“Amavo Parigi e i suoi misteri.”
“La vita è una bagarre. Devi batterti per quello che desideri.”
“Il primo pensiero di mia madre era sempre: Cosa dirà la gente?”
“L’amore non era gentile. L’amore era condizionato. Le persone più vicine potevano voltarti le spalle, dirti addio per un motivo futile. Bisognava dipendere solo da sé stessi. La mia passione per la lettura crebbe: i libri non mi avrebbero tradito.”
“Era per quello che leggevo: per sbirciare le vite degli altri.”
“Desideravo poter tornare all’ultimo momento. Le avrei detto: Sei stata la mamma migliore del mondo. Ho bisogno di te. Noi abbiamo bisogno di te. Mi piaceva come guardavamo i pettirossi e speravamo di vedere i colibrì. Come vorrei che avessimo ancora una mattina insieme! Un altro abbraccio! Un’altra possibilità di dire: ti voglio bene!”
“Il libro mi portava su un altro mondo, in un posto che mi permetteva di dimenticare.”
“Il dolore è un mare fatto con le tue lacrime. Onde salate coprono gli abissi scuri dove devi nuotare al tuo ritmo. Ci vuole tempo per aumentare la resistenza.”
“Ma io non ho mai chiesto niente.
Non hai mai dovuto farlo.”
“Guardando il papà mangiare i fagioli, notai che i suoi capelli stavano diventando grigi. Mi chiesi quali preoccupazioni lo tenessero sveglio la notte, cosa sarebbe stato disposto a fare per proteggere la sua famiglia.”
“Avevamo dato per scontato troppe cose.”
“
Vagai per la Library per dirle addio. Prima nella sala dei periodici, dov’era iniziato tutto. Nella sala di consultazione, dove avevo imparato tanto quanto gli utenti. Nell’Aldilà, dove feci scorrere la mano lungo i dorsi dei libri per far loro sapere che non li avrei mai dimenticati. Poi uscii per l’ultima volta.”
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Per aspera ad astra