giovedì 30 luglio 2026

I fascisti invecchiano – Vitaliano Brancati

“Non so come i nostri pittori non abbiano sentito il bisogno di tramandare ai posteri la faccia del fanatico!” 

 “L’abitudine all’insuccesso aveva generato in queste ultime un’amarezza che col tempo era diventata piacevole e indispensabile come il sapore di un vizio.” 

 “Ma ecco, dopo tredici anni, la buona occasione si ripresenta, e l’odio del notaio si aderge nella notte come un uccello intirizzito che scuota dalle ali il gelo e il sonno.” 

 “Sui vent’anni, io ero fascista sino alla radice dei capelli. Non trovo alcuna attenuante per questo: mi attirava, del fascismo, quanto esso aveva di peggio, e non posso invocare per me le scuse a cui ha diritto un borghese conservatore soggiogato dalle parole Nazione, Stirpe, Ordine, Vita tranquilla, Famiglia.” 

 “L’uomo medio, l’uomo comune: ecco la bestia nera dei fanatici! Essi sanno che quella faccia, in apparenza così debole e insignificante, ha in verità la grandezza di un mare tranquillo nel quale sprofonderanno come sassolini, e si perderanno per sempre, senza lasciare alcuna traccia, i loro sforzi, i loro urli e le loro teorie.” 

 “Ecco l’arcadia politica, i cui affiliati sono tutti travestiti da tigri, pantere, leoni, e che bilancia perfettamente l’arcadia letteraria i cui affiliati sono tutti travestiti da colombi, agnelli, pastorelli.” 

 “Il giudice che, nel condannare l’autore di un delitto efferato, pensa di mandare alla morte una bestia, si spoglia di altrettanta umanità quanta ne manca all’immagine, che egli si è fatta, del suo condannato.” 

 “Considerando bestie taluni colpevoli (o immorali, o amorali), perderemmo anche noi il diritto di chiamarci uomini perché un simile giudizio ci avrebbe fatto scivolare giù dal primo gradino della moralità.” 

 “In tutte le epoche è riuscito difficile leggere nel viso dei caduti in guerra quale delle loro anime fosse andata in paradiso.”

 “Ogni persona s’inebria dell’altra. Il numero di coloro che fanno lo stesso gesto che faccio io, che dicono il si o il no che dico io, tanto più è alto e tanto più mi dà alla testa. È il tentativo di raggiungere l’universale attraverso la via sbagliata, il tentativo degli stupidi e dei derelitti.” 

 “Cosa farà dunque lo stupido per provare l’ebbrezza del genio? Darà massa. Così, urlando lo stesso urlo insieme a centomila altri, crederà che l’umanità intera parli della sua bocca spalancata.”

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