mercoledì 19 marzo 2025

Il sangue del sud – Giordano Bruno Guerri

“Ciò che accadde nel 1861 realizzava il sogno secolare di poeti, politici e intellettuali. L’Italia “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”, invocata da Alessandro Manzoni, non era più un’astrazione. Dei modi e dello spirito con cui fu compiuta l’impresa – e delle sue conseguenze – si parlerà, in questo libro, in maniera non convenzionale.” 

 “Una parte del nuovo Stato era già italiana, l’altra non lo era affatto. Occorreva dunque educarla a essere diversa da sé, a costo di snaturarla. Ai primi segni di insofferenza del Sud, nacque subito una contrapposizione rancorosa: noi contro loro.” 

 “La verità su cui al Nord tutti concordavano – generali e politici, esuli meridionali e piemontesi – è che, appena nata, l’Italia era già madre di due figli diversi: uno di cui andare fieri, l’altro bisognoso di severe lezioni.”

 “Come ogni guerra civile, anche quella tra piemontesi e briganti è stata raccontata dal vincitore. Che però, a differenza del solito, non ha potuto vantarsene: si preferì nascondere o addirittura distruggere i documenti, perché non fossero accessibili neppure agli storici.” 

 “La storia ha dimostrato che le fasce più povere del popolo, secondo i principi della sopravvivenza, elaborano una cultura di sottomissione ribellandosi soltanto in due casi: quando la sofferenza supera il limite del sopportabile o quando intravedono possibilità concrete di riuscita.” 

 “Almeno nei trent’anni successivi all’Unità, l’Italia del Sud fu come una colonia del Piemonte. E, dal momento dell’unificazione, i meridionali furono più sfruttati che sfruttatori.” 

 “I mille operai degli stabilimenti del Reale Opificio Meccanico e Politecnico di Pietrarsa, inaugurato da Ferdinando II nel 1840, furono il primo nucleo industriale italiano, in anticipo di qualche decennio sulla Breda e la Fiat. Dopo l’Unità, a Pietrarsa fu preferita la settentrionale Ansaldo, che impiegava la metà degli operai, e il centro industriale venne praticamente smobilitato. Oggi è un museo.” 

 “La stupenda, fetida, insopportabile e irrinunciabile Napoli degli anni Sessanta era una delle città più popolate d’Europa con quasi mezzo milione di abitanti. Le vedute da cartolina affascinavano i viaggiatori, pronti a collezionare le infinite varianti dell’esotico e del folcloristico. La realtà era tutt’altra, nei bassi e nei tuguri verminava una plebe indolente e rassegnata.” 

 “Quella delle camicie rosse fu una conquista territoriale e politica, in nessun modo una liberazione sociale; semplicemente perché il nuovo corso, come il vecchio, non tollerava che fossero toccati gli interessi dei latifondisti.” 

 “La città non si risollevò più, perché i danni peggiori vennero dopo i bombardamenti. Per scaldarsi dal freddo, i piemontesi avevano abbattuto centomila olivi e carrubi, patrimonio della zona. Poi, visto che non c’erano più olivi, smontarono i frantoio per portarli al nord. Il commercio marittimo venne annichilito: dalle paranze dei pescatori, ai bastimenti, ai cantieri navali. Gran parte della popolazione fu costretta a emigrare e oggi, sostiene il sindaco, ci sono più gaetani in Massachusetts che a Gaeta.” 

 “Dobbiamo pensare a un’Italia, specialmente al Sud, coperta di boschi, boschi e boschi, quali difficilmente oggi possiamo immaginare. Grandi come province, il loro intrico di vegetazione allo stato selvatico ne faceva un altro mondo, in cui i soldati penetravano – raramente – come in uno spazio ignoto e invincibile. Catturare Chiavone in un bosco? Impossibile.” 

 “In definitiva, i soldati sono l’ultimo anello di una folle catena di errori e orrori: sono i meno colpevoli, i meno responsabili. Reduci dal clima esaltante a cui avevano partecipato per fare l’Italia combattendo contro gli stranieri, sopportarono stenti inimmaginabili. E furono vittime, come i loro nemici, di una carneficina che poteva essere evitata. Soprattutto ai civili.” 

 “Da metà agosto, intorno a Crocco viene fatta terra bruciata. Sono gli effetti della legge Pica. Una semplice legge, strumento quotidiano di uno Stato, ma nella sua forma più implacabile: instaurava, nel Sud, la dittatura militare.” 

 “E un popolo senza memoria è un popolo mutilato della propria integra identità.” 

 “Le condanne a morte si moltiplicarono: oltre cinquemiladuecento in pochi mesi. Circa settemila gli arresti, decine i paesi rasi al suolo. Numeri da genocidio.” 

 “Lavorare sul popolo italiano era difficile per un motivo antichissimo; le diverse genti italiche si accomunavano solo nei difetti che impediscono la formazione di un popolo: campanilismo, individualismo, rassegnazione, sfiducia nelle istituzioni e nei loro officianti.” 

 “Così partorita, l’Italia veniva alla luce monca, privata già in partenza del contributo di una parte del suo popolo, cooptata ma non integrata, a cui offrire, alla bisogna, il sapore acre della medicina o il miele dell’assistenza.” 

 “Le diatribe attuali fra Nord e Sud non sono storia, bensì una ferita aperta. Oltre a andare molto, molto lontano, le conseguenze di una Unità mal condotta e peggio proseguita sono ancora fra noi.”

6 commenti:

  1. Tomasi di Lampedusa narrava a ragion veduta.

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    1. Purtroppo sì. La narrazione continua, si dipana come una lunga corda piena di nodi irrisolti.

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  2. Ma tu guarda...proprio vero che i libri si rincorrono tra loro...anche io leggendo queste righe ho pensato subito a Tomasi di Lampedusa :-)

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  3. Probabilmente hai pensato a questo passaggio del libro di Tomasi - “Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli o pecore, continueremo a crederci il sale della terra.”
    Anche oggi molti continuano a credersi il sale della terra giusto per inaridirla.

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    1. No, no, non mi riferivo a niente niente di così specifico ma solo al fatto che il caso (il caso?) ha fatto si che anche io in questi giorni stia per l'ennesima volta elucubrando qualcosa a proposito di Tomasi di Lampedusa e de Il Gattopardo :-)
      (sono Gabriella Alù, ancora non ho capito bene come inserire commenti non anonimi nel tuo blog. Spero che questa volta il tentativo meglio. In ogni caso contrario, d'ora in poi mi firmerò :-)

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    2. Ciao Gabriella e benvenuta. I contatti tra le due principali piattaforme per blogger sono sempre stati difficili, credo sia voluto alla faccia della libertà di comunicazione. Non so come aiutarti ... Firmati e non se ne parla più.

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Per aspera ad astra