“Solo quando andai a vivere a Tokyo per frequentare l’università, capii che non tutte le persone vanno ogni giorno in ufficio in giacca e cravatta, abitano in un villino unifamiliare con giardino e hanno un cane o un gatto. Eppure, allora, era questo l’unico stile di vita che conoscessi.”
“Ascoltare i concerti per pianoforte e orchestra di Liszt significava, per me, spingermi un gradino più in alto nella scala della vita.”
“Si sentiva in lontananza Nat King Cole cantare A sud del confine. la canzone si riferiva al Messico, ma io non lo sapevo. Le parole A sud del confine mi sembravano soltanto un insieme di strani suoni. Ogni volta che ascoltavo quella canzone mi chiedevo sempre che cosa ci fosse mai a sud di quel confine.”
“Era solo la mano piccola e calda di una ragazzina di dodici anni, ma sentivo che in quelle cinque dita e in quel palmo era racchiuso, come in una minuscola vetrinetta, tutto quello che c’era da sapere sulla vita. Prendendomi per mano mi aveva reso partecipe di quei segreti.”
“Durante il liceo ero un ragazzo come tanti. Era la seconda fase della mia esistenza, un processo evolutivo che mi aveva portato ad abbandonare l’idea di essere diverso, per poter diventare una persona normale.”
“Non ero più il bambino gracile di prima, spesso costretto a rimanere a letto con la febbre. Adesso passavo ore, nudo davanti allo specchio della stanza da bagno, a esaminare il mio corpo nei dettagli. Vedevo con i miei occhi, a uno a uno, i mutamenti improvvisi e inaspettati che stava subendo.”
“Una volta iniziato un libro, non potevo più smettere. La lettura era come una droga per me. Leggevo a tavola, in treno, a letto fino all’alba, di nascosto durante le lezioni.”
“Gli esseri umani, a volte, sono destinati, per il solo fatto di esistere, a fare del male a qualcuno.”
“Ancora adesso, quando penso a Izumi, mi viene sempre in mente la scena di una tranquilla mattina di domenica: c’è calma, il tempo è bello e la giornata è appena iniziata. Non ci sono i compiti di scuola e si è liberi di dedicarsi alle proprie attività preferite. Izumi mi faceva sentire così, come in una mattina di domenica.”
“Izumi rimase a lungo con la testa poggiata sul mio petto, immobile, come per ascoltare il battito del mio cuore. Io le accarezzavo i capelli. Avevo diciassette anni, scoppiavo di salute e stavo per diventare adulto: era una sensazione meravigliosa.”
“Il mondo stava subendo enormi mutamenti davanti ai miei occhi e non vedevo l’ora di poter essere coinvolto anch’io in questo grande fermento.”
“Era un sogno vago, una febbre divorante e un desiderio così forte da far star male, uno di quei sogni che si possono avere solo a diciassette o diciotto anni.”
“Per avere successo ci vuole fortuna e intelligenza, questo si. Poi occorrono capitale, se non ne hai, non riesci a concludere nulla. Ma non basta, è indispensabile anche un’altra cosa, la chiave giusta. Senza quella non arrivi da nessuna parte, pur avendo tutto il resto.”
“Non auguro a nessuno di lavorare in una grande azienda commerciale. Devi sempre fare gli straordinari, ci sono un’infinità di cene con i clienti e ogni tanto ti trasferiscono pure da qualche parte. Se lavori male, ti prendono a calci nel sedere e se lavori bene, ti appioppano ancora più cose da fare. Non è un lavoro per persone normali.”
“Tutto muore e inaridisce. Finita una generazione, ne viene un’altra. È così che vanno le cose. Tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto. È il deserto quello che vive veramente!”
“Indossavo la mia solita uniforme: completo Soprani Uomo, camicia e cravatta Armani, scarpe Rossetti.”
“Se qualcosa comincia ad andare storto, trascina con sé il resto.”
“Esiste una linea che alcuni riescono a superare e altri no. Quindi, una volta trovata una persona che ha talento, bisogna tenersela cara e non farsela scappare. E pagarla bene.”
“Tutti vogliono essere travolti dalla forza di esecuzioni coinvolgenti. Nove volte su dieci si rimane delusi, ma la decima volta si arriva ad avere un’esperienza sublime, che è poi quella che tutti cercano. È questo che muove il mondo, è questa, secondo me, l’arte.”