“Fra terribili minacce, questo Stato pretende che il suddetto privato cittadino abbandoni i suoi amici, lasci le sue ragazze, rinunci alle proprie idee, accetti idee imposte, saluti in modo diverso da come è abituato, mangi e beva cose diverse da quelle che gli piacciono, impieghi, il tempo libero in occupazioni che detesta, metta la propria persona a disposizione di avventure che rifiuta, rinneghi il proprio passato e il proprio Io, e, cosa fondamentale, mostri costantemente nei riguardi di tutto questo il massimo entusiasmo e la massima riconoscenza.”
“Non si pensa mai abbastanza a quanto siano infantili i concetti che nutrono e scuotono le masse.”
“Ma la vera generazione del nazismo è quella dei nati tra il 1900 e il 1910, che hanno vissuto la guerra come un grande gioco, senza essere minimante disturbati dalla sua effettiva realtà.”
“Il coraggio civile – cioè il coraggio delle proprie decisioni e della propria responsabilità – in Germania è senz’altro una virtù rara, come già Bismarck osservò in un detto famoso. Se poi il tedesco indossa un’uniforme, esso lo abbandona completamente.”
“In privato, mio padre era un appassionato conoscitore e amante della letteratura. Aveva una biblioteca di diverse migliaia di volumi che ampliò ed estese fino alla sua morte, e che non aveva soltanto, ma che aveva anche letto.”
“Ci sono poche cose bizzarre come la calma indifferente e superiore con cui noi, io e quelli come me, rimanemmo a osservare gli inizi della rivoluzione nazista in Germania, quasi da un palco di teatro… un fenomeno che, in ogni caso, mirava esattamente a farci sparire dalla faccia della terra.”
“Mi recai in corte d’appello. L’edificio era lì, grigio, freddo e tranquillo come sempre, nobilmente staccato dalla strada, dietro a superfici erbose e alberi. Nei suoi larghi corridoi e nei vestiboli guizzavano rapidi come sempre gli avvocati, simili a pipistrelli nelle loro svolazzanti toghe di seta nera, cartelle sotto il braccio, espressioni concentrate e irreprensibili. Gli avvocati ebrei difendevano le loro cause, come se questo fosse un giorno qualsiasi.”
“Nella genesi del Terzo Reich c’è un enigma insoluto che mi sembra ancora più interessante della questione di chi abbia incendiato il Reichstag. La domanda è questa: ma che fine hanno fatto i tedeschi? Ancora il 5 marzo 1933 la maggior parte di loro ha votato contro Hitler. Che ne è stato di questa maggioranza? E’ defunta? E’ scomparsa dalla faccia della terra? Oppure, anche se con tanto ritardo, è diventata nazista? Come è potuto accadere che da parte sua sia mancata qualsiasi reazione di rilievo?”
“Nell’estate del 1933 la situazione dei tedeschi non nazisti era certamente una delle più difficili in cui possa trovarsi un essere umano: vale a dire uno stato di sopraffazione totale e senza speranza, accompagnato dai postumi dello shock dell’essere stati colti di sorpresa. I nazisti ci avevano in pungo, incondizionatamente.”
“Il nazionalismo, vale a dire il culto narcisistico della propria nazione, è una pericolosa malattia dello spirito sicuramente diffusa ovunque, in grado di deformare e di rendere orribili i tratti di una nazione, proprio come la superbia e l’egoismo deformano e rendono orribili le fattezze di un essere umano.”
“Non l’Austria o la Cecoslovacchia: la Germania fu il primo territorio che occuparono.”
“Prendemmo in prestito una scacchiera al banco di mescita e cominciammo a giocare. Cercai di recuperare qua e là nella memoria le teorie d’apertura. Era tanto tempo che non giocavo più, diversi anni, e la vista delle figure e lo sviluppo del gioco d’improvviso mi richiamarono alla mente un periodo ormai lontano in cui l’avevo praticato appassionatamente.”
“Questa assolutizzazione dell’orgoglio è un difetto tedesco; i tedeschi la considerano una virtù. In ogni caso, è una delle caratteristiche più profondamente tedesche. Non possiamo fare altrimenti. Siamo i sabotatori peggiori del mondo. Quello che facciamo dobbiamo farlo in modo eccellente, nessuna voce della coscienza o di rispetto verso se stessi è in grado di competere con questo atteggiamento.”
“Si dice che i tedeschi siano asserviti. E’ vero solo a metà. Sono al tempo stesso qualcosa d’altro – e di peggio -, per cui non esiste ancora un termine. Sono cameratizzati. Una condizione terribilmente pericolosa. Si è sotto una specie di incantesimo. Si vive in un mondo di sogno e di ebrezza.”