dream – Martin Luther King

“Naturalmente, sono religioso. L’ambiente in cui sono cresciuto era legatissimo alla Chiesa.” 

 “Mia madre si trovò a dover affrontare l’annoso problema che negli Stati Uniti assilla tutti i genitori negri: come spiegare a un figlio piccolo la discriminazione e la segregazione.” 

 “I miei genitori mi dicevano sempre che non dovevo odiare i bianchi, e anzi avevo il dovere, come cristiano, di amarli. Nella mia mente nacque l’interrogativo: come potevo amare una razza di gente che mi odiava e aveva provocato la rottura tra me e uno dei migliori amici della mia infanzia? Questo pesante quesito occupò la mia mente per diversi anni.” 

 “Non sono mai riuscito a adattarmi alle sale di attesa separate, alle sale da pranzo separate, ai bagni separati: in parte, perché la separazione era sempre sinonimo di disparità nel trattamento, e in parte perché l’idea stessa della separazione, in qualche modo, minava il senso della mia dignità e il rispetto di me stesso.” 

 “Rimasi affascinato dall’idea della possibilità di non voler collaborare con un regime malvagio; ne fui talmente commosso che rilessi il libro parecchie volte (La disobbedienza civile di Thoreau).” 

 “Il suo messaggio fu così profondo ed elettrizzante che appena uscito dalla riunione comprai una mezza dozzina di libri sulla vita e le opere di Gandhi.” 

 “Nella concezione gandhiana, che esaltava l’amore e la non violenza, scoprivo il metodo per riformare la società che avevo tanto cercato.” 

 “Studiando Gandhi mi persuasi che il vero pacifismo non è un non resistere al male, bensì un resistere al male in modo non violento.” 

 “Nel mondo di oggi ciò di cui abbiamo bisogno è un gruppo di uomini e donne decisi a schierarsi dalla parte del giusto e a opporsi all’ingiusto, dovunque si verifichi.” 

 “Mi sono persuaso del vero senso di un’affermazione piuttosto banale: quella secondo cui una donna può costruire il marito o distruggerlo.” 

 “Se ho ottenuto qualcosa in questa battaglia, è perché ho avuto alle mie spalle e al mio fianco una compagna affezionata, comprensiva, concentrata, paziente, nella persona di mia moglie.” 

 “Chi vuole capire il gesto della signora Parks deve rendersi conto che arriva il giorno in cui il calice della sopportazione trabocca, e la persona umana esplode in un grido: Non posso più sopportarlo. Agli occhi del mondo, il rifiuto della signora Parks di spostarsi in fondo all’autobus ha rappresentato l’intrepida e coraggiosa dichiarazione di averne avuto abbastanza.” 

 “Ci limitavamo a dire alla popolazione bianca: Noi non possiamo più prestarci a collaborare con un regime malvagio. Da quel momento concepii il nostro movimento come un’operazione di massa di non collaborazione. E da allora in poi mi servii raramente del termine boicottaggio.” 

 “Sapevano perché stavano camminando, e dal loro portamento traspariva la consapevolezza di sé. Osservandoli, compresi che non c’è nulla di più maestoso della coraggiosa determinazione degli individui disposti a soffrire e a sacrificarsi per la propria libertà e dignità.” 

 “Sapete, amici miei, viene sempre l’ora in cui un popolo si stanca di essere calpestato dal ferreo piede dell’oppressione. Viene l’ora, amici miei, in cui un popolo si stanca di essere sprofondato nell’abisso dell’umiliazione, dove si vive nello squallore di un lamentoso scoramento. Viene l’ora in cui il popolo si stanca di essere scacciato dal sole scintillante del luglio della vita, e lasciato in piedi nel freddo pungente di un novembre alpino.” 

“Quando nel futuro saranno scritti i libri di storia, proprio qui, a Montgomery, qualcuno dovrà dire: C’era un popolo, un popolo nero, capelli crespi e carnagione scura, un popolo che ha avuto il coraggio morale di lottare per far valere i propri diritti.”

 “Quella notte avevamo dato vita a un movimento che sarebbe stato riconosciuto dall’intero paese; che sarebbe riecheggiato tra i popoli di tutte le nazioni; un movimento che avrebbe sbalordito l’oppressore e portato nuova speranza agli oppressi. Quella notte fu l’ora di Montgomery nella storia.” 

 “Sul cammino della vita qualcuno deve avere abbastanza buon senso e abbastanza senso morale da spezzare la catena dell’odio e del male. Il modo migliore per riuscirci è con l’amore.” 

 “Avevo capito che nessuno rinuncia ai propri privilegi senza opporre una forte resistenza; e inoltre capii che lo scopo implicito nel regime segregazionista era opprimere e sfruttare chi veniva tenuto in segregazione, non semplicemente conservare una separazione.” 

 “Ho cominciato la battaglia, e non posso ritirarmi. Sono arrivato a un punto da cui non si torna più indietro.” 

 “Un popolo che un tempo viveva nel terrore si era trasformato; quelli che un tempo tremavano di fronte alla legge erano orgogliosi di farsi arrestare per la causa della libertà.” 

“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano.” 

 “Martedì 13 novembre 1956 rimarrà sempre una data importante e ironica nella storia della protesta degli autobus di Montgomery: quel giorno sono state emanate due sente astoriche, una per liquidare il servizio macchine, l’altra per spazzare via la situazione preesistente che aveva reso necessaria l’organizzazione del servizio stesso. L’ora più buia della nostra lotta era diventata l’ora della vittoria. Nella mezzanotte nascono la delusione, il dispiacere, la disperazione, ma poi arriva il mattino.” 

“Montgomery segnò il primo lampo di una azione di massa organizzata e prolungata e di una ribellione non violenta contro il modo di vita del Sud.” 

“La libertà non è mai donata. Le classi privilegiate non rinunciano mai al privilegio senza opporre una forte resistenza.” 

 “Lasciai l’India più che mai persuaso che la resistenza non violenta fosse l’arma più potente di cui potesse disporre un popolo oppresso deciso a lottare per la libertà.” 

 “La prigione deprime perché esclude il mondo; ti lascia prigioniero di un’esistenza sempre uguale: è un po’ come essere morti mentre si è ancora in vita.” 

 “L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque. Siamo presi in una rete di reciprocità alla quale non si può sfuggire, avvolti da un’unica veste del destino. Qualunque cosa riguardi direttamente uno, riguarda in modo indiretto tutti.” 

 “Ci sono persone che scrivono la storia. Ci sono persone che fanno la storia. Ci sono persone che vivono la storia.” 

 “Un movimento della società che si limita a far muovere le persone non è altro che una rivolta; un movimento che cambia le persone e le istituzioni è una rivoluzione.” 

 “La disumanità dell’uomo verso l’uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattività dei buoni.” 

 “Ho avuto il privilegio di essere presente mentre il presidente Johnson firmava quella legge. Una delle cose che conservo tra le più care in mio possesso è certamente la penna usata appunto dal presidente per firmare l’atto.” 

 “Io ho sempre sostenuto che noi, come popolo, non dobbiamo cercare di passare da una posizione di svantaggio a una di privilegio, bensì cercare di creare nella nostra società un equilibrio morale, in cui la democrazia e la fraternità siano realtà per tutti.” 

 “Oggi voglio dire alla città di Selma, allo Stato dell’Alabama, al popolo dell’America e alle nazioni del mondo: Noi non torneremo indietro. Ormai siamo in movimento. Si, siamo in movimento e non c’è ondata razzistica che possa fermarci.” 

 “Il piccolo progetto di Selma ebbe una conseguenza stupenda e ironica: niente meno che l’approvazione della legge sul diritto di voto del 1965.” 

 “Nel Sud esiste una sorta di povertà condivisa, fra negri e bianchi. Nel Nord la vita dei bianchi, pochi metri più in là, emana uno sfolgorio di vistoso consumismo. Perfino la televisione può scatenare l’incendio, quando mostra ai poveri, che soffrono e abitano in case decrepite, le immagini di case sontuose e uno stuolo di beni di consumo.” 

 “Lo zoccolo di roccia non è formato dai poeti, dagli atleti, dagli artisti; la nostra esistenza si impernia sul fatto che siamo consumatori, perché in primo luogo dobbiamo mangiare e avere una casa dove vivere. Per un predicatore non è facile riconoscerlo, e si tratta di un fenomeno contro il quale continuerò a ribellarmi, ma il fatto rimane: il consumo di beni e servizi è la raison d’etre della stragrande maggioranza di americani. Quando, per un motivo o per l’altro, una persona è esclusa dalla cerchia dei consumatori, nascono scontento e irrequietezza.” 

 “Avevo di fronte una illustrazione parlante dei problemi della povertà e della disperazione. Ricordo una neonata aggredita dai topi in un tugurio di Chicago. Ricordo un giovane negro assassinato da una banda a Cicero, mentre cercava un impiego. Il miserabile quartiere di Lawndale era davvero un’isola di povertà, cinta da ogni parte da un oceano di opulenza.” 

 “Noi non adoperavamo bombe molotov, non tiravamo mattoni, non avevamo pistole, avevamo soltanto il potere dei nostri corpi e delle nostre anime. E ancora una volta si ebbe una dimostrazione di questo potere.” 

 “E’ una logica folle quella che condanna il derubato perché, in quanto possessore di denaro, è la causa per cui accade un atto malvagio come la rapina. La società deve condannare sempre il rapinatore, mai il rapinato.” 

“Io sono stato in prigione nell’Alabama, sono stato in prigione in Florida, sono stato in prigione in Georgia, sono stato in prigione nel Mississippi, sono stato in prigione in Virginia e sono pronto ad andare in prigione a Chicago.” 

 “Arei dovuto tenere presente alla memoria che dalla delusione nasce la disperazione, e dalla disperazione nasce il rancore. E del rancore si può dire di certo una sola cosa: che è cieco.” 

“Quando entriamo in questa valle di lacrime troviamo l’esistenza: ma l’esistenza è la materia prima a partire dalla quale dobbiamo creare ogni forma di vita. Una vita felice e fruttuosa non è una cosa che si trova, è una cosa che si fa.” 

“Stokely salì sul palco e dopo aver suscitato la calorosa risposta del pubblico con un veemente attacco alla giustizia del Mississippi, proclamò: Quello che ci vuole per noi è il Black Power.” 

 “Quella sera ho pianto dentro di me. Ho pianto per i miei figli, e per tutti i ragazzi neri ai quali è stata negata la conoscenza del proprio patrimonio ereditario; ho pianto per tutti i ragazzi bianchi, ai quali si insegna, attraverso la diseducazione quotidiana, a credere che nella società americana i negri sono un’entità irrilevante; ho pianto per tutti i genitori e gli insegnanti bianchi costretti a trascurare il fatto che la ricchezza del progresso culturale e tecnologico dell’America è il frutto del patrimonio comune creato dall’apporto di tutti.” 

 “Non citavano Gandhi o Tolstoj; la loro bibbia era I dannati della terra di Frantz Fanon, lo psichiatra nero originario della Martinica che si trasferì in Algeria per collaborare con il Fronte di liberazione nazionale algerino nella lotta contro i francesi.” 

“In ultima analisi, un vero leader non è uno che va a caccia di consensi, è uno che plasma il consenso.” 

 “L’odio danneggia chi lo prova non meno di chi lo subisce; come un cancro senza freni, l’odio corrode il carattere ed erode l’unità vitale della persona.” 

 “In ultima analisi, un uomo non si misura dalla posizione che assume nei momenti di convenienza, ma da quella che assume nel cimento, nelle grandi crisi e controversie.” 

 “Vi dico, questa mattina, che se non avete mai trovato una cosa che vi sia talmente cara e preziosa per cui dareste in cambio la vita, non siete adatti alla vita.” 

 “Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte di quel che è giusto. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della verità. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della giustizia…” 

 “Stamani, vi dico che io non andrei a combattere nella guerra del Vietnam. Piuttosto andrei in prigione.” 

 “Magari non riuscirai a vederlo. Il sogno può anche non realizzarsi, ma è comunque un bene che tu abbia un desiderio da realizzare. E’ bene che sia nel tuo cuore.” 

 “Fate che di voi si possa dire: Magari non avrà raggiunto la vetta più alta, magari non avrà realizzato tutti i suoi sogni, però ha tentato. Non è forse meraviglioso che si possa dire di voi una cosa simile? Ha tentato di essere un uomo buono. Ha tentato di essere un uomo giusto. Ha tentato di essere un uomo onesto. Aveva buon cuore.” 

 “Non avrò denaro da lasciare dietro di me. Non avrò le cose belle e lussuose della vita da lasciare dietro di me. Ma io voglio avere soltanto una vita impegnata da lasciarmi alle spalle.” 

 “Se riesco ad aiutare qualcuno mentre passo, se riesco a rallegrare qualcuno con una parola o con un canto, se riesco a mostrare a qualcuno che sta andando nella direzione sbagliata, allora non sarò vissuto invano.”

mercoledì 10 giugno 2026

Patriot – Alexei Navalny

 “Chiamavamo le cose col loro nome: ladro, corruzione. Se qualcuno aveva una proprietà sontuosa, non ci limitavamo a menzionarne l’esistenza, ma effettuavamo riprese con i droni e la mostravamo al pubblico in tutta la sua magnificenza. Dopodiché ne scoprivamo il valore e lo raffrontavamo con il modesto reddito che il burocrate suo proprietario dichiarava.”

 “A questo punto, come indurre gli elettori a votare? Con la persuasione? Offrendo in cambio qualcosa? Noi scegliemmo di farli arrabbiare. Di farli arrabbiare sul serio.” 

 “I veri scrittori sono persone speciali, sapete? Quando la gente mi chiede com’è morire a causa di un’arma chimica, faccio due associazioni mentali: i Dissennatori di Harry Potter e i Nazgul del Signore degli Anelli.” 

 “La porta di aprì ed entrò il mio medico, seguito da una signora che aveva un’aria vagamente familiare. Era Angela Merkel, la cancelliera tedesca. Per me fu una sorpresa totale. Sapevo già, com’è ovvio, che aveva svolto un ruolo importante nel salvarmi la vita facendo pressione perché Putin accettasse di lasciarmi trasferire a Berlino.”

 “Quel paradiso andò in pezzi il 26 aprile 1986, all’una e mezza di notte, quando si verificò un’esplosione nel reattore numero 4 della centrale di Cernobyl. Per il resto del mondo fu un enorme disastro nucleare. Per l’Unione Sovietica, uno dei fattori scatenanti del crollo di un paese già colpito dalla crisi economica del suo socialismo pienamente sviluppato. Per il ramo ucraino della nostra famiglia fu un’immane tragedia che spazzò via la vita di un tempo. Per me rappresentò il primo evento, la prima lezione di vita, che ebbe un impatto formativo sul mio modo di vedere le cose. Le radiazioni potevano essere lontane, ma l’ipocrisia e le bugie inondarono la nazione intera.” 

 “Nel 1986, nessuno pensava che l’Unione Sovietica e il suo enorme apparato per il controllo dei pensieri e delle parole avrebbero presto cessato di esistere. Dunque, se ti ordinavano di piantare patate, lo facevi e basta. Era la cosa più pericolosa e dannosa che potessero inventarsi, ma il suo scopo era evitare di diffondere il panico nella popolazione!”

 “Ricordo come fosse ieri di aver scelto un disco di Adriano Celentano: il pop italiano era diffuso e non vietato.” 

 “La nostalgia dell’Unione Sovietica è un elemento importante della Russia di oggi, e un fattore politico da non sottovalutare.” 

 “Si scoprì che essere poveri era più sopportabile quando lo erano tutti, ma era intollerabile se vedevi il tuo vicino molto più ricco di te.” 

 “E fu su uno dei nostri carri armati della Taman che Eltsin ebbe il suo supremo momento di gloria quando vi si arrampicò per rivolgersi ai propri sostenitori circondato dalle guardie del corpo. Qualcuno lì vicino dispiegò una bandiera, il tricolore della Russia, non la falce e martello sovietiche. La foto di quel momento è la più famosa dell’epoca e ne rende perfettamente legittimo, e il vecchio regime – che comprendeva Gorbacev – non esisteva più.” 

 “In un’epoca di cambiamento, l’indecisione è un peccato capitale.” 

 “Tutti i rancori accumulati negli anni divamparono infatti in conflitti e persino guerre. Scoprimmo da un momento all’altro che armeni e azerbaigiani si odiavano al punto che già stavano combattendo.”

 “Non mi ci volle molto per capire una delle regole più importanti della giurisprudenza: un bravo avvocato non era uno che sapeva tutto, ma uno che sapeva cosa leggere e dove trovarlo.” 

 “Essere un avvocato mi piaceva e mi piace ancora.” 

 “Era il 1996 e avevo trent’anni. Tutto attorno a me c’erano gangster, discoteche e una nuova, interessante vita da vivere. Ero uno studente e adesso possedevo una mia auto. L’unica cosa che avevo perso era l’interesse per la politica. Che mi fu restituito da Vladimir Putin.” 

 “Ho scritto il capitolo precedente in una bellissima casa a Friburgo, in Germania. Questo lo sto scrivendo dal carcere.” 

 “Quando sei in carcere, sapere che la tua famiglia sta bene rappresenta il 99 per cento della tua pace mentale.” 

 “Se i tedeschi decidono per un protocollo, cascasse il mondo ma lo seguono alla lettera.” 

 “Ho già aperto la bocca per dirlo, ma mi fermo appena in tempo, ricordando la regola d’oro di ogni politico sul pianeta Terra: evitare a qualsiasi costo di commentare le faccende di Israele e la situazione in Medio Oriente. Qualsiasi cosa dirai, infatti, scontenterà qualcuno.” 

 “C’era una morale da trarre da questa storia: poche cose meritano l’incenerimento con un lanciafiamme più di un gruppo di avvocati ubriachi consapevole che qualche scappatoia legale permetterà loro di passarla liscia dopo aver fatto i gradassi e aver spadroneggiato sulla gente comune che non conosce la legge ma ha il diritto dalla sua parte.” 

 “Capii subito di non poter credere a una sola parola pronunciata da Putin. Quella nomina, per me, fu lo stimolo a resistere. Non volevo che una persona come lui fosse il leader del mio paese.” 

 “Nei paesi autoritari, la politica è strutturata in modo molto primitivo: o sei favorevole al regime o non lo sei. E tutte le altre opzioni politiche sono state annullate.” 

 “Io sognavo che il nostro sarebbe diventato il partito di maggioranza. Volevo veder apparire un politico che intraprendesse tutti i progetti necessari e interessanti, e collaborasse direttamente con il popolo russo. Se si fosse presentata una persona così, sarei corso a offrirgli la mia collaborazione. Attesi a lungo, poi un giorno capii che quella persona potevo essere io.” 

 “Il mio consiglio a qualsiasi aspirante blogger è: se vuoi che il tuo blog decolli, posta (o pubblica video) di frequente. E poi chiedi alla gente di condividere i tuoi post. Io concludevo ogni post che mi sembrava importante con questa richiesta. Era fondamentale. Anche l’interazione è imprescindibile. Commenta i post dei tuoi amici. Partecipa alle discussioni. Mostra di interessarti alle reazioni e sii sempre pronto a stabilire un dialogo.” 

 “L’anno 2012 segnò l’avvento nella mia vita di uno schema preciso, un inarrestabile circolo vizioso che mi avrebbe accompagnato per molti anni a venire: manifestazione di protesta, arresto, manifestazione di protesta, arresto. Era sgradevole, certo, ma non mi avrebbe fermato.” 

 “A dispetto di tutte queste falsificazioni, avevo guadagnato il secondo posto nella corsa a sindaco della città più grande della Russia. E sapevo per certo che ce n’erano altri come me. Molti altri. Lo sapeva anche il Cremlino. Non mi permise mai più di partecipare a un’elezione.” 

 “Gli unici momenti della vita che contano sono quelli in cui facciamo la cosa giusta, quando non abbassiamo lo sguardo ma alziamo la testa e ci guardiamo negli occhi. Nient’altro conta.” 

 “La mia valvola di sicurezza è Twitter, il mio social media preferito. Lì sopra scrivo un sacco, di qualsiasi argomento: ecco una notizia bomba, ecco cosa ne penso, ecco i ravioli che ho appena mangiato. Con la panna acida.” 

 “Sono un cittadino russo e ho determinati diritti. E non sono disposto a vivere nella paura. Se devo combattere, combatterò, perché so di essere nel giusto, so che loro hanno torto. Perché sono dalla parte del bene e loro da quella del male.” 

 “Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: si, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent’anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici, La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio. E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà.” 

 “La mia storia continuerà, ma qualsiasi cosa dovesse accadere a me, ai miei amici e agli alleati dell’opposizione, la Russia ha ogni possibilità di diventare un paese prospero e democratico. Il destino di questo sinistro regime, che si fonda su menzogna e corruzione, è segnato. I sogni possono diventare realtà. Il futuro è nostro.” 

 “Le ragioni tre e quattro per scrivere questo libro potrebbero suonare eccessivamente drammatiche, e se la faccenda andasse a finire male a questo punto i miei lettori più sensibili potrebbero versare una lacrimuccia. (…) Insomma, ragione tre: se mi dovessero far fuori, il libro sarà il mio lascito. La ragione quattro è di nuovo che, se mi dovessero far fuori, la mia famiglia avrà l’anticipo delle royalty che mi auguro ci saranno. Guardiamoci in faccia: se un oscuro tentato omicidio con un’arma chimica, seguito da un tragico decesso in carcere, non riesce a far vendere un libro, non so propria cosa possa farlo. L’autore del libro è stato assassinato da un malvagio presidente; che cosa potrebbe chiedere di meglio l’ufficio marketing?” 

 “Tutto questo finirà per crollare. Lo Stato di Putin non è sostenibile. Un giorno guarderemo e non ci sarà più. La vittoria è inevitabile. Ma per adesso non dobbiamo arrenderci, e dobbiamo lottare per le nostre convinzioni.”