domenica 15 febbraio 2026

La linea d’ombra – Joseph Conrad

“Solo i giovani hanno di questi momenti. Non intendo i giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni in un ininterrotto flusso di speranza che non conosce pause né introspezione.” 

 “Sì. Andiamo avanti. E anche il tempo va avanti – fino a quando distinguiamo di fronte a noi una linea d’ombra che ci avvisa che bisogna lasciarsi alle spalle anche la regione della prima giovinezza.” 

 “Era uno di quei momenti, capite? Era sceso su di me il pallido malessere della tarda giovinezza e mi aveva trascinato via.” 

 “Tutta la vicenda rafforzava quell’oscuro sentimento della vita come spreco di giorni, che, senza quasi che me ne rendessi conto, mi aveva portato ad abbandonar la mia comoda cuccetta, ad allontanarmi da uomini che apprezzavo, per cercare scampo alla minaccia del vuoto… e per poi trovare, alla prima svolta, la futilità.” 

 “La natura umana, temo, non è così bella, se guardata in profondità. Ha in sé orrende macchie.” 

 “C’è qualcosa di commovente in una nave che arriva in porto dal mare e ripiega le sue ali bianche per riposare.” 

 “Il favore dei grandi getta un’aureola intorno al fortunato oggetto della loro predilezione.” 

 “Una nave! La mia nave! Era mia, era più assolutamente mia, per come l’avrei avuta in mio possesso e sotto le mie cure, di qualsiasi altra cosa al mondo; oggetto di responsabilità e di devozione.” 

 “Scoprii quanto io fossi un marinaio nel cuore, nella testa e, per così dire, nella carne – un uomo che era soltanto del mare e delle navi; il mare l’unico mondo che contava, e le navi la prova della virilità, del temperamento, del coraggio e della fedeltà – e dell’amore.” 

 “La strada sarebbe stata lunga. Tutte le strade che conducono a quello che il cuore desidera sono lunghe.” 

 “Si è uomini di mare o non lo si è. E io non dubitavo di esserlo.” 

 “Una mattina presto superammo la barra di foce, e mentre il sole si stava levando maestosamente sui terreni piatti della costa, risalimmo le innumerevoli anse del fiume, passammo sotto l’ombra della grande pagoda dorata e raggiungemmo i sobborghi della città. Eccola lì, ampiamente sparpagliata su entrambe le rive del fiume, la capitale d’Oriente che non era ancora stata conquistata dai bianchi; una distesa di case scure di bambù, di stuoie, di foglie, di un’architettura di materiali vegetali, che sorgevano dal suolo scuro sulle rive del fiume fangoso.” 

“Anche tu! – sembrava dire – anche tu proverai il gusto di quella pace e di quell’irrequietezza in un’inquisitoria intimità con te stesso – oscuro come lo fummo noi, e come noi sovrano di fronte a tutti i venti e a tutti i mari, in un’immensità che non trattiene tracce, che non conserva memorie, e che non tiene il conto delle vite degli uomini.” 

 “Mi appoggiai alla battagliola e mi misi in ascolto delle ombre della notte. Neppure un suono. La mia nave avrebbe potuto essere un pianeta che volva vertiginosamente lungo la sua orbita predeterminata in uno spazio d’infinito silenzio.” 

 “L’intensa solitudine del mare agiva come un veleno sul mio cervello.” 

 “Mi sembra che tutta la mia vita prima di quel giorno fatidico sia infinitamente remota, il ricordo sbiadito di una giovinezza spensierata, qualcosa che sta al di là di una zona d’ombra.” 

 “La brezza spazzava via la fuliggine del cielo, irrompendo sull’indolente silenzio del mare.” 
 “Si era destato in lui il marinaio di lungo corso. Non aveva bisogno di istruzioni. Sapeva cosa doveva fare. Ogni sforzo, ogni movimento, era un atto di concreto eroismo. Non era cosa per me tenere gli occhi su un uomo così ispirato.” 


martedì 10 febbraio 2026

È andata bene, ragazzino – Anthony Hopkins

“Una grigia domenica mattina del 1941, tra le dune di sabbia della spiaggia di Aberavon, un amico di mio padre, Cliff Mathers, mi diede una pastiglia per la tosse. In quel periodo, gli anni della guerra, di caramello o dolci ne vedevamo pochi, se non nessuno. Vigeva il razionamento.” 

 “Ora, a ottantasette, a volte i miei occhi cadono su quella foto e mi viene voglia di dire a quel bimbo smarrito: È andata bene, ragazzino.” 

 “Quella strana sensazione di smarrimento, di non essere in grado di farcela, me la sono portata dentro per tutti gli anni della mia lunga vita.” 

 “Il mio posto preferito era la biblioteca pubblica.” 

 “Quando però l’attrice che aveva interpretato Calpurnia uscì in fretta dalla porta degli artisti e mio padre le porse il mio taccuino, chiedendole se per favore poteva firmare un autografo per il ragazzo, lei lo scacciò come un insetto. Sembra una sciocchezza, ma quel gesto mi rimase impresso.” 

 “Una volta che te ne vai da casa, non puoi più tornare indietro, disse. Ormai vai per la tua strada. Sei nel grande mondo affamato: o nuoti o vai a fondo. Tienilo sempre in mente, figliolo, qualunque cosa tu voglia in questa vita, e cerca di dare il massimo. E se alla fine non funziona, pace: vuol dire che non doveva andare. L’unica cosa in cui non puoi sbagliare è la morte.” 

 “Feci un respiro profondo, mi rilassai, e qualcosa scattò nella mia mente. Due parti di me si fusero. L’ansia che mi aveva attanagliato fino a pochi minuti prima si rivelò un’esperienza universale. Tutti provavano un senso di ansia e di vuoto. Anche Iago. Ecco perché agiva in quel modo. Il comportamento umano trascendeva il bene e il male. Nulla era bianco o nero.” 

 “Su quel palco, per la prima nella mia vita, seppi improvvisamente come interpretare un cattivo diabolico. Questo, pensai, è ciò che terrorizza davvero. Non il delirio, la la presentazione di un piano con una logica incalzante, così da portare ogni spettatore, uno per uno, a essere un tuo confidente, condividendo con lui, frase per frase, la tua logica perfettamente razionale per creare terrore.” 

 “Mentre ripeti le loro parole più volte, queste affondano in te e diventano parte del tuo inconscio. Imparare le battute richiede lavoro, ma anche magia.” 

 “E il bere era una delle cose che mi rendevano più facile stare per conto mio. L’alcol stava iniziando a prendere il controllo della mia vita, e non avevo nulla da obiettare. Mi aiutava a calarmi nel ruolo di solitario che stavo interpretando.” 

 “Familiarizzare con un copione era come raccogliere pietre da una strada, studiarle e poi riposizionare ciascuna nel punto corretto. Solo allora potevo guardare la strada e conoscere ogni centimetro che mi aspettava. Solo allora potevo percorrere quella strada con qualsiasi tempo, anche a occhi chiusi.” 

 “Notte dopo notte, lessi e rilessi il copione fino a sapere ogni sillaba. Una volta che l’hai imparato, non ti ferma più nessuno. Le parole sono la benzina che metti nel serbatoio, che si tratti di Shakespeare, Sean O’Casey o Tennessee Williams. Mettila nel tuo motore, e potrai andare ovunque. È questo il potere della parola. Ed è allora che puoi divertirti.” 

 “Era ora di svegliarsi e vivere. Dopo pranzo, tornai alle prove. Finalmente avevo trovato una risposta ai miei problemi: non arrendersi mai. Non mollare mai. Il fallimento era inevitabile, ma lo era anche il successo. La morte era inevitabile, ma lo era anche la vita.” 

 “I miei ricordi di quel periodo sono confusi. Negli anni in cui bevevo, avevo causato molto dolore. Non avevo mai pensato di essere un alcolizzato. Raramente un forte bevitore se ne rende conto senza un intervento di qualche tipo, e anche allora ci vuole un po’ di tempo perché quella consapevolezza venga metabolizzata. la negazione è il killer più pericoloso.” 

 “Non sono affari miei ciò che la gente dice o pensa di me. Io sono ciò che sono e faccio ciò che faccio per pura gioia e libertà. Perché lo amo. È tutto un gioco, un gioco meraviglioso, la danza della vita sulla vita stessa. Non c’è nulla da dimostrare. Non c’è nulla da vincere, nulla da perdere. Nessun affanno, nessun problema insormontabile.” 

 “Osservare un grande regista al lavoro rimane, per me, uno dei più incredibili spettacoli di magia che si possano immaginare.”

 “Camminate per la strada, qualsiasi strada, di qualsiasi città, e rendetevi conto di quanto è dura la vita. Guardate le persone che arrancano tutti i giorni cercando di sopravvivere.” 

 “Adesso il mio ruolo è questo: sedermi accanto al fuoco e ricordare.” 

 “I giovani vivono nel momento. Si innamorano, si divertono. La vita per loro è una festa. Ma per tutti noi c’è una figura oscura in attesa all’orizzonte. Sono arrivato a un’età in cui la vedo in modo più chiaro. In un sogno ricorrente, questa figura lontana si rivela essere mio padre, che aspetta di guidarmi sulla lunga strada grigia attraverso le brughiere della mia infanzia.” 

 “A mio nonno dissi che volevo fare il vagabondo. Ha funzionato così, immagino, ed è stata una vita piuttosto bella. Nessun lamento, mi dico. Continua a dare calci alla vecchia lattina. Sii audace, e le forze necessarie verranno in tuo aiuto. La vita è in corso.”