martedì 30 giugno 2026

Se solo il mio cuore fosse pietra – Titti Marrone

“C’era l’eco di una voce a danzare nella mente di Alice, a guidare i suoi gesti.” 

 “Lei conosceva bene quella località della regione inglese dei Laghi. Era a quattrocento chilometri da Londra, ospitava il centro di primo ricovero riservato ai piccoli ebrei reduci dai campi di sterminio rimasti senza genitori.” 

 “Le suggeriva di vedere ogni cosa attraverso il loro sguardo. Perché lei non poteva nemmeno immaginare quello che avevano visto i loro occhi.”

 “E c’era poi il grande problema: i bambini trovati nei lager erano vissuti in baracche separate, divisi da genitori di cui i più piccoli avevano dimenticato i nomi, così come avevano dimenticato il proprio, il paese e la lingua di origine. Quasi tutti erano coperti di piaghe, soffrivano di malattie gravi, erano mangiati da pidocchi e pulci.” 

 “E comunque si parte da una condizione comune a tutti i più piccoli: non sanno nemmeno lontanamente che cosa siano una famiglia o una vita normale.”

 “Per effetto di quella tragica guerra, lei e le sue assistenti si trovavano ad avere a che fare con il materiale umano più delicato e più danneggiato mai passato al vaglio di qualsiasi analista. E avrebbero dovuto accompagnare quei bambini nel ritorno alla vita.” 

 “E poiché la brodaglia liquida era l’unico cibo distribuito nel campo, ecco perché quei sei bambini non sapevano masticare e per molto tempo avrebbero rifiutato rabbiosamente carne, pesce, verdure e cibi solidi tranne il pane.” 

 “Si tratta di armarsi di un’infinita pazienza, mettendo in conto di essere attaccati, delusi, rifiutati.” 

 “I cani erano i soli animali conosciuti dai bambini a Terenzin e per loro erano le bestie ringhiose sguinzagliate dalle guardie a rincorrere i prigionieri. Per molto tempo anche un solo latrato in lontananza avrebbe scatenato il panico.”

 “Lei sapeva bene che rammentare è come rammendare, cucire gli strappi, inclusi quelli interiori. Ripararli sapendo che i segni sarebbero restati comunque indelebili e visibili. Il recupero delle memorie di traumi estremi come quelli vissuti dai piccoli ospiti di Lingfield non era mai stato tentato prima. Non esistevano precedenti né teorie di supporto né strade già tracciate. Ed era facile immaginare che sarebbe stato devastante.” 

 “Non c’erano commenti né domande da fare. C’era solo da continuare ad ascoltare in silenzio.” 

 “Vita, morte, nascite, uccisioni e ancora violenze, sopraffazioni, privazioni. Quanto poteva sopportare la mente di un bambino?”

 “A volte vorrei avere il cuore di pietra per non essere sopraffatta dal loro dolore.”

giovedì 25 giugno 2026

Il ventre di Parigi – Emile Zola

“Lungo il viale deserto, nel profondo silenzio della notte, i carri degli ortolani, diretti verso Parigi percuotevano con l’eco dei loro monotoni scossoni, a destra e sinistra, le facciate delle case immerse nel sonno dietro i filari confusi degli olmi.”

 “Parigi, simile a un pezzetto di cielo stellato caduto su un angolo di terra buia, gli parve severa e quasi arrabbiata del suo ritorno.” 

 “La fame gli s’era ridestata, insopportabile, feroce. Tutte le membra riposavano, ma lo stomaco gridava, si ritorceva, come stretto tra tenaglie roventi.” 

 “Ed ora ritrovava Parigi nel buio, grassa, superba, traboccante di commestibili; vi rientrava su un letto d’ortaggi e s’aggirava in mezzo a sconosciute vivande che pullulavano intorno a lui e lo turbavano.” 

 “I mercati apparivano nella loro nera leggerezza coi mille raggi di luce che rigavano le persiane. Le grandi strade coperte cominciavano a popolarsi, mentre i padiglioni lontani rimanevano ancora deserti in mezzo al brulichio che cresceva sui marciapiedi.” 

 “Troverete sempre qualcuno disposto a pagarvi da bere, e mai un cane che vi voglia pagar da mangiare.”

 “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, una caldaia che dovesse servire alla digestione di un popolo, un ventre gigantesco, bullonato, ribadito, fatto di legno, di vetro e di ferro, di una eleganza, di una potenza da motore meccanico azionato dal calore del combustibile, e dalla furia fremente e vertiginosa delle ruote.” 

 “Sentì allora in tutta la sua forza il lungo rombare dei mercati. Parigi masticava i bocconi dei suoi due milioni di abitanti. Era come un grande organo centrale che batteva furiosamente, lanciando il suo umore vitale in tutte le vene. Era un movimento incessante di mascelle colossali, un baccano d’inferno, un brusio senza fine dove si fondevano tutti i rumori dell’approvvigionamento, dagli schiocchi di frusta dei rivenditori all’ingrosso avviati ai mercati dei quartieri, allo strascicar di ciabatte delle povere donnette che vanno di porta in porta offrendo l’insalata dei loro cestini.” 

 “Allora si fermò istupidito, si lasciò spingere, insultare e non fu più che un oggetto travolto, sbattuto sul fondo di quella marea crescente.” 

 “Gli ci vollero mesi perchè piegasse la testa e si rassegnasse a quella sofferenza di uomo brutto, mediocre e povero.” 

 “Aveva capito che il solo modo per dormire in un tepore felice è di farsi da soli un letto di delizie.” 

 “La giovane donna sognava uno di quei negozi moderni, chiari, ricchi come saloni, coi vetri scintillanti che danno su una strada larga. E questo non per il desiderio un pò gretto di far la signora dietro al banco, ma perchè aveva la precisa coscienza dell’importanza del lusso nel commercio al giorno d’oggi.” 

 “Poi, a loro non piaceva il lavoro convulso; volevano lavorare, si, ma con comodo, senza dimagrire, insomma da brave persone che amano vivere bene.” 

 “Il denaro serve per vivere, si sa che si cerca il proprio benessere, ma guadagnare per guadagnare aver più fastidi che piaceri… allora preferisco restarmene con le mani in mano.” 

 “Ha un marito troppo merlo per non farlo becco!” “

Ah, le persone per bene! Mi fanno pena, tanto si comportano in modo esemplare.” 

 “Finì a poco a poco a gustare la beatitudine di quella vita regolata. La sala da pranzo giallo chiara, con quella sua pulizia e il tepore borghese, gli addolciva l’animo non appena ne varcava la soglia.” 

 “Ma a poco a poco un’inquietudine sorda cominciò a roderlo, si sentiva insoddisfatto, si accusava di colpe, ma non sapeva quali, si ribellava contro quel vuoto che pareva allargarsi sempre di più nel suo cervello e nel suo cuore. Ogni tanto delle esalazioni pestifere, delle zaffate di pesce guasto gli rivoltavano lo stomaco. Fu una distruzione lenta, una noia vaga che divenne sovraeccitazione nervosa.” 

 “La mole superba dei mercati, che traboccava di cibarie sostanziose, avevano precipitata la crisi. Per lui erano la gran bestia pasciuta e ruminante, erano l’immagine di Parigi, che rimpinzata di cibo, intorpidita dalla grassezza, sosteneva stupidamente l’Impero.” 

 “Quello era il ventre bottegaio, il ventre dell’onestà ruffiana, che si abbuffava, beato, e luccicava al sole, trovando che ogni cosa andava per il suo verso migliore.” 

 “E’ la politica della gente onesta. Io sono riconoscente al governo quando vedo i miei affari andare bene, quando mangio in pace la mia minestra, quando posso dormire senza il pericolo d’esser svegliata dalle fucilate.” 

 “Certo io approfitto del buon vento che tira e sostengo il governo che fa andar bene gli affari. Se poi questo governo faccia o no delle porcherie io non voglio saperlo.”

 “Ma noi, noi che viviamo in santa pace, che ci mettiamo quindici anni per mettere insieme qualcosa, noi che non ci occupiamo di politica e non abbiamo in mente che di tirar su nostra figlia e di tirare avanti bene la baracca! Via, andiamo! Ma scherzi!? Siamo gente onesta noi!” 

 “Lisa non era bigotta; non bazzicava le chiese; era solita dire che cercava di mantenersi onesta in tutto, e che quello bastava. Ma non voleva che si sparlasse della religione, in sua presenza; spesso faceva stare zitto Gavard, che aveva la passione per le storie di preti e di monache, per le barzellette di sacrestia. Questi discorsi le parevano sconvenienti. Bisognava lasciare che ognuno credesse a suo modo, e rispettare la coscienza di tutti.”

 “Poi le due donne sì inchinarono. La bella Mme Quenu, e la bella Mme Lebigre si scambiarono un amichevole saluto. E Claude, che certamente il giorno prima si era dimenticato di mangiare bene, sdegnato al vederle così prosperose, soddisfatte e per bene, coi loro grossi seni, si strinse nella cintura brontolando furibondo: – Che canaglia, la gente onesta!”

sabato 20 giugno 2026

Un tedesco contro Hitler – Sebastian Haffner

“La storia che qui si vuole raccontare ha per argomento una specie di duello. Si tratta di un duello impari tra due avversari molto diversi: tra uno Stato oltremodo potente, forte e brutale, e un piccolo privato cittadino, anonimo e sconosciuto.”

 “Fra terribili minacce, questo Stato pretende che il suddetto privato cittadino abbandoni i suoi amici, lasci le sue ragazze, rinunci alle proprie idee, accetti idee imposte, saluti in modo diverso da come è abituato, mangi e beva cose diverse da quelle che gli piacciono, impieghi, il tempo libero in occupazioni che detesta, metta la propria persona a disposizione di avventure che rifiuta, rinneghi il proprio passato e il proprio Io, e, cosa fondamentale, mostri costantemente nei riguardi di tutto questo il massimo entusiasmo e la massima riconoscenza.”

 “Non si pensa mai abbastanza a quanto siano infantili i concetti che nutrono e scuotono le masse.” 

 “Ma la vera generazione del nazismo è quella dei nati tra il 1900 e il 1910, che hanno vissuto la guerra come un grande gioco, senza essere minimante disturbati dalla sua effettiva realtà.” 

 “Il coraggio civile – cioè il coraggio delle proprie decisioni e della propria responsabilità – in Germania è senz’altro una virtù rara, come già Bismarck osservò in un detto famoso. Se poi il tedesco indossa un’uniforme, esso lo abbandona completamente.”

 “In privato, mio padre era un appassionato conoscitore e amante della letteratura. Aveva una biblioteca di diverse migliaia di volumi che ampliò ed estese fino alla sua morte, e che non aveva soltanto, ma che aveva anche letto.” 

 “Ci sono poche cose bizzarre come la calma indifferente e superiore con cui noi, io e quelli come me, rimanemmo a osservare gli inizi della rivoluzione nazista in Germania, quasi da un palco di teatro… un fenomeno che, in ogni caso, mirava esattamente a farci sparire dalla faccia della terra.” 

 “Mi recai in corte d’appello. L’edificio era lì, grigio, freddo e tranquillo come sempre, nobilmente staccato dalla strada, dietro a superfici erbose e alberi. Nei suoi larghi corridoi e nei vestiboli guizzavano rapidi come sempre gli avvocati, simili a pipistrelli nelle loro svolazzanti toghe di seta nera, cartelle sotto il braccio, espressioni concentrate e irreprensibili. Gli avvocati ebrei difendevano le loro cause, come se questo fosse un giorno qualsiasi.” 

 “Nella genesi del Terzo Reich c’è un enigma insoluto che mi sembra ancora più interessante della questione di chi abbia incendiato il Reichstag. La domanda è questa: ma che fine hanno fatto i tedeschi? Ancora il 5 marzo 1933 la maggior parte di loro ha votato contro Hitler. Che ne è stato di questa maggioranza? E’ defunta? E’ scomparsa dalla faccia della terra? Oppure, anche se con tanto ritardo, è diventata nazista? Come è potuto accadere che da parte sua sia mancata qualsiasi reazione di rilievo?” 

 “Nell’estate del 1933 la situazione dei tedeschi non nazisti era certamente una delle più difficili in cui possa trovarsi un essere umano: vale a dire uno stato di sopraffazione totale e senza speranza, accompagnato dai postumi dello shock dell’essere stati colti di sorpresa. I nazisti ci avevano in pungo, incondizionatamente.” 

 “Il nazionalismo, vale a dire il culto narcisistico della propria nazione, è una pericolosa malattia dello spirito sicuramente diffusa ovunque, in grado di deformare e di rendere orribili i tratti di una nazione, proprio come la superbia e l’egoismo deformano e rendono orribili le fattezze di un essere umano.” 

 “Non l’Austria o la Cecoslovacchia: la Germania fu il primo territorio che occuparono.” 

 “Prendemmo in prestito una scacchiera al banco di mescita e cominciammo a giocare. Cercai di recuperare qua e là nella memoria le teorie d’apertura. Era tanto tempo che non giocavo più, diversi anni, e la vista delle figure e lo sviluppo del gioco d’improvviso mi richiamarono alla mente un periodo ormai lontano in cui l’avevo praticato appassionatamente.” 

 “Questa assolutizzazione dell’orgoglio è un difetto tedesco; i tedeschi la considerano una virtù. In ogni caso, è una delle caratteristiche più profondamente tedesche. Non possiamo fare altrimenti. Siamo i sabotatori peggiori del mondo. Quello che facciamo dobbiamo farlo in modo eccellente, nessuna voce della coscienza o di rispetto verso se stessi è in grado di competere con questo atteggiamento.” 

 “Si dice che i tedeschi siano asserviti. E’ vero solo a metà. Sono al tempo stesso qualcosa d’altro – e di peggio -, per cui non esiste ancora un termine. Sono cameratizzati. Una condizione terribilmente pericolosa. Si è sotto una specie di incantesimo. Si vive in un mondo di sogno e di ebrezza.”

Il tè nel deserto – Paul Bowles

“Si svegliò, aprì gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com’era nel non essere da cui si era appena affiorato.” 

 “Non si considerava un turista bensì un viaggiatore. E in parte la differenza sta nel tempo, spiegava. Laddove, in capo a qualche settimana o mese, il turista si affretta a far ritorno a casa, il viaggiatore, che dal canto suo non appartiene né a un luogo né all’altro, si sposta più lentamente, per periodi di anni, da un punto all’altro della terra.” 

 “La maggior parte delle ragazze provenienti dalle montagne va ad Algeri, a Tunisi, o viene qui, per guadagnare denaro, ma queste ragazze vogliono soprattutto una cosa. Vogliono bere il tè nel deserto.” 

 “Molti giorni dopo passò un’altra carovana e un uomo scorse qualcosa in cima alla più alta delle dune. E quando andarono lassù per vedere, trovarono Outka, Mimouna e Aicha: erano ancora là, nella stessa posa in cui si erano addormentate. E tutti e tre i bicchieri – l’arabo mostrò il proprio bicchiere di tè – erano pieni di sabbia. Ecco come presero il tè nel Sahara.”

 “La rattristava rendersi conto che, pur avendo tanto spesso le stesse reazioni, gli stessi sentimenti, non arrivavano mai alle medesime conclusioni, perché i loro rispettivi scopi, nella vita, erano quasi diametralmente opposti.” 

 “Credo che abbiamo paura tutti e due della stessa cosa. E per la stessa ragione. Non siamo mai riusciti, né tu né io, a immergerci nella vita fino in fondo. Ci teniamo aggrappati all’esterno con tutte le nostre forze, convinti che al prossimo scossone finiremo per cascar giù. Non è così?” 

 “Non c’era altro da fare che rifiutarsi di ammalarsi, una volta che si era così lontani dal consorzio civile.” 

 “Di buon passo si rimise in cammino, la mente concentrata su quella sensazione di gioia concreta che aveva ricatturato. L’aveva sempre saputo, lei, che esisteva, proprio al di là delle cose, ma tanto tempo prima aveva accettato di non averla come condizione naturale di vita. Poiché ora l’aveva ritrovata, la gioia di esistere, diceva a se stessa che se la sarebbe tenuta stretta, qualsiasi sforzo potesse costare.” 

 “Il deserto: il suo stesso silenzio era come una tacita ammissione della presenza parzialmente cosciente che in esso albergava.” 

 “La sera la passava a giocare a scacchi con Abdelkader, un avversario lento ma tutt’altro che trascurabile.” 

 “Già nel vedere quegli uomini Kit seppe che si sarebbe accompagnata a loro, e la certezza le diede un inaspettato senso di potere: invece di ascoltare i presagi, ora li avrebbe fatti lei, sarebbe stata lei stessa un presagio.” 

 “Da tanto tempo non canalizzava più i suoi pensieri col parlare a voce alta, e si era abituata ad agire senza la consapevolezza di compiere l’atto. Faceva soltanto le cose che scopriva di stare già facendo.” 

 “Di lì a qualche istante la vita sarebbe diventata una pena. Le parole stavano tornandole, e dentro gli involucri di parole vi sarebbero stati i pensieri. Il sole ardente li avrebbe rinsecchiti; andavano tenuti dentro, al buio.” 

 “Fuori il sole sembrava più abbacinante che mai. Mura di fango e lucide facce nere le passavano accanto di continuo. Non c’era fine all’intensa monotonia del mondo.” 

 “Ma era sempre convinta che quella fosse la fine, che non ci sarebbe voluto molto prima che la trovassero. L’avrebbero messa davanti a un grande specchio, dicendole: Guardati! Sarebbe stata costretta a guardare, e allora sarebbe finito tutto. L’oscuro sogno sarebbe andato in frantumi; la luce del terrore non si sarebbe più spenta; le avrebbero puntato addosso un faro spietato; la sofferenza sarebbe stata insopportabile e costante.”

lunedì 15 giugno 2026

I have a dream – Martin Luther King

“Naturalmente, sono religioso. L’ambiente in cui sono cresciuto era legatissimo alla Chiesa.” 

 “Mia madre si trovò a dover affrontare l’annoso problema che negli Stati Uniti assilla tutti i genitori negri: come spiegare a un figlio piccolo la discriminazione e la segregazione.” 

 “I miei genitori mi dicevano sempre che non dovevo odiare i bianchi, e anzi avevo il dovere, come cristiano, di amarli. Nella mia mente nacque l’interrogativo: come potevo amare una razza di gente che mi odiava e aveva provocato la rottura tra me e uno dei migliori amici della mia infanzia? Questo pesante quesito occupò la mia mente per diversi anni.” 

 “Non sono mai riuscito a adattarmi alle sale di attesa separate, alle sale da pranzo separate, ai bagni separati: in parte, perché la separazione era sempre sinonimo di disparità nel trattamento, e in parte perché l’idea stessa della separazione, in qualche modo, minava il senso della mia dignità e il rispetto di me stesso.” 

 “Rimasi affascinato dall’idea della possibilità di non voler collaborare con un regime malvagio; ne fui talmente commosso che rilessi il libro parecchie volte (La disobbedienza civile di Thoreau).” 

 “Il suo messaggio fu così profondo ed elettrizzante che appena uscito dalla riunione comprai una mezza dozzina di libri sulla vita e le opere di Gandhi.” 

 “Nella concezione gandhiana, che esaltava l’amore e la non violenza, scoprivo il metodo per riformare la società che avevo tanto cercato.” 

 “Studiando Gandhi mi persuasi che il vero pacifismo non è un non resistere al male, bensì un resistere al male in modo non violento.” 

 “Nel mondo di oggi ciò di cui abbiamo bisogno è un gruppo di uomini e donne decisi a schierarsi dalla parte del giusto e a opporsi all’ingiusto, dovunque si verifichi.” 

 “Mi sono persuaso del vero senso di un’affermazione piuttosto banale: quella secondo cui una donna può costruire il marito o distruggerlo.” 

 “Se ho ottenuto qualcosa in questa battaglia, è perché ho avuto alle mie spalle e al mio fianco una compagna affezionata, comprensiva, concentrata, paziente, nella persona di mia moglie.” 

 “Chi vuole capire il gesto della signora Parks deve rendersi conto che arriva il giorno in cui il calice della sopportazione trabocca, e la persona umana esplode in un grido: Non posso più sopportarlo. Agli occhi del mondo, il rifiuto della signora Parks di spostarsi in fondo all’autobus ha rappresentato l’intrepida e coraggiosa dichiarazione di averne avuto abbastanza.” 

 “Ci limitavamo a dire alla popolazione bianca: Noi non possiamo più prestarci a collaborare con un regime malvagio. Da quel momento concepii il nostro movimento come un’operazione di massa di non collaborazione. E da allora in poi mi servii raramente del termine boicottaggio.” 

 “Sapevano perché stavano camminando, e dal loro portamento traspariva la consapevolezza di sé. Osservandoli, compresi che non c’è nulla di più maestoso della coraggiosa determinazione degli individui disposti a soffrire e a sacrificarsi per la propria libertà e dignità.” 

 “Sapete, amici miei, viene sempre l’ora in cui un popolo si stanca di essere calpestato dal ferreo piede dell’oppressione. Viene l’ora, amici miei, in cui un popolo si stanca di essere sprofondato nell’abisso dell’umiliazione, dove si vive nello squallore di un lamentoso scoramento. Viene l’ora in cui il popolo si stanca di essere scacciato dal sole scintillante del luglio della vita, e lasciato in piedi nel freddo pungente di un novembre alpino.” 

“Quando nel futuro saranno scritti i libri di storia, proprio qui, a Montgomery, qualcuno dovrà dire: C’era un popolo, un popolo nero, capelli crespi e carnagione scura, un popolo che ha avuto il coraggio morale di lottare per far valere i propri diritti.”

 “Quella notte avevamo dato vita a un movimento che sarebbe stato riconosciuto dall’intero paese; che sarebbe riecheggiato tra i popoli di tutte le nazioni; un movimento che avrebbe sbalordito l’oppressore e portato nuova speranza agli oppressi. Quella notte fu l’ora di Montgomery nella storia.” 

 “Sul cammino della vita qualcuno deve avere abbastanza buon senso e abbastanza senso morale da spezzare la catena dell’odio e del male. Il modo migliore per riuscirci è con l’amore.” 

 “Avevo capito che nessuno rinuncia ai propri privilegi senza opporre una forte resistenza; e inoltre capii che lo scopo implicito nel regime segregazionista era opprimere e sfruttare chi veniva tenuto in segregazione, non semplicemente conservare una separazione.” 

 “Ho cominciato la battaglia, e non posso ritirarmi. Sono arrivato a un punto da cui non si torna più indietro.” 

 “Un popolo che un tempo viveva nel terrore si era trasformato; quelli che un tempo tremavano di fronte alla legge erano orgogliosi di farsi arrestare per la causa della libertà.” 

“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano.” 

 “Martedì 13 novembre 1956 rimarrà sempre una data importante e ironica nella storia della protesta degli autobus di Montgomery: quel giorno sono state emanate due sente astoriche, una per liquidare il servizio macchine, l’altra per spazzare via la situazione preesistente che aveva reso necessaria l’organizzazione del servizio stesso. L’ora più buia della nostra lotta era diventata l’ora della vittoria. Nella mezzanotte nascono la delusione, il dispiacere, la disperazione, ma poi arriva il mattino.” 

“Montgomery segnò il primo lampo di una azione di massa organizzata e prolungata e di una ribellione non violenta contro il modo di vita del Sud.” 

“La libertà non è mai donata. Le classi privilegiate non rinunciano mai al privilegio senza opporre una forte resistenza.” 

 “Lasciai l’India più che mai persuaso che la resistenza non violenta fosse l’arma più potente di cui potesse disporre un popolo oppresso deciso a lottare per la libertà.” 

 “La prigione deprime perché esclude il mondo; ti lascia prigioniero di un’esistenza sempre uguale: è un po’ come essere morti mentre si è ancora in vita.” 

 “L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque. Siamo presi in una rete di reciprocità alla quale non si può sfuggire, avvolti da un’unica veste del destino. Qualunque cosa riguardi direttamente uno, riguarda in modo indiretto tutti.” 

 “Ci sono persone che scrivono la storia. Ci sono persone che fanno la storia. Ci sono persone che vivono la storia.” 

 “Un movimento della società che si limita a far muovere le persone non è altro che una rivolta; un movimento che cambia le persone e le istituzioni è una rivoluzione.” 

 “La disumanità dell’uomo verso l’uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattività dei buoni.” 

 “Ho avuto il privilegio di essere presente mentre il presidente Johnson firmava quella legge. Una delle cose che conservo tra le più care in mio possesso è certamente la penna usata appunto dal presidente per firmare l’atto.” 

 “Io ho sempre sostenuto che noi, come popolo, non dobbiamo cercare di passare da una posizione di svantaggio a una di privilegio, bensì cercare di creare nella nostra società un equilibrio morale, in cui la democrazia e la fraternità siano realtà per tutti.” 

 “Oggi voglio dire alla città di Selma, allo Stato dell’Alabama, al popolo dell’America e alle nazioni del mondo: Noi non torneremo indietro. Ormai siamo in movimento. Si, siamo in movimento e non c’è ondata razzistica che possa fermarci.” 

 “Il piccolo progetto di Selma ebbe una conseguenza stupenda e ironica: niente meno che l’approvazione della legge sul diritto di voto del 1965.” 

 “Nel Sud esiste una sorta di povertà condivisa, fra negri e bianchi. Nel Nord la vita dei bianchi, pochi metri più in là, emana uno sfolgorio di vistoso consumismo. Perfino la televisione può scatenare l’incendio, quando mostra ai poveri, che soffrono e abitano in case decrepite, le immagini di case sontuose e uno stuolo di beni di consumo.” 

 “Lo zoccolo di roccia non è formato dai poeti, dagli atleti, dagli artisti; la nostra esistenza si impernia sul fatto che siamo consumatori, perché in primo luogo dobbiamo mangiare e avere una casa dove vivere. Per un predicatore non è facile riconoscerlo, e si tratta di un fenomeno contro il quale continuerò a ribellarmi, ma il fatto rimane: il consumo di beni e servizi è la raison d’etre della stragrande maggioranza di americani. Quando, per un motivo o per l’altro, una persona è esclusa dalla cerchia dei consumatori, nascono scontento e irrequietezza.” 

 “Avevo di fronte una illustrazione parlante dei problemi della povertà e della disperazione. Ricordo una neonata aggredita dai topi in un tugurio di Chicago. Ricordo un giovane negro assassinato da una banda a Cicero, mentre cercava un impiego. Il miserabile quartiere di Lawndale era davvero un’isola di povertà, cinta da ogni parte da un oceano di opulenza.” 

 “Noi non adoperavamo bombe molotov, non tiravamo mattoni, non avevamo pistole, avevamo soltanto il potere dei nostri corpi e delle nostre anime. E ancora una volta si ebbe una dimostrazione di questo potere.” 

 “E’ una logica folle quella che condanna il derubato perché, in quanto possessore di denaro, è la causa per cui accade un atto malvagio come la rapina. La società deve condannare sempre il rapinatore, mai il rapinato.” 

“Io sono stato in prigione nell’Alabama, sono stato in prigione in Florida, sono stato in prigione in Georgia, sono stato in prigione nel Mississippi, sono stato in prigione in Virginia e sono pronto ad andare in prigione a Chicago.” 

 “Arei dovuto tenere presente alla memoria che dalla delusione nasce la disperazione, e dalla disperazione nasce il rancore. E del rancore si può dire di certo una sola cosa: che è cieco.” 

“Quando entriamo in questa valle di lacrime troviamo l’esistenza: ma l’esistenza è la materia prima a partire dalla quale dobbiamo creare ogni forma di vita. Una vita felice e fruttuosa non è una cosa che si trova, è una cosa che si fa.” 

“Stokely salì sul palco e dopo aver suscitato la calorosa risposta del pubblico con un veemente attacco alla giustizia del Mississippi, proclamò: Quello che ci vuole per noi è il Black Power.” 

 “Quella sera ho pianto dentro di me. Ho pianto per i miei figli, e per tutti i ragazzi neri ai quali è stata negata la conoscenza del proprio patrimonio ereditario; ho pianto per tutti i ragazzi bianchi, ai quali si insegna, attraverso la diseducazione quotidiana, a credere che nella società americana i negri sono un’entità irrilevante; ho pianto per tutti i genitori e gli insegnanti bianchi costretti a trascurare il fatto che la ricchezza del progresso culturale e tecnologico dell’America è il frutto del patrimonio comune creato dall’apporto di tutti.” 

 “Non citavano Gandhi o Tolstoj; la loro bibbia era I dannati della terra di Frantz Fanon, lo psichiatra nero originario della Martinica che si trasferì in Algeria per collaborare con il Fronte di liberazione nazionale algerino nella lotta contro i francesi.” 

“In ultima analisi, un vero leader non è uno che va a caccia di consensi, è uno che plasma il consenso.” 

 “L’odio danneggia chi lo prova non meno di chi lo subisce; come un cancro senza freni, l’odio corrode il carattere ed erode l’unità vitale della persona.” 

 “In ultima analisi, un uomo non si misura dalla posizione che assume nei momenti di convenienza, ma da quella che assume nel cimento, nelle grandi crisi e controversie.” 

 “Vi dico, questa mattina, che se non avete mai trovato una cosa che vi sia talmente cara e preziosa per cui dareste in cambio la vita, non siete adatti alla vita.” 

 “Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte di quel che è giusto. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della verità. Siete morti quando avete rifiutato di schierarvi dalla parte della giustizia…” 

 “Stamani, vi dico che io non andrei a combattere nella guerra del Vietnam. Piuttosto andrei in prigione.” 

 “Magari non riuscirai a vederlo. Il sogno può anche non realizzarsi, ma è comunque un bene che tu abbia un desiderio da realizzare. E’ bene che sia nel tuo cuore.” 

 “Fate che di voi si possa dire: Magari non avrà raggiunto la vetta più alta, magari non avrà realizzato tutti i suoi sogni, però ha tentato. Non è forse meraviglioso che si possa dire di voi una cosa simile? Ha tentato di essere un uomo buono. Ha tentato di essere un uomo giusto. Ha tentato di essere un uomo onesto. Aveva buon cuore.” 

 “Non avrò denaro da lasciare dietro di me. Non avrò le cose belle e lussuose della vita da lasciare dietro di me. Ma io voglio avere soltanto una vita impegnata da lasciarmi alle spalle.” 

 “Se riesco ad aiutare qualcuno mentre passo, se riesco a rallegrare qualcuno con una parola o con un canto, se riesco a mostrare a qualcuno che sta andando nella direzione sbagliata, allora non sarò vissuto invano.”

mercoledì 10 giugno 2026

Patriot – Alexei Navalny

 “Chiamavamo le cose col loro nome: ladro, corruzione. Se qualcuno aveva una proprietà sontuosa, non ci limitavamo a menzionarne l’esistenza, ma effettuavamo riprese con i droni e la mostravamo al pubblico in tutta la sua magnificenza. Dopodiché ne scoprivamo il valore e lo raffrontavamo con il modesto reddito che il burocrate suo proprietario dichiarava.”

 “A questo punto, come indurre gli elettori a votare? Con la persuasione? Offrendo in cambio qualcosa? Noi scegliemmo di farli arrabbiare. Di farli arrabbiare sul serio.” 

 “I veri scrittori sono persone speciali, sapete? Quando la gente mi chiede com’è morire a causa di un’arma chimica, faccio due associazioni mentali: i Dissennatori di Harry Potter e i Nazgul del Signore degli Anelli.” 

 “La porta di aprì ed entrò il mio medico, seguito da una signora che aveva un’aria vagamente familiare. Era Angela Merkel, la cancelliera tedesca. Per me fu una sorpresa totale. Sapevo già, com’è ovvio, che aveva svolto un ruolo importante nel salvarmi la vita facendo pressione perché Putin accettasse di lasciarmi trasferire a Berlino.”

 “Quel paradiso andò in pezzi il 26 aprile 1986, all’una e mezza di notte, quando si verificò un’esplosione nel reattore numero 4 della centrale di Cernobyl. Per il resto del mondo fu un enorme disastro nucleare. Per l’Unione Sovietica, uno dei fattori scatenanti del crollo di un paese già colpito dalla crisi economica del suo socialismo pienamente sviluppato. Per il ramo ucraino della nostra famiglia fu un’immane tragedia che spazzò via la vita di un tempo. Per me rappresentò il primo evento, la prima lezione di vita, che ebbe un impatto formativo sul mio modo di vedere le cose. Le radiazioni potevano essere lontane, ma l’ipocrisia e le bugie inondarono la nazione intera.” 

 “Nel 1986, nessuno pensava che l’Unione Sovietica e il suo enorme apparato per il controllo dei pensieri e delle parole avrebbero presto cessato di esistere. Dunque, se ti ordinavano di piantare patate, lo facevi e basta. Era la cosa più pericolosa e dannosa che potessero inventarsi, ma il suo scopo era evitare di diffondere il panico nella popolazione!”

 “Ricordo come fosse ieri di aver scelto un disco di Adriano Celentano: il pop italiano era diffuso e non vietato.” 

 “La nostalgia dell’Unione Sovietica è un elemento importante della Russia di oggi, e un fattore politico da non sottovalutare.” 

 “Si scoprì che essere poveri era più sopportabile quando lo erano tutti, ma era intollerabile se vedevi il tuo vicino molto più ricco di te.” 

 “E fu su uno dei nostri carri armati della Taman che Eltsin ebbe il suo supremo momento di gloria quando vi si arrampicò per rivolgersi ai propri sostenitori circondato dalle guardie del corpo. Qualcuno lì vicino dispiegò una bandiera, il tricolore della Russia, non la falce e martello sovietiche. La foto di quel momento è la più famosa dell’epoca e ne rende perfettamente legittimo, e il vecchio regime – che comprendeva Gorbacev – non esisteva più.” 

 “In un’epoca di cambiamento, l’indecisione è un peccato capitale.” 

 “Tutti i rancori accumulati negli anni divamparono infatti in conflitti e persino guerre. Scoprimmo da un momento all’altro che armeni e azerbaigiani si odiavano al punto che già stavano combattendo.”

 “Non mi ci volle molto per capire una delle regole più importanti della giurisprudenza: un bravo avvocato non era uno che sapeva tutto, ma uno che sapeva cosa leggere e dove trovarlo.” 

 “Essere un avvocato mi piaceva e mi piace ancora.” 

 “Era il 1996 e avevo trent’anni. Tutto attorno a me c’erano gangster, discoteche e una nuova, interessante vita da vivere. Ero uno studente e adesso possedevo una mia auto. L’unica cosa che avevo perso era l’interesse per la politica. Che mi fu restituito da Vladimir Putin.” 

 “Ho scritto il capitolo precedente in una bellissima casa a Friburgo, in Germania. Questo lo sto scrivendo dal carcere.” 

 “Quando sei in carcere, sapere che la tua famiglia sta bene rappresenta il 99 per cento della tua pace mentale.” 

 “Se i tedeschi decidono per un protocollo, cascasse il mondo ma lo seguono alla lettera.” 

 “Ho già aperto la bocca per dirlo, ma mi fermo appena in tempo, ricordando la regola d’oro di ogni politico sul pianeta Terra: evitare a qualsiasi costo di commentare le faccende di Israele e la situazione in Medio Oriente. Qualsiasi cosa dirai, infatti, scontenterà qualcuno.” 

 “C’era una morale da trarre da questa storia: poche cose meritano l’incenerimento con un lanciafiamme più di un gruppo di avvocati ubriachi consapevole che qualche scappatoia legale permetterà loro di passarla liscia dopo aver fatto i gradassi e aver spadroneggiato sulla gente comune che non conosce la legge ma ha il diritto dalla sua parte.” 

 “Capii subito di non poter credere a una sola parola pronunciata da Putin. Quella nomina, per me, fu lo stimolo a resistere. Non volevo che una persona come lui fosse il leader del mio paese.” 

 “Nei paesi autoritari, la politica è strutturata in modo molto primitivo: o sei favorevole al regime o non lo sei. E tutte le altre opzioni politiche sono state annullate.” 

 “Io sognavo che il nostro sarebbe diventato il partito di maggioranza. Volevo veder apparire un politico che intraprendesse tutti i progetti necessari e interessanti, e collaborasse direttamente con il popolo russo. Se si fosse presentata una persona così, sarei corso a offrirgli la mia collaborazione. Attesi a lungo, poi un giorno capii che quella persona potevo essere io.” 

 “Il mio consiglio a qualsiasi aspirante blogger è: se vuoi che il tuo blog decolli, posta (o pubblica video) di frequente. E poi chiedi alla gente di condividere i tuoi post. Io concludevo ogni post che mi sembrava importante con questa richiesta. Era fondamentale. Anche l’interazione è imprescindibile. Commenta i post dei tuoi amici. Partecipa alle discussioni. Mostra di interessarti alle reazioni e sii sempre pronto a stabilire un dialogo.” 

 “L’anno 2012 segnò l’avvento nella mia vita di uno schema preciso, un inarrestabile circolo vizioso che mi avrebbe accompagnato per molti anni a venire: manifestazione di protesta, arresto, manifestazione di protesta, arresto. Era sgradevole, certo, ma non mi avrebbe fermato.” 

 “A dispetto di tutte queste falsificazioni, avevo guadagnato il secondo posto nella corsa a sindaco della città più grande della Russia. E sapevo per certo che ce n’erano altri come me. Molti altri. Lo sapeva anche il Cremlino. Non mi permise mai più di partecipare a un’elezione.” 

 “Gli unici momenti della vita che contano sono quelli in cui facciamo la cosa giusta, quando non abbassiamo lo sguardo ma alziamo la testa e ci guardiamo negli occhi. Nient’altro conta.” 

 “La mia valvola di sicurezza è Twitter, il mio social media preferito. Lì sopra scrivo un sacco, di qualsiasi argomento: ecco una notizia bomba, ecco cosa ne penso, ecco i ravioli che ho appena mangiato. Con la panna acida.” 

 “Sono un cittadino russo e ho determinati diritti. E non sono disposto a vivere nella paura. Se devo combattere, combatterò, perché so di essere nel giusto, so che loro hanno torto. Perché sono dalla parte del bene e loro da quella del male.” 

 “Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: si, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent’anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici, La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio. E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà.” 

 “La mia storia continuerà, ma qualsiasi cosa dovesse accadere a me, ai miei amici e agli alleati dell’opposizione, la Russia ha ogni possibilità di diventare un paese prospero e democratico. Il destino di questo sinistro regime, che si fonda su menzogna e corruzione, è segnato. I sogni possono diventare realtà. Il futuro è nostro.” 

 “Le ragioni tre e quattro per scrivere questo libro potrebbero suonare eccessivamente drammatiche, e se la faccenda andasse a finire male a questo punto i miei lettori più sensibili potrebbero versare una lacrimuccia. (…) Insomma, ragione tre: se mi dovessero far fuori, il libro sarà il mio lascito. La ragione quattro è di nuovo che, se mi dovessero far fuori, la mia famiglia avrà l’anticipo delle royalty che mi auguro ci saranno. Guardiamoci in faccia: se un oscuro tentato omicidio con un’arma chimica, seguito da un tragico decesso in carcere, non riesce a far vendere un libro, non so propria cosa possa farlo. L’autore del libro è stato assassinato da un malvagio presidente; che cosa potrebbe chiedere di meglio l’ufficio marketing?” 

 “Tutto questo finirà per crollare. Lo Stato di Putin non è sostenibile. Un giorno guarderemo e non ci sarà più. La vittoria è inevitabile. Ma per adesso non dobbiamo arrenderci, e dobbiamo lottare per le nostre convinzioni.”

venerdì 5 giugno 2026

Dunque, la guerra – Bernard-Henry Lévy

“Signora cancelliera, signor presidente. Vent’anni fa abbiamo assistito con entusiasmo all’evento più straordinario della fine del XX secolo: la caduta del Muro di Berlino.”

 “Insomma, cedendo a Vladimir Putin, sacrificandogli i nostri principi, dichiarando forfait prima ancora d’iniziare la partita, non faremmo altro che rafforzare, a Mosca, il nazionalismo più aggressivo.” 

 “L’Ucraina rappresenta, per l’Europa senz’anima di oggi, un’opportunità imperdibile.” 

 “Nell’ordine rigoroso, freddo, della storia delle idee, il putinismo è un duginismo. In altri termini un fascismo.”

 “La difesa dell’Ucraina è, per l’Europa, un problema di sicurezza collettiva. Non è un problema umanitario. Non è nemmeno un problema di solidarietà. In Ucraina si sta giocando, sul serio, la sicurezza collettiva del continente.” 

 “E io passerò due ore, in un ristorante di pesce vicino alla cattedrale di Santa Sofia, con un uomo in T-shirt nera, la voce leggermente rauca, non troppo alto di statura ma pulsante di energia, adrenalinico: Volodymyr Zelensky, l’umorista di cui nessuno, finora, sapeva molto e che, il giorno dopo il voto, ha sbalordito il mondo piazzandosi largamente in testa dopo il primo scrutinio.”

 “Zelensky sarà tagliato per il ruolo? Un Coluche può tramutarsi nel comandante in capo di un esercito in guerra? Sarà qualcosa di più dell’attore di sitcom la cui elezione è parsa, quasi a tutti, un exploit della società dello spettacolo? Vedo che riconosce, in ogni foto, il pezzetto di fronte dov’è stata scattata e, talvolta, l’ufficiale presente.”

 “Putin, al di là degli sproloqui che ha propinato al mondo, ha un obiettivo. Uno solo. Mettere l’Ucraina in ginocchio. E spezzare lo slancio democratico impresso, otto anni fa, dalla massa dei cittadini raccolti a Maidan di Kiev.”

 “Avevamo parlato di Beppe Grillo, quell’altro attore comico fondatore, in Italia, del Movimento 5 Stelle, e il mio paragone con lui gli aveva suscitato orrore.

” “Ho compreso che l’ex clown, l’attore, l’artista della performance del quale avevo creduto di rintracciare la natura profonda nel corso della cena di gala a Kiev, si era trasformato in un comandante di guerra.” 

 “Che gli dei siano con lui: il mondo libero si sta giocando il proprio destino nella battaglia di Kiev; e l’Europa dei principi, che sovente dubita di se stessa, ha scoperto in quest’eroico giovane uomo un nuovo padre fondatore.” 

 “Sospeso sul bottone nucleare, c’è ora un dito ossuto, duro, risoluto, che è il dito dell’odio, non solo per l’Europa, ma per il mondo.”

 “E’ la speranza di Putin. Me lo immagino, nella calma fredda della sua dacia, intento a sgranare i giorni e a misurare, con la precisione maniacale del kaghebista, il tempo necessario a un’opinione pubblica sovraccarica di immagini per abituarsi alla sofferenza di uomini che combattono, di vecchi violentati e di bambini tremanti” 

 “Da Teheran alla Cina che punta Taiwan, dai mercati dell’ex impero ottomano a quelli di un califfato che non vede l’ora di rinascere, tutti stanno osservando lo spettacolo.” 

 “Non conosco personalmente la signora Meloni. Ma mi è capitato d’incontrare Silvio Berlusconi. E con Matteo Salvini ho discusso, due anni fa, su una rete televisiva italiana. Mi aspettavo un Matamoro, ho trovato uno Scaramouche. Mi era stato annunciato un condottiero, ho trovato un incrocio tra il proprietario di casinò del film di Scorsese e un boss manovale del clan Corleone.”

 “Con Marc Roussel, li abbiamo visti soffrire a Kiev, tremare a Odessa, arretrare a Kherson. Subire, a Huliaipole, bombardamenti da fine del mondo. E ora li ritroviamo mentre lanciano una delle controffensive più stupefacenti, più audaci e più tatticamente riuscite della storia militare recente… Fa davvero molta impressione.” 

 “E’ dal primo giorno che vado ripetendo la stessa cosa. Esiste un’unica soluzione politica: la vittoria militare dell’Ucraina. Che ci sarà. Con, a seguire, la capitolazione militare di Putin e un rovesciamento politico nella guida della Russia. Non può andare altrimenti.”