giovedì 15 ottobre 2026

Come la penso – Andrea Camilleri

“Eva, quando prese la mela dall’albero e la offrì a Adamo, fece cultura.” 

 “Beato te! – mi dice alla fine dell’incontro un ragazzo di terza liceo. – Che non hai dovuto sostenere l’esame di maturità! – Infatti, nel 1943, con lo sbarco degli alleati in Sicilia imminente, venimmo promossi o bocciati a scrutinio. Ma l’esame di maturità lo facemmo lo stesso, sotto le bombe e i mitragliamenti, in mezzo ai morti e alle distruzioni. Fu un’esame durissimo che davvero ci maturò, ci fece diventare uomini.” 

 “Ci rialzammo, gli dissi qualcosa in dialetto. Non capì. Io non parlo inglese, ma qualche parola la capisco. Mi spiegò che era un fotografo di guerra. Mi scrisse su un pezzetto di carta il suo nome: Robert Capa. Per me, allora, un perfetto sconosciuto. Ci salutammo. Ripresi la bicicletta, tanto la strada ora era tutta in discesa.” 

 “Gli anni Settanta si portarono appresso il divieto di fumo in sala. Sono sempre stato un fumatore anomalo: se qualcosa mi appassiona, sono capace di stare per ore senza toccare il tabacco. Non ne sento neppure il bisogno. Allora trovai una soluzione per risolvere il problema: se il film mi coinvolgeva, era tutto a posto. Se mi annoiava, uscivo a fumare. Elementare, Watson!” 

 “Ma il cinema è sempre stato in condizione di minacciare il potere: fin dal 1895, dai tempi de L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei fratelli Lumière. E’ un’arte che fa meditare. Anche inconsapevolmente rappresenta uno straordinario diffusore di idee e rimane – oggi più che mai – una miccia, l’innesco di un’esplosione.” 

 “Una leggenda non certo aurea, ma fortemente radicata e avvalorata fino ai nostri giorni da autorevolissime firme letterarie, narra di una Sicilia irredimibile, isola immota nei secoli, rassegnata al suo destino di figlia di un dio minore e dove ogni tanto si finge di cambiar qualcosa affinché tutto resti come prima. Vedi I Vicerè di Federico De Roberto e, soprattutto, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.” 

 “Quando vengo definito uno scrittore siciliano, mi affretto a correggere dicendo di essere uno scrittore italiano nato in Sicilia. E tutta la mia narrativa in quella terra s’ambienta, da quella terra trae senso e riflessione.” 

 “Perché, in definitiva, cos’è un’indagine se non la ricerca di una possibile verità con la messa in azione delle conoscenze che il detective possiede e della sua capacità d’interrelazionare elementi in apparenza diversi o addirittura contraddittori?” 

 “Perché, dice, è attraverso il dominio del cielo che i sogni degli uomini potranno realizzarsi. E tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle il significato dato al dominio del cielo da parte degli uomini: intere città rase al suolo, sino a quell’atroce punto fermo che è anche un terribile punto interrogativo, come scrisse Sergio Solmi, piovuto dal cielo su Hiroshima.” 

 “Non c’è un romanzo giallo pubblicato in Germania con Hitler, in Urss con Stalin, in Cina con Mao e nemmeno con Franco in Spagna, che io sappia. La verità è che il giallo nasce, fiorisce e si sviluppa non nelle società capitalistiche ma nelle società libere.” 

 “…il tentativo di distruzione dell’uomo attraverso la distruzione del suo sistema psicologico, del suo sistema nervoso, che gli sottrae progressivamente la certezza non solo della sua esistenza ma anche di quella degli affetti a lui più cari. Questa sperimentazione in atto a Gaza non è nient’altro che la possibilità della mutazione psicologica dell’individuo che subisce tale perversione.” 

 “Qualunque mezzo purché non si pensi. Perché il pensiero, la cultura, l’arte contengono quella parte di verità che può essere rivoluzionaria e la parola rivoluzione non è mai piaciuta a chi detiene il potere.” 

 “Come scrittore, sono stellarmente lontano da lui. Eppure quando sento di avere le batterie mentali scariche, ricorro all’elettrauto Sciascia. Mi basta leggere una sua pagina qualsiasi per tornare a sentirmi vivo.” 

 “Nella mia vita ci sono stati due libri che hanno formato non come scrittore, ma come persona. Il primo, in ordine di tempo, era stato, ancora negli anni del fascismo, La condizione umana di Malraux; il secondo indubbiamente fu Il mondo è una prigione.” 

 “All’italiano del fascismo piacevano parecchie cose tra le quali l’autoritarismo, il decisionismo, il me ne frego, il machismo e soprattutto piacque l’imposizione della divisa che permetteva una sorta di livellamento tra le classi.” 

 “Il Palio di Siena con le sue rivalità tra contrade, che arrivano a un fanatismo sconosciuto perfino ai tifosi della curva sud, è lo specchio del forte legame che unisce l’italiano al suo habitat.” 

 “Ecco, gli italiani non hanno il senso della Storia, ma della Storiella.” 

 “L’unica storia che l’italiano conosce veramente, e a fondo, è quella del gioco del calcio.” 

 “Per la Storia invece è un’altra storia. Perché la Storia comporta l’uso critico della memoria e gli italiani essenzialmente tendono a essere smemorati o ad avere la memoria corta. Se la Storia è veramente magistra vitae, gli italiani non hanno mai frequentato quella scuola.” 

 “L’italiano “corre sempre in soccorso del vincitore”, diceva Ennio Flaiano. Ma questo non è esatto, l’italiano non corre in soccorso di un vincitore chicchessia, sceglie accuratamente su quale carro trionfale saltare all’ultimo minuto. E la scelta è dettata quasi sempre da una precisa domanda: che cosa me ne viene in tasca? Insomma, nella decisione dell’accodarsi prevale sempre il particulare.” 

 “All’italiano non importa capire a fondo il senso di ciò che gli viene detto da un balcone, da un palco, gli basta restare incantato dal suono delle parole.” 

 “Nella biblioteca di un mio bisnonno, vissuto nel più profondo Sud borbonico, c’erano La Divina Commedia, l’Orlando furioso e I Promessi Sposi tutti in edizione preunitaria. E’ stata quella lingua a farlo sentire italiano prima assai di poterlo diventare a tutti gli effetti.” 

 “La Storia è un pesante fardello, diceva Hegel. E’ uno zaino che ci portiamo sulle spalle e dentro il quale c’è di tutto, ma sarebbe un grave errore buttar via quello che oggi ci appare sorpassato o superfluo. Tutto serve a far peso. Peso che incide meglio la nostra orma sulla sabbia del tempo.” 

 “…i mezzi di comunicazione di massa, da fabbriche di consenso, si sono tramutati, riuscendoci, in convertitori di fede, in fabbriche del credere.” Annunci

sabato 10 ottobre 2026

Elon Musk – Walter Isaacson

“Da bambino, crescendo in Sudafrica, Elon Musk conobbe la sofferenza e imparò a superarla.” 

 “Le ferite fisiche, però, non furono niente in confronto a quelle psicologiche infertegli dal padre, Errol Musk, un ingegnere visionario dalla forte personalità e dai comportamenti discutibili che ancora oggi è fonte di tormento per Elon.” 

 “Mentre altri imprenditori hanno maturato a poco a poco una visione del mondo, lui ha maturato una visione del cosmo.” 

 “E quindi l’interrogativo, nel caso di Musk, è: se avesse avuto un carattere più tranquillo, sarebbe stato ugualmente l’uomo che ci avrebbe proiettato verso Marte e un futuro di auto elettriche?” 

 “Nel corso degli anni, ogniqualvolta si era trovato in situazioni senza apparente sbocco o si era sentito minacciato, aveva rivissuto l’orrore del parco giochi e dei suoi bulli. Ora il parco giochi aveva la possibilità di comprarselo.” 

 “Non è dotato di empatia. O, per dirla in termini meno tecnici, è uno stronzo.” 

 “La lettura è sempre stata il rifugio psicologico di Musk. A volte si immergeva nei libri tutto il pomeriggio e per gran parte della sera, fino a nove ore di fila. Se la famiglia andava a trovare gli amici, lui scompariva nella biblioteca dei padroni di casa. Quando si recavano in città, Elon se ne andava per i fatti suoi e in seguito lo trovavano seduto sul pavimento di una libreria, profondamente immerso nel suo mondo. Era anche molto appassionato di fumetti.” 

 “Il libro di fantascienza che più ha influenzato gli anni della crisi adolescenziale di Musk è Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams.” 

 “La X sarebbe diventata la sua lettera di riferimento quando si trattava di battezzare le cose, fossero aziende o figli.” 

 “Sarebbe diventato uno dei leitmotiv della sua vita, non ritirare mai le fiches dal tavolo e continuare a giocarsela.” 

 “Nel maggio 2002 rilevò la Space Exploration Technologies. All’inizio la chiamò SET, ma dopo pochi mesi passò a un nome più facilmente memorizzabile, dando risalto alla sua lettera preferita: SpaceX.” 

 “Se non sei disposto a investire in un’azienda, pensava, non meriti la qualifica di suo fondatore.” 

“La sua attenzione per i costi, così come la sua naturale ossessione per il controllo, lo spingeva a voler produrre il maggior numero possibile di componenti per conto proprio, invece di acquistarli dai fornitori secondo la normale prassi delle industrie missilistiche.” 

 “Musk adottava un approccio iterativo alla progettazione. Razzi e motori raggiungevano in fretta lo stadio di prototipo, venivano provati, esplodevano, i progetti venivano rivisti e poi provati di nuovo, finché non funzionavano. Fai in fretta, fai esplodere tutto, ricomincia.” 

 “Nacque così uno schema: provare idee nuove e non aver paura di far esplodere qualcosa.” 

 “Siccome l’auto avrebbe dovuto montare un motore cosiddetto a induzione, gli venne in mente di chiamarla come il suo inventore, Nikola Tesla. Il giorno dopo prese un caffè con Tarpenning e gli chiese cosa ne pensasse. Tarpenning tirò fuori il portatile, andò online e registrò subito il nome. Nel luglio 2003 costituirono la società.”

 “Musk ha una regola sulle responsabilità: ogni componente, ogni processo e ogni voce di spesa devono essere associati a un nome. Così può attribuire le colpe in fretta quando qualcosa va storto.” 

“Alla fine del 2008, la Tesla era quasi morta. Adesso, appena diciotto mesi dopo, era diventata la nuova azienda più in voga d’America.”

 “Durante una cena per pochi intimi a Palo Alto, Altman e Musk decisero di fondare insieme un laboratorio di ricerca non profit sull’intelligenza artificiale, che chiamarono OpenAI.” 

“Il cameratismo è pericoloso. Rende più difficile che le persone mettano in dubbio il lavoro le une delle altre.” 

 “Non chiedete mai alle vostre truppe di fare qualcosa che non siete disposti a fare voi stessi.” 

 “Lui e gli altri dirigenti telefonarono alle sei aziende più importanti che si occupavano di pressofusione. Cinque liquidarono l’idea. La Idra Press invece, un’azienda italiana specializzata in macchine per la pressofusione ad alta pressione, accettò la sfida di costruirne una abbastanza grossa da realizzare l’intero sottoscocca, anteriore e posteriore, della Model Y. “ 

 “Con la gente reagisco in modo un po’ duro, perlopiù a ragione, ma cerco di non farlo come se parlassi ad personam. Critico l’azione, non l’individuo. Tutti commettiamo errori. La cosa importante è se una persona riceve il giusto feedback, accetta le critiche e riesce a migliorarsi. Alla fisica non importa dei tuoi sentimenti, o se ci rimani male. Le importa che tu quel razzo lo costruisca come si deve.” 

 “Se ho offeso qualcuno, voglio dirgli che ho reinventato le auto elettriche e manderò la gente su Marte con un razzo. Secondo voi dovevo essere anche una persona normale, un tipo tranquillo?” 

 “All’inizio del 2021, alle riunioni dei dirigenti, incominciò a dire che Tesla avrebbe dovuto pensare seriamente a costruire un robot, e a un certo punto mostrò un video di quelli, impressionanti, che stava progettando la Boston Dynamics. Ci piaccia o no, i robot umanoidi prima o poi ci saranno, e dovremmo fabbricarli noi per indirizzarli nella direzione giusta.” 

 “Optimus, disse, avrebbe imparato a eseguire compiti senza bisogno di istruzioni riga per riga. Come un essere umano, avrebbe appreso tramite la semplice osservazione. Questo, concluse, avrebbe rivoluzionato non solo l’economia, ma anche il modo di vivere dell’umanità.” 

 “Ma nell’ottobre del 2021 Tesla diventò la sesta azienda nella storia degli Stati Uniti a valere più di 1000 miliardi di dollari.” 

 “Ma quest’anno ho scoperto anche un’altra cosa, e cioè che lottare per la sopravvivenza ti fa andare avanti e avanti e avanti. Quando non si è più in modalità lotta-o-muori, non è tanto facile sentirsi motivati ogni giorno.” 

 “Il panico da coronavirus è stupido – twittò Musk. Era il 6 marzo 2020, e il Covid aveva appena fatto chiudere la sua nuova fabbrica di Shangai e cominciato a diffondersi negli Stati Uniti.” 

 “Musk si lasciò andare a una risata amara quando sentì l’espressione “sicurezza psicologica”. Lo inorridiva. La considerava nemica dell’urgenza, del progresso, della velocità orbitale. La sua parola preferita era “intransigente”. 

Il disagio, secondo lui, era una buona cosa. Era un’arma contro il flagello dell’autocompiacimento. Le vacanze, annusare i fuori, l’equilibrio vita-lavoro e i giorni di “riposto mentale” non facevano per lui. Let that sink in, fatevene una ragione.” 

 “A volte i grandi innovatori sono uomini infantili e temerari, come bambini che si rifiutano di fare la popò nel vasino. Sono spesso sconsiderati, tendono a mettere in imbarazzo gli altri e in certi casi risultano perfino deleteri. Sovente sono anche pazzi. Così pazzi da pensare di poter cambiare il mondo.”