“Lei conosceva bene quella località della regione inglese dei Laghi. Era a quattrocento chilometri da Londra, ospitava il centro di primo ricovero riservato ai piccoli ebrei reduci dai campi di sterminio rimasti senza genitori.”
“Le suggeriva di vedere ogni cosa attraverso il loro sguardo. Perché lei non poteva nemmeno immaginare quello che avevano visto i loro occhi.”
“E c’era poi il grande problema: i bambini trovati nei lager erano vissuti in baracche separate, divisi da genitori di cui i più piccoli avevano dimenticato i nomi, così come avevano dimenticato il proprio, il paese e la lingua di origine. Quasi tutti erano coperti di piaghe, soffrivano di malattie gravi, erano mangiati da pidocchi e pulci.”
“E comunque si parte da una condizione comune a tutti i più piccoli: non sanno nemmeno lontanamente che cosa siano una famiglia o una vita normale.”
“Per effetto di quella tragica guerra, lei e le sue assistenti si trovavano ad avere a che fare con il materiale umano più delicato e più danneggiato mai passato al vaglio di qualsiasi analista. E avrebbero dovuto accompagnare quei bambini nel ritorno alla vita.”
“E poiché la brodaglia liquida era l’unico cibo distribuito nel campo, ecco perché quei sei bambini non sapevano masticare e per molto tempo avrebbero rifiutato rabbiosamente carne, pesce, verdure e cibi solidi tranne il pane.”
“Si tratta di armarsi di un’infinita pazienza, mettendo in conto di essere attaccati, delusi, rifiutati.”
“I cani erano i soli animali conosciuti dai bambini a Terenzin e per loro erano le bestie ringhiose sguinzagliate dalle guardie a rincorrere i prigionieri. Per molto tempo anche un solo latrato in lontananza avrebbe scatenato il panico.”
“Lei sapeva bene che rammentare è come rammendare, cucire gli strappi, inclusi quelli interiori. Ripararli sapendo che i segni sarebbero restati comunque indelebili e visibili. Il recupero delle memorie di traumi estremi come quelli vissuti dai piccoli ospiti di Lingfield non era mai stato tentato prima. Non esistevano precedenti né teorie di supporto né strade già tracciate. Ed era facile immaginare che sarebbe stato devastante.”
“Non c’erano commenti né domande da fare. C’era solo da continuare ad ascoltare in silenzio.”
“Vita, morte, nascite, uccisioni e ancora violenze, sopraffazioni, privazioni. Quanto poteva sopportare la mente di un bambino?”
“A volte vorrei avere il cuore di pietra per non essere sopraffatta dal loro dolore.”
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Per aspera ad astra