lunedì 10 agosto 2026

Un amore senza fine – Scott Spencer

“Quando avevo diciassette anni e obbedivo soltanto ai perentori comandi del cuore, ho abbandonato il sentiero della vita normale e nell’arco di un attimo ho distrutto tutto ciò che amavo – che amavo con tutto me stesso, e quando l’amore si è spezzato, quando il corpo immateriale dell’amore si è ritratto atterrito e il mio lo hanno rinchiuso, è stato difficile per gli altri credere che una vita tanto giovane potesse soffrire così, senza appello.” 

 “L’amore aveva preso una piega sbagliata precipitandomi nel caos.” 

 “Le persone e la loro vita. Le persone e l’immagine che hanno di sé. Era incredibile e il pensarci mi dava un senso di nausea. Come trovare posto tra la gente e come imparare a desiderare di trovarne uno? Non avevo niente da dire a nessuno, tutto quello che mi interessava non riguardava che me.” 

 “Fin dal primo momento avevo capito di amarla e che non avrei mai rinunciato a quell’amore né ci avrei mai provato o avrei mai voluto rinunciarci.” 

 “Jade, le nostre lettere erano lì, piegate e chiuse in una lunga busta marrone. La tua calligrafia era accanto alla mia e io le tenevo entrambe, tenevo le parole che avevamo scritto.” 

 “Eravate l’inaspettata incarnazione di fantasticherie romantiche che avevamo quasi dimenticato.” 

 “Ciechi di fronte al futuro. Restiamo a stento aggrappati alle nostre strane versioni del passato. Vediamo soltanto una piccola parte di ciò che ci aspetta. Non sappiamo quasi nulla e il solo modo per sopportarlo è non darci peso. Io ci do peso e infatti non lo sopporto.” 

 “Non penso mai alla vita che mi perderò una volta morto o a quello che mi sono perso prima di nascere. Sono i momenti che ho trascorso come un morto in questa vita, la sola che ho, a farmi strappare i capelli.” 

 “Vivevamo nel nostro mondo. Convinti che i nostri sentimenti ci separassero da tutto il resto. Potevamo soltanto stare insieme perché nient’altro ci sembrava reale.” 

 “La nostra paura era il terrore che si prova nel momento in cui le possibilità che la vita ti offre cominciano ad accordarsi con l’intera gamma dei tuoi desideri.” 

 “Immagino farai una faccia strana, ma ho imparato varie tecniche di meditazione. Keith le ha a sua volta imparate da un tipo con cui lavora e condividiamo tutti lo stesso mantra, le stesse parole che devi dire tra te all’inizio della meditazione, E’ incredibile ma quei quindici o venti minuti che passi seduta a respirare ti rimettono al mondo.” 

 “Ci sono delle finestre nel muro che separa la vita dalla morte e quando si sbircia all’interno di uno di quegli affacci si cambia.” 

 “Sono fuggito – o forse sono stato espulso – dall’eternità e sono tornato nel tempo. Ma ne esco fuori ancora una volta per cantare quest’aria, questa confessione, questo testamento senza fine. Le mie braccia sono spalancate non per accogliere te ma il mondo, il mistero in cui siamo imprigionati. Non c’è orchestra, non c’è pubblico; è un teatro vuoto nel mezzo della notte e tutti gli orologi del mondo ticchettano. E per l’ultima volta ti vedo, Jade, non mi importa e neanche mi chiedo se sia pazzia: vedo il tuo volto, vedo te, te; ti vedo, in ogni ordine di posti.”

mercoledì 5 agosto 2026

Lolita – Vladimir Nabokov

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.” 

 “I noi lo spirito e la carne si erano fusi con una perfezione che deve risultare incomprensibile ai rozzi, prosaici giovanotti di oggi, coi loro cervelli fatti in serie.” 

 “I giorni della mia giovinezza, mentre mi volto a guardarli, sembrano volar via da me in un turbinio di pallidi, ripetitivi brandelli, come quelle tormente mattutine di quadratini di carta usata che il viaggiatore vede turbinare nella scia del vagone belvedere.” 

 “Adesso voglio esporre il seguente concetto. Accade a volte che talune fanciulle, comprese tra i confini dei nove e quattordici anni, rivelino a certi ammaliati viaggiatori – i quali hanno due volte, o molte volte, la loro età – la propria vera natura, che non è umana, ma di ninfa (e cioè demoniaca); e intendo designare queste elette creature con il nome di ninfette.” 

 “Bisogna essere artisti e pazzi, creature di infinita melanconia, con una bolla di veleno ardente nei lombi e una fiamma ipervoluttuosa perennemente accesa nella sensitiva spina dorsale (oh, quanto bisogna dissimulare e farsi piccoli!) per discernere a prima vista, grazie a segnali ineffabili – il profilo impercettibilmente felino di uno zigomo, la snellezza di una gamba appena velata di lanugine, e altri indizi che la disperazione e la vergogna e le lacrime di tenerezza mi vietano di enumerare – il micidiale diavoletto tra le brave bambine; e lei, non ravvisata dalle sue compagne, posa tra loro a sua volta ignara del proprio fantastico potere.” 

 “…poco tempo dopo, per salvaguardare me stesso, decisi di sposarmi. Mi venne in mente che gli orari regolari, i pranzi casalinghi, tutte le convenzioni del matrimonio, la profilattica routine della camera da letto e, chissà, l’eventuale fioritura di certi valori morali, di certi surrogati spirituali, avrebbero potuto aiutarmi, se non a purificarmi dalle mie voglie degradanti e rischiose, almeno a tenerle pacificamente a bada.” 

 “…e poi, senza il minimo preavviso, un’azzurra onda marina si gonfiò sotto il mio cuore, e su una stuoia immersa in una polla di sole, seminuda, sdraiata, e poi in ginocchio, e poi voltata sulle ginocchia, ecco la mia innamorata della Costa Azzurra che mi squadrava al di sopra degli occhiali scuri.” 

 “Nessun uomo può compiere il delitto perfetto, ma il caso si.” 

 “Oh, lasciate che faccia un pò il sentimentale, per una volta! Sono così stanco di fare il cinico!” 

 “Io fumo, invece, e, come diceva il caro dottor Pierce, non ne vado fiera, ma ne vado matta!” 

 “Permettendo a Lolita di studiare recitazione avevo tollerato, da innamorato inebetito qual ero, che coltivasse l’inganno.” 

 “Un cambiamento d’ambiente è la tradizionale premessa fallace in cui ripongono le loro speranze gli amori e i polmoni condannati.” 

 “Le inclinazioni artistiche non sono caratteri sessuali secondari, come sostengono certi sciamani e scimuniti; è il contrario: il sesso è soltanto l’ancella dell’arte.” 

 “Non potevo uccidere lei, naturalmente, come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.” 

 “Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l’eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo con grida così forti; un’eco sull’orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche.” 

 “Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t’aimais, je t’aimais! E c’erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l’inferno, piccola mia. bambina Lolita, coraggiosa Dolly Schiller.”