“Le ferite fisiche, però, non furono niente in confronto a quelle psicologiche infertegli dal padre, Errol Musk, un ingegnere visionario dalla forte personalità e dai comportamenti discutibili che ancora oggi è fonte di tormento per Elon.”
“Mentre altri imprenditori hanno maturato a poco a poco una visione del mondo, lui ha maturato una visione del cosmo.”
“E quindi l’interrogativo, nel caso di Musk, è: se avesse avuto un carattere più tranquillo, sarebbe stato ugualmente l’uomo che ci avrebbe proiettato verso Marte e un futuro di auto elettriche?”
“Nel corso degli anni, ogniqualvolta si era trovato in situazioni senza apparente sbocco o si era sentito minacciato, aveva rivissuto l’orrore del parco giochi e dei suoi bulli. Ora il parco giochi aveva la possibilità di comprarselo.”
“Non è dotato di empatia. O, per dirla in termini meno tecnici, è uno stronzo.”
“La lettura è sempre stata il rifugio psicologico di Musk. A volte si immergeva nei libri tutto il pomeriggio e per gran parte della sera, fino a nove ore di fila. Se la famiglia andava a trovare gli amici, lui scompariva nella biblioteca dei padroni di casa. Quando si recavano in città, Elon se ne andava per i fatti suoi e in seguito lo trovavano seduto sul pavimento di una libreria, profondamente immerso nel suo mondo. Era anche molto appassionato di fumetti.”
“Il libro di fantascienza che più ha influenzato gli anni della crisi adolescenziale di Musk è Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams.”
“La X sarebbe diventata la sua lettera di riferimento quando si trattava di battezzare le cose, fossero aziende o figli.”
“Sarebbe diventato uno dei leitmotiv della sua vita, non ritirare mai le fiches dal tavolo e continuare a giocarsela.”
“Nel maggio 2002 rilevò la Space Exploration Technologies. All’inizio la chiamò SET, ma dopo pochi mesi passò a un nome più facilmente memorizzabile, dando risalto alla sua lettera preferita: SpaceX.”
“Se non sei disposto a investire in un’azienda, pensava, non meriti la qualifica di suo fondatore.”
“La sua attenzione per i costi, così come la sua naturale ossessione per il controllo, lo spingeva a voler produrre il maggior numero possibile di componenti per conto proprio, invece di acquistarli dai fornitori secondo la normale prassi delle industrie missilistiche.”
“Musk adottava un approccio iterativo alla progettazione. Razzi e motori raggiungevano in fretta lo stadio di prototipo, venivano provati, esplodevano, i progetti venivano rivisti e poi provati di nuovo, finché non funzionavano. Fai in fretta, fai esplodere tutto, ricomincia.”
“Nacque così uno schema: provare idee nuove e non aver paura di far esplodere qualcosa.”
“Siccome l’auto avrebbe dovuto montare un motore cosiddetto a induzione, gli venne in mente di chiamarla come il suo inventore, Nikola Tesla. Il giorno dopo prese un caffè con Tarpenning e gli chiese cosa ne pensasse. Tarpenning tirò fuori il portatile, andò online e registrò subito il nome. Nel luglio 2003 costituirono la società.”
“Musk ha una regola sulle responsabilità: ogni componente, ogni processo e ogni voce di spesa devono essere associati a un nome. Così può attribuire le colpe in fretta quando qualcosa va storto.”
“Alla fine del 2008, la Tesla era quasi morta. Adesso, appena diciotto mesi dopo, era diventata la nuova azienda più in voga d’America.”
“Durante una cena per pochi intimi a Palo Alto, Altman e Musk decisero di fondare insieme un laboratorio di ricerca non profit sull’intelligenza artificiale, che chiamarono OpenAI.”
“Il cameratismo è pericoloso. Rende più difficile che le persone mettano in dubbio il lavoro le une delle altre.”
“Non chiedete mai alle vostre truppe di fare qualcosa che non siete disposti a fare voi stessi.”
“Lui e gli altri dirigenti telefonarono alle sei aziende più importanti che si occupavano di pressofusione. Cinque liquidarono l’idea. La Idra Press invece, un’azienda italiana specializzata in macchine per la pressofusione ad alta pressione, accettò la sfida di costruirne una abbastanza grossa da realizzare l’intero sottoscocca, anteriore e posteriore, della Model Y. “
“Con la gente reagisco in modo un po’ duro, perlopiù a ragione, ma cerco di non farlo come se parlassi ad personam. Critico l’azione, non l’individuo. Tutti commettiamo errori. La cosa importante è se una persona riceve il giusto feedback, accetta le critiche e riesce a migliorarsi. Alla fisica non importa dei tuoi sentimenti, o se ci rimani male. Le importa che tu quel razzo lo costruisca come si deve.”
“Se ho offeso qualcuno, voglio dirgli che ho reinventato le auto elettriche e manderò la gente su Marte con un razzo. Secondo voi dovevo essere anche una persona normale, un tipo tranquillo?”
“All’inizio del 2021, alle riunioni dei dirigenti, incominciò a dire che Tesla avrebbe dovuto pensare seriamente a costruire un robot, e a un certo punto mostrò un video di quelli, impressionanti, che stava progettando la Boston Dynamics. Ci piaccia o no, i robot umanoidi prima o poi ci saranno, e dovremmo fabbricarli noi per indirizzarli nella direzione giusta.”
“Optimus, disse, avrebbe imparato a eseguire compiti senza bisogno di istruzioni riga per riga. Come un essere umano, avrebbe appreso tramite la semplice osservazione. Questo, concluse, avrebbe rivoluzionato non solo l’economia, ma anche il modo di vivere dell’umanità.”
“Ma nell’ottobre del 2021 Tesla diventò la sesta azienda nella storia degli Stati Uniti a valere più di 1000 miliardi di dollari.”
“Ma quest’anno ho scoperto anche un’altra cosa, e cioè che lottare per la sopravvivenza ti fa andare avanti e avanti e avanti. Quando non si è più in modalità lotta-o-muori, non è tanto facile sentirsi motivati ogni giorno.”
“Il panico da coronavirus è stupido – twittò Musk. Era il 6 marzo 2020, e il Covid aveva appena fatto chiudere la sua nuova fabbrica di Shangai e cominciato a diffondersi negli Stati Uniti.”
“Musk si lasciò andare a una risata amara quando sentì l’espressione “sicurezza psicologica”. Lo inorridiva. La considerava nemica dell’urgenza, del progresso, della velocità orbitale. La sua parola preferita era “intransigente”.
Il disagio, secondo lui, era una buona cosa. Era un’arma contro il flagello dell’autocompiacimento. Le vacanze, annusare i fuori, l’equilibrio vita-lavoro e i giorni di “riposto mentale” non facevano per lui. Let that sink in, fatevene una ragione.”
“A volte i grandi innovatori sono uomini infantili e temerari, come bambini che si rifiutano di fare la popò nel vasino. Sono spesso sconsiderati, tendono a mettere in imbarazzo gli altri e in certi casi risultano perfino deleteri. Sovente sono anche pazzi. Così pazzi da pensare di poter cambiare il mondo.”