venerdì 25 settembre 2026

Le schegge – Bret Easton Ellis

“Molti anni fa mi resi conto che un libro, un romanzo, è un sogno che chiede di essere scritto nello stesso modo in cui ci s’innamora di qualcuno: il sogno diventa irresistibile, non c’è niente che tu possa fare, e infine cedi e soccombi anche se il tuo istinto ti dice di battertela a gambe perché potrebbe trattarsi, dopotutto, di un gioco pericoloso – in cui qualcuno probabilmente si farà male.” 

 “Eravamo adolescenti, bambini superficialmente sofisticati, che non sapevano davvero nulla di come funzionava il mondo – lo stavamo sperimentando, immagino, ma senza avere cognizione.” 

 “Ma non ce ne fregava niente: eravamo fatti e giovani ed era una tiepida sera di primavera e stavamo entrando nel mondo degli adulti.” 

 “Sperimentavamo con la nuova libertà che si era spalancata di fronte a noi, attivando qualcosa all’interno del nostro gruppo ora che volevamo diventare in fretta adulti e lasciarci alle spalle quello che ormai ci appariva come il soffocante mondo dell’infanzia. Time for me to fly…” 

 “Non c’era alcun dubbio sul fatto che i miei genitori mi volessero bene, e se costretto avrei ammesso che anch’io gli volevo bene, ma stavo diventando un adulto autonomo e avevo capito che non avevo più bisogno di loro come un tempo.” 

 “La ragione fondamentale del concretizzarsi di quel weekend fu, me ne rendo conto ora, il sesso, e la speranza legata al sesso. Aveva a che fare col desiderio nella sua forma più elementare, una purezza che non avrei sperimentato mai più.” 

 “Nel 1981 Thom poteva semplicemente imbarcare la valigia e andare al gate dopo che l’avessi lasciato sul marciapiede del Lax, semideserto a mezzogiorno, pochi minuti prima che l’aereo decollasse – non c’erano controlli, allora in un aeroporto potevi andare dove ti pareva, i voli spesso erano pieni a metà e tutti erano vestiti bene.” 

 “Ma del resto, pensai, mentre la paura iniziava a sovrastare la tristezza, chi mai si meritava qualcosa? Ci capita quel che ci capita.” 

 “Il Valium non stava facendo effetto e sottili filamenti d’ansia si stavano dipanando nell’aria attorno a me, come tentacoli che strisciassero attraverso la tovaglia sul tavolo del la Scala, avvolgendomi le braccia, il petto, il collo.” 

 “Io ero fortunato. Ero dei Pesci. Ero del segno zodiacale dei due pesci che nuotano in direzioni opposte – un sognatore, incessantemente impegnato a risalire la corrente, non del tutto razionale, incline alle teorie, ma pronto a perseguire ciecamente qualsiasi cosa volesse, un romantico, un individualista che non sentiva la necessità di uniformarsi alla massa.”

domenica 20 settembre 2026

Storie di sangue, amici e fantasmi – Pietro Grasso

“Il dominio del territorio è una caratteristica fondamentale di tutte le mafie. Esso si fonda su diversi elementi, il primo dei quali è il riconoscimento sociale, il consenso.” 

 “Persone che rientravano a casa la sera dalle loro famiglie, che facevano i compiti con i figli e programmavano le vacanze con gli amici, e che da un giorno all’altro sono mancate per sempre, lasciando, appunto, sedie vuote a tavola, a pranzo e cena, nelle occasioni di festa e in quelle tristi.” 

 “Ma soprattutto avrei voluto dirti a voce: Giovanni, abbiamo preso Provenzano; la Cupola che ha deciso il tuo assassinio e quello di altre centinaia di persone è tutta dentro.” 

 “Quando ripenso a Piersanti Mattarella mi rivedo giovane magistrato con un cappotto color cammello, mai più indossato dopo quel giorno, intento a ispezionare l’automobile crivellata di colpi, in quella fatale Epifania di sangue del 1980.” 

 “Il Maxiprocesso è l’evento che più di ogni altro ha segnato la mia vita professionale, familiare e personale. Ma è stato uno spartiacque anche nella storia d’Italia, una storia che talora coincide o si scontra, diverge o trova punti di contatto con la storia della mafia, con i suoi legami politico-economici, con il suo camuffamento o stravolgimento di valori, troppo spesso rivelatisi contagiosi e capaci di provocare l’imbarbarimento etico della società e della vita pubblica.” 

 “Per tutto quel periodo non ci furono giorni festivi, parole come relax, tempo libero, sport, fine settimana furono bandite dal mio vocabolario e dai miei pensieri. Uscivo da casa solo per andare nell’aula bunker a consultare atti o a far trascrivere i miei scritti al computer. Dopo nove mesi, il 30 settembre 1988, riuscii a depositare la motivazione, circa settemila pagine, della sentenza.” 

 “La storia della mafia, e quindi anche quella di Provenzano, è una storia – in ultima analisi – di soldi.” 

 “Non tutto può essere delegato alla magistratura o alle forze dell’ordine. C’è un confine della legalità che si misura sul piano individuale, e ognuno deve decidere da che parte stare.” 

 “Nei quartieri di Palermo, la scelta di vivere da cittadini consapevoli e responsabili è la scelta coraggiosa di confrontarsi con la visibilità del Male, con la sua terribile concretezza, con la sua percepibile potenza. E’ la scelta di chi – sia esso sacerdote, magistrato, avvocato, commerciante o semplice cittadino – sa che prima o poi sarà chiamato a scegliere se schierarsi con gli assassini, con i loro complici e i loro protettori; o, piuttosto, con gli onesti, con le vittime, con gli inermi e gli indifesi.”

“Continueremo a credere in quel sogno. Continueremo a fare tutto il possibile perché si avveri. Potremo dirci soddisfatti solo quando, e succederà, la mafia avrà una fine.”