“A questo punto, come indurre gli elettori a votare? Con la persuasione? Offrendo in cambio qualcosa? Noi scegliemmo di farli arrabbiare. Di farli arrabbiare sul serio.”
“I veri scrittori sono persone speciali, sapete? Quando la gente mi chiede com’è morire a causa di un’arma chimica, faccio due associazioni mentali: i Dissennatori di Harry Potter e i Nazgul del Signore degli Anelli.”
“La porta di aprì ed entrò il mio medico, seguito da una signora che aveva un’aria vagamente familiare.
Era Angela Merkel, la cancelliera tedesca. Per me fu una sorpresa totale. Sapevo già, com’è ovvio, che aveva svolto un ruolo importante nel salvarmi la vita facendo pressione perché Putin accettasse di lasciarmi trasferire a Berlino.”
“Quel paradiso andò in pezzi il 26 aprile 1986, all’una e mezza di notte, quando si verificò un’esplosione nel reattore numero 4 della centrale di Cernobyl. Per il resto del mondo fu un enorme disastro nucleare. Per l’Unione Sovietica, uno dei fattori scatenanti del crollo di un paese già colpito dalla crisi economica del suo socialismo pienamente sviluppato. Per il ramo ucraino della nostra famiglia fu un’immane tragedia che spazzò via la vita di un tempo. Per me rappresentò il primo evento, la prima lezione di vita, che ebbe un impatto formativo sul mio modo di vedere le cose. Le radiazioni potevano essere lontane, ma l’ipocrisia e le bugie inondarono la nazione intera.”
“Nel 1986, nessuno pensava che l’Unione Sovietica e il suo enorme apparato per il controllo dei pensieri e delle parole avrebbero presto cessato di esistere. Dunque, se ti ordinavano di piantare patate, lo facevi e basta. Era la cosa più pericolosa e dannosa che potessero inventarsi, ma il suo scopo era evitare di diffondere il panico nella popolazione!”
“Ricordo come fosse ieri di aver scelto un disco di Adriano Celentano: il pop italiano era diffuso e non vietato.”
“La nostalgia dell’Unione Sovietica è un elemento importante della Russia di oggi, e un fattore politico da non sottovalutare.”
“Si scoprì che essere poveri era più sopportabile quando lo erano tutti, ma era intollerabile se vedevi il tuo vicino molto più ricco di te.”
“E fu su uno dei nostri carri armati della Taman che Eltsin ebbe il suo supremo momento di gloria quando vi si arrampicò per rivolgersi ai propri sostenitori circondato dalle guardie del corpo. Qualcuno lì vicino dispiegò una bandiera, il tricolore della Russia, non la falce e martello sovietiche. La foto di quel momento è la più famosa dell’epoca e ne rende perfettamente legittimo, e il vecchio regime – che comprendeva Gorbacev – non esisteva più.”
“In un’epoca di cambiamento, l’indecisione è un peccato capitale.”
“Tutti i rancori accumulati negli anni divamparono infatti in conflitti e persino guerre. Scoprimmo da un momento all’altro che armeni e azerbaigiani si odiavano al punto che già stavano combattendo.”
“Non mi ci volle molto per capire una delle regole più importanti della giurisprudenza: un bravo avvocato non era uno che sapeva tutto, ma uno che sapeva cosa leggere e dove trovarlo.”
“Essere un avvocato mi piaceva e mi piace ancora.”
“Era il 1996 e avevo trent’anni. Tutto attorno a me c’erano gangster, discoteche e una nuova, interessante vita da vivere. Ero uno studente e adesso possedevo una mia auto. L’unica cosa che avevo perso era l’interesse per la politica.
Che mi fu restituito da Vladimir Putin.”
“Ho scritto il capitolo precedente in una bellissima casa a Friburgo, in Germania. Questo lo sto scrivendo dal carcere.”
“Quando sei in carcere, sapere che la tua famiglia sta bene rappresenta il 99 per cento della tua pace mentale.”
“Se i tedeschi decidono per un protocollo, cascasse il mondo ma lo seguono alla lettera.”
“Ho già aperto la bocca per dirlo, ma mi fermo appena in tempo, ricordando la regola d’oro di ogni politico sul pianeta Terra: evitare a qualsiasi costo di commentare le faccende di Israele e la situazione in Medio Oriente. Qualsiasi cosa dirai, infatti, scontenterà qualcuno.”
“C’era una morale da trarre da questa storia: poche cose meritano l’incenerimento con un lanciafiamme più di un gruppo di avvocati ubriachi consapevole che qualche scappatoia legale permetterà loro di passarla liscia dopo aver fatto i gradassi e aver spadroneggiato sulla gente comune che non conosce la legge ma ha il diritto dalla sua parte.”
“Capii subito di non poter credere a una sola parola pronunciata da Putin. Quella nomina, per me, fu lo stimolo a resistere. Non volevo che una persona come lui fosse il leader del mio paese.”
“Nei paesi autoritari, la politica è strutturata in modo molto primitivo: o sei favorevole al regime o non lo sei. E tutte le altre opzioni politiche sono state annullate.”
“Io sognavo che il nostro sarebbe diventato il partito di maggioranza. Volevo veder apparire un politico che intraprendesse tutti i progetti necessari e interessanti, e collaborasse direttamente con il popolo russo. Se si fosse presentata una persona così, sarei corso a offrirgli la mia collaborazione. Attesi a lungo, poi un giorno capii che quella persona potevo essere io.”
“Il mio consiglio a qualsiasi aspirante blogger è: se vuoi che il tuo blog decolli, posta (o pubblica video) di frequente. E poi chiedi alla gente di condividere i tuoi post. Io concludevo ogni post che mi sembrava importante con questa richiesta. Era fondamentale. Anche l’interazione è imprescindibile. Commenta i post dei tuoi amici. Partecipa alle discussioni. Mostra di interessarti alle reazioni e sii sempre pronto a stabilire un dialogo.”
“L’anno 2012 segnò l’avvento nella mia vita di uno schema preciso, un inarrestabile circolo vizioso che mi avrebbe accompagnato per molti anni a venire: manifestazione di protesta, arresto, manifestazione di protesta, arresto. Era sgradevole, certo, ma non mi avrebbe fermato.”
“A dispetto di tutte queste falsificazioni, avevo guadagnato il secondo posto nella corsa a sindaco della città più grande della Russia. E sapevo per certo che ce n’erano altri come me. Molti altri.
Lo sapeva anche il Cremlino. Non mi permise mai più di partecipare a un’elezione.”
“Gli unici momenti della vita che contano sono quelli in cui facciamo la cosa giusta, quando non abbassiamo lo sguardo ma alziamo la testa e ci guardiamo negli occhi. Nient’altro conta.”
“La mia valvola di sicurezza è Twitter, il mio social media preferito. Lì sopra scrivo un sacco, di qualsiasi argomento: ecco una notizia bomba, ecco cosa ne penso, ecco i ravioli che ho appena mangiato. Con la panna acida.”
“Sono un cittadino russo e ho determinati diritti. E non sono disposto a vivere nella paura. Se devo combattere, combatterò, perché so di essere nel giusto, so che loro hanno torto. Perché sono dalla parte del bene e loro da quella del male.”
“Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: si, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent’anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici, La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio.
E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà.”
“La mia storia continuerà, ma qualsiasi cosa dovesse accadere a me, ai miei amici e agli alleati dell’opposizione, la Russia ha ogni possibilità di diventare un paese prospero e democratico. Il destino di questo sinistro regime, che si fonda su menzogna e corruzione, è segnato. I sogni possono diventare realtà.
Il futuro è nostro.”
“Le ragioni tre e quattro per scrivere questo libro potrebbero suonare eccessivamente drammatiche, e se la faccenda andasse a finire male a questo punto i miei lettori più sensibili potrebbero versare una lacrimuccia. (…)
Insomma, ragione tre: se mi dovessero far fuori, il libro sarà il mio lascito.
La ragione quattro è di nuovo che, se mi dovessero far fuori, la mia famiglia avrà l’anticipo delle royalty che mi auguro ci saranno. Guardiamoci in faccia: se un oscuro tentato omicidio con un’arma chimica, seguito da un tragico decesso in carcere, non riesce a far vendere un libro, non so propria cosa possa farlo. L’autore del libro è stato assassinato da un malvagio presidente; che cosa potrebbe chiedere di meglio l’ufficio marketing?”
“Tutto questo finirà per crollare. Lo Stato di Putin non è sostenibile.
Un giorno guarderemo e non ci sarà più.
La vittoria è inevitabile.
Ma per adesso non dobbiamo arrenderci, e dobbiamo lottare per le nostre convinzioni.”