“Il sommuoversi del mare, giorno dopo giorno, iterazione quotidiana del mare di latte della leggenda indiana. Forse il mondo non vuole che esso riposi. Forse nell’immobilità c’è qualcosa che evoca tutto il male della natura.”
“Il mare, un mare senza nome, il Mediterraneo, il Mar del Giappone, la baia di Suruga, lì davanti ai suoi occhi; un’anarchia anonima, ricca e assoluta, catturata dopo grandi lotte e denominata mare, e che in fin dei conti rifiuta quel nome.”
“Siamo troppo abituati all’assurdità dell’esistenza.”
“Gli avanzi della vita terrena erano rotolati sin qui, e per la prima volta si trovavano faccia a faccia con l’infinito. Il mare, infinito mai incontrato prima. i rifiuti, simili all’uomo, incapaci di andare incontro alla propria fine se non nella maniera più brutale e laida.”
“Il monte Fuji si innalzava al di sopra delle colline. Solo la cima era visibile, come se un grande masso, bianco e affilato, fosse stato scagliato nella massa incerta delle nuvole.”
“Ma egli conosceva la gioia dell’osservare. Gliel’aveva rivelata la natura. Nessun occhio può essere più chiaro e luminoso di quello che ha nulla da creare, nulla da fare se non osservare.”
“Se vedere è l’incontro tra un occhio e un’esistenza, cioè tra un’esistenza e un’altra esistenza, allora è come se si incontrassero gli specchi di due esistenze.”
“Osservare era per lui il sistema più efficace per liberarsi del proprio ego. Solo gli occhi gli garantivano l’oblio, salvo per l’immagine riflessa allo specchio.”
“Toru non sapeva nulla dei duri calli causati dalle ingiurie della povertà, simili a blocchi d’ambra, linfa indurita che trapassa la corteccia ferita. La sua corteccia era sempre stata molto dura. Una spessa, dura corteccia di disprezzo.”
“E’ il destino di chi è bella. Accettare tutte le bruttezze del mondo, nascondere le ferite, e morire senza svelare il proprio segreto a nessuno.”
“Per la loro età il freddo era notevole, ma apprezzarono molto il paesaggio quieto e decadente della Venezia invernale. Non vi erano turisti, i gondolieri fermi e intirizziti non facevano affari, e i ponti apparivano l’uno dopo l’altro come ceneri di sogni in rovina. A Venezia il senso della fine raggiungeva l’apice della bellezza, l’incanto delle sue forme era roso fino allo scheletro dal mare e dalle fabbriche.”
“Tutto ciò che doveva fare era solo morire. provò un certo orgoglio nel pensare che un vecchio, presto dimenticato, possedesse ancora, con la propria morte, una potentissima arma distruttiva. Non aveva nessuna paura dei cinque segni della decomposizione.”
“Aveva timore di rovinare il suo buon umore mostrandole l’assoluta volgarità a cui era stato ridotto quel meraviglioso scenario naturale del Giappone.
Era un piovoso giorno feriale, ma il gigantesco parcheggio straripava di automobili, e il cellophane opaco dei negozi di souvenir rifletteva il cielo cinereo.”
“Honda e Keiko sapevano che l’età e la ricchezza dissipano ogni riserbo o timidezza.”
“Honda penetrò nel cuore del ragazzo e prese a sognare del mare.
Indolenti arrivi, indolenti ormeggi, indolenti scarichi; quali infiniti compromessi richiede questo estatico accoppiamento fra la terra e il mare. Si uniscono in mutuo tradimento; la nave, mentre entra o esce dal porto, agita seduttiva la cosa, ma poi si ritira con ritrosia nel sibilo di un lamento minaccioso. Un meccanismo nudo e incerto.”
“Quali delicati mutamenti avvenivano sul bianco monolite del mare quando veniva a frangersi sulla spiaggia. La confusione della miriade di piccole onde e le minute particelle di schiuma si trasformavano, disperate, in un’infinità di rivoli vomitati sul mare da mille bachi da seta. Male sottile, che impone la sua forza bruta, pur recando in sé quel delicato candore.”
“Le onde frangendosi diventavano la visione manifesta della morte. Tali gli sembravano. Bocche aperte nell’istante della morte.”
“Per me non c’è mai stato un momento che si possa definire l’apogeo della giovinezza, e quindi nessun momento da fermare. Bisognerebbe terminare la propria esistenza in quell’esatto momento. Io non l’ho saputo riconoscere. E, stranamente, non provo rimpianti.”
“Il disinteresse ha una grande importanza. E’ l’unico mezzo per sconfiggere la stupidità del mondo.
"perché gli scandali rappresentano il contenitore più semplice ed efficace per incapsulare il prossimo.”
“La vecchiaia è di per sé una malattia della carne e dello spirito, e il fatto che sia incurabile significa che l’esistenza stessa è una malattia incurabile. E’ una malattia slegata dalle teorie esistenzialistiche, perché la carne stessa rappresenta un’affezione, una morte latente.”
Nessun commento:
Posta un commento
Per aspera ad astra